12/08/2025
Gaza ๐ช
๐๐๐๐ฎ๐ฑ - ๐'๐จ๐ก๐๐๐ ๐ฃ๐๐ฅ๐ง๐ ๐๐ ๐๐จ๐ ๐ฆ๐๐๐๐๐ฅ๐๐ฅ๐ฆ๐
๐๐๐๐ข! ๐๐ฃ๐ฆ ๐ถ๐ป๐ฐ๐น๐๐ฑ๐ฒ ๐๐ฎ๐๐ฎ ๐๐ผ๐น๐ฎ ๐ป๐ฒ๐น ๐๐ฒ๐๐๐ถ๐๐ฎ๐น ๐ฑ๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐๐ฎ๐๐๐ฎ ๐ ๐๐ฟ๐ด๐ถ๐ฎ
Se cโรจ una cosa che il mondo di oggi ci insegna, รจ che le azioni scorrono veloci come pensieri, in una estemporaneitร che toglie valore a tutto. E che รจ difficile compiere azioni senza rischiare di essere valutati erroneamente, con la possibilitร di ottenere un effetto controproducente. Lo sa bene chi pone i propri interessi al di sopra di quelli di chiunque altro e se ne approfitta, ma lo sa bene anche chi riesce ad andare oltre i meccanismi dellโopinione di massa e decide, in piena coscienza, di occuparsi di determinate tematiche ed aderire a precise cause.
E ๐๐๐๐ข! ๐๐ฃ๐ฆ questo, fa. Sin dalla sua nascita, sin da quando i suoi membri fondatori si sono seduti attorno a un tavolo per dare vita a una creatura che, tra le tante cose, non avrebbe mai e poi mai distolto lo sguardo dai problemi del mondo. Oggi ne abbiamo sempre tanti, ma ce nโรจ uno che ha assunto proporzioni inconcepibili, impossibili da accettare a qualunque livello, irricevibili anche dal piรน freddo e cinico analista. Una catastrofe umanitaria che non vede fine e che, anzi, ci fornisce quotidianamente nuove versioni del peggio esprimibile.
La situazione a Gaza รจ inqualificabile, indescrivibile, piรน una serie di aggettivi che iniziano per โIโ e che conducono tutti quanti a un sentimento di impotenza, di dolore e, per chi ha ancora il coraggio di sentirsi umano, di vergogna. A Gaza sta avvenendo da troppo tempo qualcosa che definire criminoso รจ davvero poco. Non lo si puรฒ definire diversamente, soprattutto se il primo a farlo รจ stato il Tribunale Internazionale dellโAia. Che non รจ esattamente un covo di toghe politicizzate, ma piuttosto uno dei pochi elementi di garanzia rimasti lร fuori.
Non siamo in grado di stabilire cosa accadrร dalla scrittura di questo post ai prossimi giorni, certamente possiamo guardarci alle spalle e ricordarci che, in pochi mesi, siamo passati dagli โobiettivi strategiciโ, al bombardare gli ospedali, i mercati, fino allo sparare direttamente alla gente affamata in fila per un tozzo di pane. Roba che in guerra, nonostante si parli di un gran varietร di atrocitร , non accade. Perchรฉ una cosa รจ la guerra, unโaltra รจ il genocidio. O pulizia etnica. Quello che vi pare. Sempre gente innocente massacrata รจ. Sempre la morte dellโequivalente di una cittadina media fatta di soli bambini รจ.
Questa tragedia senza fine ha spinto i popoli occidentali (e non solo) a reagire. Anche piuttosto spontaneamente, se non proprio di pancia. Col peggiorare della situazione, il grido โBASTA!โ รจ diventato trasversale, abbattendo colori politici e orientamenti personali. Ci si sta dunque schierando? Per come la vediamo noi, no. Perchรฉ, da ciรฒ che vediamo tutti i giorni, nonostante le manipolazioni e le imprecisate โnebbie di guerraโ, la parte da cui schierarsi รจ una sola: quella degli innocenti, dei bisognosi, degli ultimi che diventano ultimissimi, ridotti in macerie a livello umano, costretti a lottare per avere la sussistenza che dovrebbe essere garantita da quanto mai โbanaliโ Convenzioni e Trattati.
Nel frattempo, sono nate anche importanti iniziative concrete. A ognuno il suo, senza stare a farsi i conti in tasca, in una sorta di alleanza trans-nazionale il cui vessillo รจ il senso di umanitร . E FICO! APS ha aderito a una delle piรน famose e impattanti: lโacquisto di Gaza Cola, che sarร presente al Festival della Bassa Murgia. Un primo contributo, che avrร certamente seguito, per riportare speranza e nuova vita con la ricostruzione dellโospedale Al-Karama a Gaza Nord. Affinchรฉ quella comunitร , ridotta letteralmente a brandelli, possa tornare a essere tale. E unita, libera dai portatori di morte.
Fico Elephant Park - Puglia Arci Puglia ARCI Comitato Taranto