Trame di Comunità - Cavriago

Trame di Comunità - Cavriago Laboratori di Social Knitting e Crochet

24/04/2026
C’è una parola che il 25 aprile ci consegna ogni anno. Una parola grande, luminosa, ma anche fragile: libertà.Siamo abit...
20/04/2026

C’è una parola che il 25 aprile ci consegna ogni anno. Una parola grande, luminosa, ma anche fragile: libertà.

Siamo abituati a pensarla come qualcosa che abbiamo ricevuto. Una conquista già compiuta, custodita nella storia. Ma la libertà, se la guardiamo davvero, non è mai ferma. Non è mai definitiva. È un gesto vivo, che chiede di essere rinnovato, ogni giorno.
Per questo, quest’anno, ho scelto di non fermarmi al ricordo.
Ho scelto di partire da un filo.

Perché il gesto che faremo insieme affonda le sue radici lontano.
Nell’antica Roma, quando uno schiavo veniva liberato, riceveva un piccolo copricapo: il pileus. Era un segno concreto, visibile, della libertà conquistata. Non era solo simbolo: era vita che cambiava forma.

Secoli dopo, durante la Rivoluzione francese, quel gesto ritorna. Il pileus si trasforma nel cappello frigio, rosso, indossato dai rivoluzionari come dichiarazione di libertà, uguaglianza, appartenenza.

E poi, ancora, il filo della storia si sposta più vicino a noi.
Durante l’occupazione nazista, in Norvegia, anche i gesti più semplici — perfino un capo indossato — potevano diventare forme silenziose di resistenza. Scegliere un simbolo significava dire: io non mi arrendo.
Oggi, quel filo arriva fino a noi.

Il Melt the ICE hat, un cappello rosso lavorato a maglia, riprende questa eredità e la porta nel presente. È un oggetto semplice, ma carico di significato: unisce il calore del gesto manuale a un messaggio contemporaneo, invitando a non restare indifferenti, a prendere posizione, a sciogliere ciò che è rigido, distante, disumano.

Trasformarlo in una spilla significa renderlo vicino, accessibile, quotidiano.
Un piccolo segno da indossare.
Un dettaglio che parla.

E allora questo incontro non sarà solo un laboratorio.
Sarà uno spazio condiviso in cui intrecciare memoria e presente.
In cui le mani si muovono insieme e, senza rumore, costruiscono senso.

Perché la libertà non è fatta solo di grandi gesti.
A volte nasce così: da persone che si ritrovano, da fili che si incontrano, da un segno che, silenziosamente, prende posizione.

E in quel gesto, semplice e profondo,
la libertà torna a vivere.

Chi vorrà realizzare il cappello da indossare dovrà portare ferri circolari o dritti n4 e 100 gr di filato rosso.

Per realizzare la spilla, ai ferri o all'uncinetto, il filato verrà fornito al momento del laboratorio.

Vi aspettiamo il 25 Aprile in Piazza Zanti a Cavriago

Anpi Cavriago Multiplo Cavriago
13/04/2026

Anpi Cavriago Multiplo Cavriago

C’è una parola che il 25 aprile ci consegna ogni anno. Una parola grande, luminosa, ma anche fragile: libertà.

Siamo abituati a pensarla come qualcosa che abbiamo ricevuto. Una conquista già compiuta, custodita nella storia. Ma la libertà, se la guardiamo davvero, non è mai ferma. Non è mai definitiva. È un gesto vivo, che chiede di essere rinnovato, ogni giorno.

Per questo, quest’anno, ho scelto di non fermarmi al ricordo.
Ho scelto di partire da un filo.
Perché il gesto che faremo insieme affonda le sue radici lontano.

Nell’antica Roma, quando uno schiavo veniva liberato, riceveva un piccolo copricapo: il pileus. Era un segno concreto, visibile, della libertà conquistata. Non era solo simbolo: era vita che cambiava forma.

Secoli dopo, durante la Rivoluzione francese, quel gesto ritorna. Il pileus si trasforma nel cappello frigio, rosso, indossato dai rivoluzionari come dichiarazione di libertà, uguaglianza, appartenenza.

E poi, ancora, il filo della storia si sposta più vicino a noi.
Durante l’occupazione nazista, in Norvegia, anche i gesti più semplici — perfino un capo indossato — potevano diventare forme silenziose di resistenza. Scegliere un simbolo significava dire: io non mi arrendo.

Oggi, quel filo arriva fino a noi.
Il Melt the ICE hat, un cappello rosso lavorato a maglia, riprende questa eredità e la porta nel presente. È un oggetto semplice, ma carico di significato: unisce il calore del gesto manuale a un messaggio contemporaneo, invitando a non restare indifferenti, a prendere posizione, a sciogliere ciò che è rigido, distante, disumano.

Trasformarlo in una spilla significa renderlo vicino, accessibile, quotidiano.
Un piccolo segno da indossare.
Un dettaglio che parla.

E allora questo incontro non sarà solo un laboratorio.
Sarà uno spazio condiviso in cui intrecciare memoria e presente.
In cui le mani si muovono insieme e, senza rumore, costruiscono senso.

Perché la libertà non è fatta solo di grandi gesti.
A volte nasce così:
da persone che si ritrovano,
da fili che si incontrano,
da un segno che, silenziosamente, prende posizione.
E in quel gesto, semplice e profondo,
la libertà torna a vivere.

Vi aspetto il 25 aprile in Piazza Zanti, a Cavriago,

03/04/2026
Ci sono storie che non si limitano a essere lette.Si attraversano, come si attraversa un filo tra le dita.Venerdì scorso...
27/03/2026

Ci sono storie che non si limitano a essere lette.
Si attraversano, come si attraversa un filo tra le dita.

Venerdì scorso, nella nostra rubrica Fili & Letture, abbiamo iniziato insieme La Ricamatrice di Wi******er di Tracy Chevalier.

E già dalle prime pagine si è fatto silenzio, quello bello, quello che accoglie.
La protagonista, Violet Speedwell, è una donna che resta.

Resta quando la vita sembra aver preso strade diverse da quelle immaginate, resta quando il mondo cambia troppo in fretta, resta quando si accorge che per trovare il proprio posto deve, prima di tutto, cucirselo addosso.

E lo fa con ago e filo.
Con pazienza.
Con ostinazione gentile.
Violet non è un’eroina rumorosa.

È una presenza sottile, ma profondissima. Una di quelle donne che, punto dopo punto, trasformano la solitudine in spazio, e lo spazio in possibilità.
Ed è proprio qui che la scrittura di Tracy Chevalier ci prende per mano.

Perché lei sa raccontare le donne e i gesti lenti come pochi altri: rende il lavoro tessile non solo un’arte, ma un linguaggio. Un modo per dire ciò che spesso non riusciamo a dire ad alta voce.

Nel ricamo di Violet c’è indipendenza.
C’è ricerca.
C’è una rivoluzione silenziosa che passa attraverso le mani.

E forse è anche per questo che questa storia, mentre la leggiamo insieme, ci assomiglia così tanto.

Oggi pomeriggio torniamo a intrecciare parole e fili.
Invito tutte le mie Sferruzzatrici, Uncinettine e Ricamatrici a raggiungerci
alle 16:30 al Multiplo Centro Cultura (ingresso Atelier).

Portate il vostro lavoro tra le mani,
il vostro tempo lento,
e la voglia di condividere.

Leggeremo ancora,
sferreremo ancora,
e – senza nemmeno accorgercene – continueremo a cucire insieme qualcosa di invisibile,
ma profondamente necessario.

Vi aspetto.

Care sferruzzatrici e uncinettine, oggi vi aspetta un pomeriggio da non perdere! Dalle 16:30 alle 18:30, al  l’atelier d...
13/03/2026

Care sferruzzatrici e uncinettine, oggi vi aspetta un pomeriggio da non perdere!

Dalle 16:30 alle 18:30, al l’atelier diventerà il nostro spazio di fili e parole: inizieremo con la lettura di un libro che ci scalderà il cuore e poi, nella seconda ora, ci tufferemo in chiacchiere, progetti e sorrisi, intrecciando i nostri lavori in un momento di vera condivisione.

Portate i vostri gomitoli e lasciatevi avvolgere da questo appuntamento speciale: vi aspettiamo per un pomeriggio che sarà tutto da intrecciare insieme!

06/03/2026

L'incontro di oggi pomeriggio al Multiplo con Fili & Letture è rimandato a venerdì prossimo

Se non avete ancora prenotato potete farlo direttamente sul sito del cinema www.cinemagranditalia.it
05/03/2026

Se non avete ancora prenotato potete farlo direttamente sul sito del cinema

www.cinemagranditalia.it

C’è qualcosa di profondamente bello quando i fili della creatività incontrano quelli della cultura.
E questa volta accade davvero… al cinema.

Sulla Gazzetta di Parma è uscito un articolo che racconta l’iniziativa che io e Simona stiamo preparando: portare lo sferruzzo dentro la sala del cinema, trasformando la visione di un film in un momento condiviso di mani, storie e immaginazione.

L’11 marzo, al Cinema Grand Italia, durante la proiezione del film Cime tempestose, accadrà qualcosa di speciale:
le luci si abbasseranno, il film inizierà… e insieme alle immagini sullo schermo si muoveranno anche i nostri ferri e i nostri uncinetti.

Perché lavorare a maglia non è solo creare qualcosa con il filo.
È un gesto antico, meditativo, quasi narrativo, che accompagna i pensieri e li intreccia alle storie che ascoltiamo.

Portarlo in un luogo pubblico come il cinema significa fare un piccolo passo rivoluzionario:
mostrare che le arti tessili possono dialogare con il cinema, con la letteratura, con la cultura viva delle nostre comunità.

Grazie alla Gazzetta di Parma per aver raccontato questa idea un po’ f***e e un po’ poetica.
E ora la domanda è per voi:
chi verrà a sferruzzare al cinema con noi?

Scambiamente  e la therapeutic knitter Langolodifede  insieme l'11 marzo alle 20,00 al Cinema Grand'Italia TRAVERSETOLO ...
22/02/2026

Scambiamente e la therapeutic knitter Langolodifede insieme l'11 marzo alle 20,00 al Cinema Grand'Italia TRAVERSETOLO per guardare insieme Cime Tempestose, sferruzzando.

Dopo le iniziative di Torino e Brescia, questo è il primo evento in provincia che unisce Cinema, letteratura e lavoro a maglia.

Da non perdere!

Per prenotare il biglietto:

www.cinemagranditalia.it

Ci sono luci che si abbassano e mani che si accendono.

Quando al cinema inizia il film, può iniziare anche il vostro lavoro.

Sferruzzare al cinema non è una distrazione. È un atto di presenza. Mentre sullo schermo scorrono storie, tra le vostre dita prende forma un’altra narrazione: fatta di ritmo, di respiro, di silenzio abitato. I ferri che si incontrano hanno un suono lieve, quasi segreto. E quel gesto ripetuto, antico, diventa ancora una volta medicina.

A tutte voi che lavorate a maglia: sapete bene cosa accade quando il filo scorre. Il cuore rallenta. I pensieri si ordinano. Le emozioni trovano un contenitore. Sferruzzare in un luogo pubblico, in una sala cinematografica, in una piazza o su un treno, non è solo un piacere personale. È un messaggio.

Per troppo tempo il lavoro a maglia è stato relegato agli spazi domestici, considerato marginale, silenzioso, quasi invisibile. Portarlo fuori è un gesto semplice ma profondamente rivoluzionario. Significa affermare che la cura ha diritto di cittadinanza. Che la lentezza non è debolezza. Che creare con le mani è cultura viva.

Quando sferruzzate in pubblico, accade qualcosa: qualcuno vi osserva, qualcuno sorride, qualcuno ricorda una nonna, qualcun’altra sente il desiderio di imparare. Il filo diventa ponte. Il gesto diventa relazione.

Portate i vostri ferri al cinema. Portateli nei luoghi della cultura. Sedetevi tra le poltrone rosse e intrecciate storie mentre altre storie si proiettano davanti a voi.

Non è solo maglia.
È presenza.
È cura.
È libertà condivisa.

Vostra, Federica

C’è un tempo lento, ogni venerdì, che profuma di fili e di parole.Fili e Letture è questo: un momento di condivisione au...
05/02/2026

C’è un tempo lento, ogni venerdì, che profuma di fili e di parole.

Fili e Letture è questo: un momento di condivisione autentica, semplice e preziosa.

Mentre le lettrici volontarie, amiche del Multiplo, leggono ad alta voce storie scelte con cura, le mani possono muoversi libere: si sferruzza, si fa uncinetto, si ricama.

La lettura, proprio come i fili, crea connessioni, intreccia legami invisibili ma fortissimi. Le parole passano da una voce all’altra, il filo da una mano all’altra, e qualcosa si ricompone.

In queste settimane stiamo “sferruzzando” insieme Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli di Chiara Moscardelli: una storia divertente, brillante, ricca di suspense, capace di tenere agganciate mente e mani.
E niente paura: prima di ogni lettura c’è sempre un riassunto dei capitoli già letti, per non perdere il filo. Mai.

Dopo la lettura c’è ancora un’ora tutta per noi: per continuare i nostri progetti, per mostrarli, per raccontarli, o semplicemente per stare insieme. Si chiacchiera, si ascolta, si condivide anche il silenzio. Senza fretta. Senza dover dimostrare nulla.

🕯 Ogni venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Atelier al

☕ Portate con voi il vostro lavoro tessile e la vostra tazza preferita: al Multiplo c’è l’angolo della tisana, e durante queste due ore il relax è assicurato.
Un po’ come stare a casa.
Un po’ come tornare a sé.

Indirizzo

Cavriago
42025

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Trame di Comunità - Cavriago pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Trame di Comunità - Cavriago:

Condividi

Digitare