30/07/2025
Conosciamo meglio I Fiori del Jazz 2025!
Lisa Manosperti, in trio con Umberto Petrin e Roberto Ottaviano propone a Collepasso “Uncaged Bird“ un sentito omaggio alla cantante, compositrice e attrice statunitense Abbey Lincoln (1930 – 2010), nota anche per essere stata portavoce dei diritti civili durante gli anni ’60. A proposito della Lincoln, per Manosperti “in quelle grida, quei sospiri, quella rabbia, c’e molto più di una voce o di una interprete. C’e’ l’appartenenza, la rabbia e anche la rassegnazione di un popolo da secoli costretto ad essere sottomesso. Una voce, quella di Abbey, fuori dal coro, senza orpelli o abbellimenti, asciutta e fiera della sua diversità. Un esempio per me e per chi si avvicina al mistero del canto.”
Manosperti consegue la Laurea di primo (2012) e secondo (2015) livello in Canto Jazz presso il Conservatorio Piccinni di Bari con il massimo dei voti e la lode, frequentando seminari con Artisti e Docenti come Mark Murphy, Bobby Mc Ferrin, Tiziana Ghiglioni, approfondendo lo studio della fisiologia della voce. Tra i dischi a suo nome “La Foule – Voyage dans les lieux d’Edith Piaf”, scelto tra i migliori 10 dischi del 2007 e “Where the west begins: voicing Ornette Coleman”, che merita eccellenti recensioni e la fa nominare tra le migliori 10 cantanti jazz italiane (Jazzit Awards). Nel 2015 partecipa al progetto “Hunger and Love” (Dodicilune) dedicato a Billie Holiday, scelta insieme alle migliori vocalist italiane. La sua voce versatile e il suo interesse verso molteplici musiche le hanno permesso di collaborare con artisti di enorme spessore come Paolo Fresu, Tony Scott, Bobby McFerrin, Javier Girotto, Tom Kirkpatrick, Bob Mover. Ha partecipato alla 3^ edizione di “The Voice Senior” classificandosi seconda super finalista (il video della sua audition ha totalizzato milioni di visualizzazioni su tutti i social) con successivi inviti a numerose trasmissioni Rai come “I fatti vostri” con Salvo Sottile e “Oggi è un altro giorno” con Serena Bortone.
Insieme alla voce della Manosperti, due straordinari solisti: Roberto Ottaviano ai sassofoni, Umberto Petrin al pianoforte.
Attivo sulla scena jazzistica internazionale da oltre quarant’anni, Ottaviano ha suonato e inciso con alcuni tra i più importanti musicisti americani ed europei a cavallo tra diverse generazioni. Un fortuito incontro con Steve Lacy lo spinge ad approfondire lo studio del sax soprano. In America studia composizione jazz e arrangiamento con Ran Blake, Bill Russo, George Russell. Si è esibito sui palcoscenici di tutto il mondo, ed ha inciso per Red, Splasc(h), Soul Note, Dodicilune, Hat Art, Intakt, ECM, DIW ed Ogun. Ha fondato il corso Musica Jazz nel Conservatorio Piccinni di Bari, di cui è coordinatore. È autore del libro “Il sax: lo strumento, la storia, le tecniche”. Per Dodicilune ha pubblicato, con varie formazioni, “Un Dio Clandestino” (2008), “Arcthetics. Soffio Primitivo” (2013), “Forgotten Matches. The Worlds of Steve Lacy” (2014), “Astrolabio” (2015), “Eternal Love” (2018), i due dischi dell’anno per Top Jazz (referendum indetto dalla rivista Musica Jazz) “Sideralis” (2017) e “Resonance & Rhapsodies” (2020), “Charlie’s Blue Skylight” (2022) e “A che punto è la notte” (2023). È stato eletto musicista italiano dell’anno per Top Jazz 2022, referendum annuale indetto dalla storica rivista Musica Jazz.
Umberto Petrin, considerato tra i maggiori pianisti Jazz a livello internazionale, ha seguito studi di Chimica e pianoforte e fin da ragazzo si è dedicato attivamente alla poesia contemporanea e allo studio dell’arte. Ha perseguito operazioni di sincretismo tra musica d’improvvisazione e linguaggi extramusicali. Al suo attivo oltre 80 CD, molti dei quali premiati dalla critica internazionale. Si è esibito al fianco di nomi storici del Jazz tra i quali Steve Lacy, Lee Konitz, Tim Berne, Dewey Redman, Anthony Braxton, Lester Bowie, Pheeroan AkLaff, Barry Altschul. Ha eseguito concerti e performances in Festival e Musei nel mondo. Stimato interprete di Thelonious Monk, si è esibito in duo di pianoforti con il leggendario Cecil Taylor. Sono noti i lunghi sodalizi con il clarinettista Gianluigi Trovesi e con lo scrittore Stefano Benni. La sua figura umana e artistica ha infatti ispirato diversi personaggi presenti nei romanzi dello stesso scrittore. È docente di Pianoforte Jazz al Conservatorio di Milano.
Prenotazioni: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-i-fiori-del-jazz-2025-seconda-serata-1485199765479?aff=oddtdtcreator