25/10/2026
RISPOSTA AL POST DI Cris Lenoci
Cara Cristiana, prima di giudicare, bisognerebbe conoscere i fatti.
Ho letto il tuo post sulla recisione di un albero e credo siano necessarie alcune precisazioni, soprattutto per rispetto della verità e delle persone coinvolte.
Quegli alberi furono piantati tantissimi anni fa da mio padre, non soltanto per il piacere personale, ma anche a beneficio di tutti. Mio padre ha sempre amato il verde e la natura, dedicando una vita intera alle piante, alle campagne e agli agricoltori, molti dei quali oggi sono suoi amici.
Il falso pepe è una pianta con un apparato radicale superficiale e una chioma ampia e folta. In presenza di vento forte, può diventare un rischio concreto di caduta, come purtroppo è già successo in passato con un altro albero, fortunatamente senza conseguenze per le persone.
Nel caso specifico, uno degli alberi era malato e, crescendo in uno spazio ristretto tra altri alberi, aveva sviluppato una vegetazione molto folta e voluminosa. Una situazione che, in caso di forte vento, avrebbe potuto rappresentare un pericolo per i passanti. La decisione è stata quindi presa per ragioni di sicurezza, non certo per mancanza di rispetto verso il verde.
Ed è proprio qui che mi pongo una domanda:
Cara Cristiana, tu che frequenti il bowling e conosci bene la nostra famiglia, perché prima di pubblicare un post così denigratorio non hai ritenuto opportuno chiedere spiegazioni direttamente agli interessati?
Sai bene chi è mio padre e quanto abbia dedicato la sua vita al mondo delle piante e dell’agricoltura. Una passione e una competenza che non si improvvisano e che hanno sempre accompagnato il suo percorso umano e professionale. Anche oggi questo impegno continua: la rotonda di via Candela, ad esempio, è curata da mio fratello Luigi Argentino.
Non si può pretendere di difendere il verde ignorando le condizioni degli alberi e i potenziali rischi per la sicurezza delle persone. Amare la natura significa anche saperla gestire con responsabilità, competenza e buon senso.
La libertà di scrivere non esonera dal dovere di informarsi. Una penna può raccontare i fatti, ma può anche danneggiare ingiustamente la reputazione di persone oneste che meritano rispetto.
Prima di puntare il dito e gettare fango sugli altri, sarebbe stato più corretto ascoltare entrambe le parti e conoscere le ragioni di una decisione.
Per questo, cara Cristiana, mi aspetto da te delle scuse pubbliche, con la stessa visibilità con cui hai scelto di esprimere le tue critiche.
Perché la correttezza, il rispetto e l’onestà intellettuale dovrebbero ve**re prima di qualsiasi articolo o post.
Prima di giudicare, informarsi non è un favore: è un dovere.
Grazie
Antonella Argentino