17/09/2026
𝐁𝐀𝐂𝐇 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐂𝐑𝐈𝐒𝐒𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐐𝐔𝐀𝐋𝐈 𝐒𝐓𝐑𝐔𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈
Martedì 8 settembre, nella Chiesa di San Domenico, Metti una sera a Sanssouci ha riportato a Città di Castello una serata del 1747: Bach alla corte di Federico II di Prussia, un tema proposto dal re, un'improvvisazione davanti a lui. Da quel tema nacque l'Offerta musicale, dedicata al sovrano il 7 luglio 1747.
C'è un dettaglio che spiega la serata. Dei brani che la compongono, due ricercari, nove canoni, una fuga e una sonata, Bach indicò gli strumenti solo per la sonata: flauto, violino e basso continuo. Per tutto il resto non scrisse nulla. La musica regge da sola, e chi la esegue sceglie la voce con cui farla parlare.
A San Domenico l'hanno scelta in cinque: Ramin Bahrami al pianoforte, Massimo Mercelli al flauto, Gabriele Pieranunzi al violino, Luca Ranieri alla viola, Cecilia Berioli al violoncello. Tastiera, fiato e archi insieme, per far sentire il dialogo che in Bach c'è sempre, anche quando suona uno strumento solo.
Nove immagini di quella sera.
Il percorso «Verso l'Europa» riprende nel 2027 con la 60ª edizione.
Il programma dell'edizione:
https://www.festivalnazioni.com/edizione-2026/