02/11/2026
COMACCHIO, L'OPPOSIZIONE NON SERVE. CI PENSA GIÀ LA MAGGIORANZA.
Dimissioni, sedie vuote, astensioni e polemiche tra alleati.
Poi arriva il capolavoro; il capogruppo della lista del sindaco che non segue nemmeno il sindaco.
A Comacchio il cambiamento promesso è arrivato.
E bisogna riconoscere che sono stati velocissimi.
In meno di cinque mesi hanno cambiato un assessore, abbandonato l'aula sul DUP, litigato sulla Bolkestein e cominciato a criticarsi pubblicamente tra alleati.
Il tutto senza bisogno dell'opposizione.
Una maggioranza talmente autonoma da riuscire a farsi opposizione da sola.
Ad agosto l'assessore Antonio Romagnoli si dimette dopo appena 59 giorni. Troppe deleghe, difficili da gestire tutte insieme.
Le aveva distribuite il sindaco Bellotti.
Un piccolo inconveniente organizzativo....
Come comprare un armadio IKEA, montarlo con grande soddisfazione e scoprire soltanto alla fine che non passa dalla porta.
A settembre si passa al DUP, il documento che dovrebbe programmare il futuro della città.
Due consiglieri di Fratelli d'Italia si astengono su una votazione preliminare e poi escono dall'aula prima del voto.
Il futuro di Comacchio può attendere....
Intanto le sedie restano vuote.
Ma il passaggio più surreale arriva il 28 ottobre.
Fratelli d'Italia presenta una mozione sulla Bolkestein per indicare alla propria Giunta come procedere.
L'assessore competente, Johnny Sabadin, esprime perplessità.
Il sindaco Bellotti sostiene la mozione.
E fin qui siamo già a un discreto spettacolo.
Poi arriva Davide Buzzi.
Non un consigliere di opposizione.
Non un dissidente di un partito avversario.
Il capogruppo di Un Ponte per Comacchio.
La lista civica del sindaco Bellotti.
E cosa fa il capogruppo della lista del sindaco quando il suo sindaco vota a favore?
Si astiene!
Insieme al collega Franco Mezzogori.
Il sindaco dice sì.
Il capogruppo della sua lista non lo segue.
Più che un ponte per Comacchio, per il momento sembra un ponte sul quale ciascuno imbocca una direzione diversa.
E il bello deve ancora arrivare.
Buzzi interviene pubblicamente per spiegare l'astensione, richiamando rispetto, dialogo, lealtà e condivisione.
Principi nobilissimi.
Peccato che, dopo quasi cinque mesi di amministrazione, sembrino ancora il programma del prossimo corso di formazione per la maggioranza.
Perché non stiamo parlando di un consigliere capitato per caso in Consiglio comunale.
Stiamo parlando del rappresentante della lista che porta politicamente il progetto del sindaco.
E quando persino il capogruppo della sua lista sente il bisogno di prendere le distanze dal metodo adottato dagli alleati e non segue il voto del primo cittadino, la contraddizione merita qualcosa di più delle solite rassicurazioni.
Ma tranquilli, lo spettacolo continua.
Entra in scena Dario Carli, consigliere della Lega (nonchè segretario locale del partito), altro alleato della coalizione, che critica gli astenuti attribuendo loro, secondo le dichiarazioni riportate dalla stampa, una presunta «incapacità di giudizio».
Buzzi replica.
Ricapitoliamo.
Fratelli d'Italia presenta una mozione alla propria Giunta.
L'assessore manifesta contrarietà.
Il sindaco vota sì.
Il capogruppo della lista del sindaco si astiene.
La Lega critica gli astenuti. Il capogruppo replica alla Lega.
Un'intera coalizione impegnata in un dibattito con se stessa.
E sullo sfondo una questione come la Bolkestein, dalla quale dipendono il lavoro e gli investimenti di tante famiglie del territorio.
Per fortuna che dovevano rappresentare la concretezza amministrativa.
Qui, invece, ogni seduta rischia di diventare una nuova puntata;
chi si astiene, chi esce, chi contesta, chi replica e chi rivendica il proprio ruolo.
Tutti protagonisti.
Tutti con le proprie ragioni.
Tutti impegnati a spiegare perché il problema sia da qualche altra parte della maggioranza.
Un cast affollatissimo.
La cosa straordinaria è che, per ottenere questo spettacolo, i cittadini non hanno nemmeno dovuto aspettare metà mandato.
Sono bastati meno di cinque mesi.
Bellotti ha vinto le elezioni.
Su questo non si discute.
Il problema è che, a giudicare da quanto accade in Consiglio, la sua maggioranza sembra ancora impegnata a discutere con chi le elezioni le ha vinte insieme a lui.
E così, mentre Comacchio attende risposte sui problemi del territorio, la coalizione continua a regalarci dimissioni, astensioni, uscite di scena e dichiarazioni incrociate.
Manca soltanto il presentatore.
Signore e signori, benvenuti al grande spettacolo della maggioranza Bellotti.
Il biglietto è gratuito.
Il conto politico e amministrativo, invece, resta tutto da verificare.
E per il prossimo numero non serve cercare nuovi artisti.
Bastano quelli già seduti in maggioranza.
Quando decidono di restare seduti.