13/04/2026
Anpi Cavriago Multiplo Cavriago
C’è una parola che il 25 aprile ci consegna ogni anno. Una parola grande, luminosa, ma anche fragile: libertà.
Siamo abituati a pensarla come qualcosa che abbiamo ricevuto. Una conquista già compiuta, custodita nella storia. Ma la libertà, se la guardiamo davvero, non è mai ferma. Non è mai definitiva. È un gesto vivo, che chiede di essere rinnovato, ogni giorno.
Per questo, quest’anno, ho scelto di non fermarmi al ricordo.
Ho scelto di partire da un filo.
Perché il gesto che faremo insieme affonda le sue radici lontano.
Nell’antica Roma, quando uno schiavo veniva liberato, riceveva un piccolo copricapo: il pileus. Era un segno concreto, visibile, della libertà conquistata. Non era solo simbolo: era vita che cambiava forma.
Secoli dopo, durante la Rivoluzione francese, quel gesto ritorna. Il pileus si trasforma nel cappello frigio, rosso, indossato dai rivoluzionari come dichiarazione di libertà, uguaglianza, appartenenza.
E poi, ancora, il filo della storia si sposta più vicino a noi.
Durante l’occupazione nazista, in Norvegia, anche i gesti più semplici — perfino un capo indossato — potevano diventare forme silenziose di resistenza. Scegliere un simbolo significava dire: io non mi arrendo.
Oggi, quel filo arriva fino a noi.
Il Melt the ICE hat, un cappello rosso lavorato a maglia, riprende questa eredità e la porta nel presente. È un oggetto semplice, ma carico di significato: unisce il calore del gesto manuale a un messaggio contemporaneo, invitando a non restare indifferenti, a prendere posizione, a sciogliere ciò che è rigido, distante, disumano.
Trasformarlo in una spilla significa renderlo vicino, accessibile, quotidiano.
Un piccolo segno da indossare.
Un dettaglio che parla.
E allora questo incontro non sarà solo un laboratorio.
Sarà uno spazio condiviso in cui intrecciare memoria e presente.
In cui le mani si muovono insieme e, senza rumore, costruiscono senso.
Perché la libertà non è fatta solo di grandi gesti.
A volte nasce così:
da persone che si ritrovano,
da fili che si incontrano,
da un segno che, silenziosamente, prende posizione.
E in quel gesto, semplice e profondo,
la libertà torna a vivere.
Vi aspetto il 25 aprile in Piazza Zanti, a Cavriago,