24/03/2026
Ci sono momenti in cui bisogna fermarsi, guardarsi indietro e avere il coraggio di dire:
“È stato bello, ma forse è il momento di fare una pausa.”
Dodici anni fa, in Italia, lo strumento di cui parlavamo era poco conosciuto: poche centinaia di musicisti, pochi produttori. Abbiamo deciso di creare un festival per raccontarlo, farlo scoprire, costruire un punto di incontro, uno spazio fatto di passione e condivisione.
E quella comunità è nata davvero.
Negli anni siete stati in tantissimi a venirci a trovare: persone, strette di mano, chiacchiere, risate, idee. Tutto questo ha reso il progetto più grande di quanto avessimo mai immaginato.
Ogni anno, da febbraio, si ripartiva da zero: mesi di organizzazione, gestione, problemi da risolvere, energie da investire. Nel nostro piccolo, abbiamo sempre cercato di creare qualcosa di autentico e sostenibile, con risorse limitate ma tanta passione.
Negli ultimi anni, però, molte cose sono cambiate. Anche alcuni artisti hanno iniziato a modificare i programmi all’ultimo minuto, rendendo il lavoro sempre più complesso e impegnativo.
All’inizio gli artisti partecipavano con entusiasmo e richieste in linea con le nostre possibilità e con lo spirito originale del festival. Col tempo, il contesto si è evoluto, e mantenere quell’equilibrio è diventato sempre più difficile, pur cercando sempre di offrire un’esperienza autentica al pubblico.
Questo festival non è mai stato fatto per i soldi. È sempre stato autogestito, sostenuto dalle offerte di chi ha partecipato. Nel nostro piccolo, abbiamo fatto la nostra parte. Ma oggi non sentiamo più né il bisogno né l’energia per continuare in questo contesto.
Per questo abbiamo deciso, per ora, di fermarci.
Non è necessariamente un addio. È una pausa: senza promesse, ma nemmeno a porte chiuse. Chissà… magari un giorno, con uno spirito nuovo, torneremo.
È una decisione presa con malinconia, ma anche con lucidità e rispetto per ciò che è stato e per quello che siamo oggi.
Ci dispiace se qualcuno rimarrà deluso, ma soprattutto vogliamo dire grazie:
a chi ha partecipato, a chi ha creduto nel progetto, a chi ha collaborato e a chi ci ha sostenuto in tutti questi anni.
Un grazie speciale agli artisti, alle location, ai volontari e ai banchetti che hanno supportato e accompagnato questa avventura nel corso degli anni.
Grazie davvero. Mille volte.
Ci porteremo dietro ogni incontro, ogni storia, ogni energia condivisa.
Perché alla fine, è questo che resta.
Il resto passa.
A presto, forse. In un futuro.