CENNI STORICI DEL PALAZZO MICHELE CAFISI E DELLA FAMIGLIA CAFISI
La famiglia Cafisi arrivò a Favara dalla città di Ragusa, molto probabilmente all’inizio del terzo decennio del ‘700. Il capostipite Grazio Cafisi si trasferì a Favara dove esercitò la professione di notaio:”Gratio Cafisi civitatis Raguse sed hic Fabariae habitator et concivis”
Il figlio di lui,Salvatore, fece costruire un palazzo d
etto “Il Palazzo Grande dei Cafisi”che comprendeva più edifici, precedentemente uniti da un arco in seguito abbattuto perché pericolante. Il Palazzo settecentesco fu abitato dal figlio Stefano, proprietario di ben ottomilaottocento ettari di terreno. Si trattava di parecchi feudi tra i quali la Baronia di San Benedetto, per questo fu detto Barone. Riuscì ad ottenere la maggior parte dei beni dei marchesi Pignatelli, tranne le Miniere e il Castello Chiaramonte, in seguito ceduto al Comune di Favara. Il Grande Palazzo Cafisi si erigeva solo in un piano, successivamente fu ampliato con l’aggiunta di un secondo piano e fu abitato prima dal fratello di Stefano, Paolo, poi dal figlio Francesco Saverio di cui si possono vedere le iniziali nella lunetta dell’ingresso dalla via Cafisi
Dalla parte opposta alla suddetta via, precisamente in via Arco Cafisi, si scende lungo una bella gradinata, dalla quale, a destra, si può ammirare la sontuosa facciata in pietra in stile neoclassico del palazzo di Francesco Saverio , l’edificio venne costruito, ad opera del maestro favarese Benedetto Castellana , dal fratello Michele, morto giovanissimo appena diciottenne nel 1846. Il Palazzo Michele Cafisi, ereditato in seguito dal fratello Francesco Saverio, è diviso in più livelli,questa porzione comprende: le stalle, dove si può ammirare il portone principale che , nella lunetta, riporta le inizali MC; la carrozzeria, lunga venti metri, a destra della quale si può ammirare la scala da dove scendeva il cocchiere per preparare la carrozza per i baroni; il piano padronale con il salone delle feste del tutto incompiuto, una stanza molto grande , di dieci metri d’altezza, lasciata così poiché i lavori si interruppero dopo la morte prematura del proprietario,quet’ala del Palazzo non fu mai abitata, eccezion fatta della terrazza, dove la famiglia di Francesco Saverio soleva pranzare durante la bella stagione e da dove si gode di un bel panorama.