08/05/2026
Nel laboratorio Sismalab gran parte delle prove su dispositivi antisismici si basa su due riferimenti normativi fondamentali: la UNI EN 15129 e la NTC 2018. Ma qual è la differenza?
📑 𝗨𝗡𝗜 𝗘𝗡 𝟭𝟱𝟭𝟮𝟵
È una norma europea che definisce in modo dettagliato i requisiti tecnici per i dispositivi antisismici. Si concentra su aspetti specifici legati alla progettazione, alla fabbricazione, all’esecuzione delle prove e alla marcatura CE dei dispositivi. La UNI EN 15129, recepita come norma nazionale, costituisce il riferimento tecnico principale. È applicabile a tutti i dispositivi antisismici installati nei Paesi membri dell'Unione Europea, garantendo l’uniformità degli standard prestazionali in tutta Europa. Può essere adottata anche da Paesi extra-UE che decidano di utilizzarla come riferimento tecnico.
🏗️ 𝗡𝗧𝗖 𝟮𝟬𝟭𝟴
È la norma tecnica italiana per le costruzioni che regola la progettazione e la verifica strutturale nel suo complesso, includendo tra i vari aspetti anche i dispositivi antisismici. Sebbene la NTC 2018 copra l’intero ambito delle costruzioni, essa richiama esplicitamente le prescrizioni della UNI EN 15129 per quel che riguarda i dispositivi antisismici, armonizzando così le normative nazionali con quelle europee. Si applica esclusivamente in Italia ed è obbligatoria per tutte le nuove costruzioni e per gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico su edifici esistenti. Pur rispettando le normative europee, come la UNI EN 15129, la NTC 2018 introduce criteri aggiuntivi, con l’obiettivo di adattare le prescrizioni tecniche alle peculiarità sismiche del territorio nazionale.
Per riassumere:
▪️ la UNI EN 15129 certifica il dispositivo
▪️ le NTC 2018 ne guidano l’impiego nella struttura
In Italia i dispositivi antisismici possono essere installati se sono stati testati e certificati secondo la UNI EN 15129, che garantisce la conformità agli standard europei. Tuttavia, le NTC 2018 richiedono che, oltre alla conformità con la normativa europea, tali dispositivi siano integrati nella progettazione strutturale complessiva delle costruzioni italiane, in linea con i criteri specifici stabiliti dalla stessa normativa nazionale. È proprio nell’integrazione tra queste due normative che si garantisce la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi di protezione sismica.