20/03/2026
La felicità, oggi che è la Giornata Mondiale della Felicità, è una cosa sospetta. Appena provi a definirla, si offende. Funziona solo così: arriva quando stai facendo tutt’altro. Tipo cercare parcheggio a Milano. Non trovi parcheggio, ma trovi te stessa. Che è anche peggio.
Ieri sera, con lo spettacolo "La lunghezza d’onda della felicità", ero al Teatro Bolognini di Pistoia. È stato bello! I pistoiesi sono così: ti ascoltano. Ma non quell’ascolto educato da “sì sì certo”. È un ascolto pieno, presente, senza distrazioni. Che mentre parli senti proprio che le parole arrivano da qualche parte. E quando succede, cambia tutto. Si sentono cambiati e te lo dicono. Grazie.
Stasera altra venue. Porto la versione light dello spettacolo, quella essenziale, quasi sussurrata: quella a leggìo. Per allenamento. Sono a Villa Tittoni, nella sala Stendhal.
E poi martedì torno alla versione lunga, quella dove si può sbagliare strada e perdersi bene: a Capriolo. In provincia di Brescia. Al Palazzetto dello Sport.
In entrambe le serate vi aspetto nel foyer, per firme, dediche e incontri ravvicinati con la vostra lunghezza d’onda e la mia calligrafia, quasi illeggibile.
PS: se la felicità non si può trattenere, almeno si può ricordare. Mi raccomando, comprate, regalate "La lunghezza d'onda della felicità", Mondadori. Un libro serve anche a questo: a non lasciare andare via del tutto quello che avete sentito. Anche solo per un istante. Quella volta. E magari, la prossima, la riconoscete mentre sta passando.
PPS: la trilogia è questa: "La lunghezza d’onda della felicità", "Dove tutto può accadere", "Ogni cosa è collegata". Tre modi diversi di raccontarvi la fisica quantistica con un romanzo.
PPSS: nelle stories vi metto il link a una bella recensione appena uscita.