Carnevale di Ceggia è un’Associazione che coinvolge le intere comunità Ciliense e limitrofe nella realizzazione - partire dall’ideazione, poi costruzione ed infine decorazione - e sfilata dei carri allegorici che animano la città di Ceggia. Il termine ha come concetto la privazione della carne; designa il giorno o i giorni che precedono il principale periodo di penitenza del cristianesimo: la quar
esima. Le sue origini, però, aff ondano le radici nelle antiche usanze pagane come i saturnali, e i lupercali. Dopo i tentativi di cristianizzazione a opera di moralizzatori come il Savonarola, sia la Controriforma, sia le Chiese cercheranno di sopprimere questa festa decisamente troppo pagana. Durante i secoli, il Carnevale, ha stimolato la nascita di celebrazioni in forma di combattimento rituale, in cui venivano evidenziate le lotte fra varie parti di una stessa Città (quartieri, rioni, come ancor oggi avviene ad esempio nella battaglia delle arance di Ivrea), o fra classi sociali diverse dei cittadini. Così durante il Carnevale prendevano piede le battagliole fra circoscrizioni cittadine in cui i gruppi provenienti da tutta la popolazione si aff rontavano a colpi di sassi, bastoni, (oggi sostituiti da manganelli di plastica). Fra i nobili si organizzavano giochi di origine cortese dov’era importante dimostrare la propria prodezza nell’utilizzo delle armi. A seconda dei luoghi ha inizio a Capodanno, all’Epifania, o alla Candelora (2 febbraio) e culmina nei giorni defi niti “grassi”, dal giovedì al martedì prima delle Ceneri. Il Mercoledì delle Ceneri ricorre quaranta giorni prima della Pasqua, se si escludono da questo periodo le domeniche (che non sono mai state giorni di digiuno); ricorre quarantaquattro giorni prima del Venerdì Santo considerando anche le domeniche. Cade in una data diversa ogni anno, secondo la data della Pasqua; data compresa tra i primi giorni di febbraio e la fi ne della seconda settimana di marzo. Secondo le norme stabilite dal Concilio di Nicea, la Pasqua deve cadere la domenica seguente la prima luna piena di primavera. La festa della Pasqua cristiana è mobile, viene fi ssata di anno in anno nella domenica successiva alla prima luna piena (il plenilunio) successiva all’equinozio di primavera (il 21 marzo). Questo sistema venne fi ssato defi nitivamente nel IV secolo. Nei secoli precedenti potevano esistere diversi usi locali sulla data da seguire, tutti comunque legati al calcolo della Pasqua ebraica . In particolare alcune chiese dell’Asia seguivano la tradizione di celebrare la Pasqua nello stesso giorno degli ebrei, senza tenere conto della domenica, e furono pertanto detti quartodecimani. Ciò diede luogo ad una disputa, detta Pasqua quartodecimana, fra la chiesa di Roma e le chiese asiatiche. Dunque, nella Chiesa cattolica, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Infatti, se proprio il 21 marzo è di luna piena, e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). D’altro canto, se il plenilunio succede il 20 marzo, quello successivo si verifi cherà il 18 aprile, e se questo giorno fosse per caso una domenica occorrerebbe aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile.