18/04/2026
L'Alfa Romeo porta il cognome di un ragazzo che andava a scuola a piedi da Napoli. Primo di otto figli, provincia di Napoli, 1876. Niente auto, niente treno.
Nicola Romeo nacque a Sant'Antimo il 28 aprile 1876. Suo padre era maestro elementare, i soldi non bastavano mai. Per frequentare l'istituto tecnico a Napoli, ci andava a piedi — e si pagava gli studi facendo ripetizioni.
Non era il tipo che si ferma lì.
Si laureò in ingegneria, aprì una sua società a Milano nel 1905, importava macchinari inglesi e americani per miniere e ferrovie. Uno del Sud che aveva imparato a costruire cose nel Nord che contava.
Poi arrivò il 1915. La fabbrica al Portello — quella che si chiamava ancora A.L.F.A., Anonima Lombarda Fabbrica Automobili — stava per chiudere i battenti. Romeo la rilevò, la salvò dal fallimento e la riconvertì in produzione bellica: motori aeronautici, attrezzature militari.
Tre anni dopo, nel febbraio 1918, quella fabbrica divenne ufficialmente "Alfa Romeo". Il cognome del ragazzo di Sant'Antimo scritto sopra il cancello del Portello di Milano.
Aspetta. Perché c'è un dettaglio che la maggior parte delle persone non sa.
Enzo Ferrari — prima di costruire il suo mito, prima della Rossa, prima di Maranello — lavorò per quella fabbrica come pilota. Per l'azienda che esisteva grazie a un figlio povero della provincia napoletana.
Nicola Romeo fu poi estromesso dalla gestione nel 1925. Rimase presidente fino al 1928, poi basta. Morì il 15 agosto 1938 a Magreglio, senatore del Regno.
Il Biscione è rimasto. Il suo cognome anche.
L'icona più milanese d'Italia la fondò un ragazzo che non aveva i soldi per il tram.
In breve:
Nicola Romeo nacque poverissimo a Sant'Antimo (NA) nel 1876 e si pagò gli studi facendo ripetizioni.
Nel 1915 rilevò la fabbrica milanese A.L.F.A. e nel 1918 la ribattezzò col suo cognome: Alfa Romeo.
Enzo Ferrari lavorò per l'azienda fondata da quel ragazzo a piedi della provincia napoletana.