Primavera Dei Teatri

Primavera Dei Teatri Festival sui nuovi linguaggi della scena contemporanea

Aedi non richiesti che cantano le nevrosi del vivere cittadino. Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri hanno portato in ...
02/06/2026

Aedi non richiesti che cantano le nevrosi del vivere cittadino. Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri hanno portato in scena l'anteprima di Scemi del Villaggio a Primavera dei Teatri — quadri comico-picareschi sulla goffaggine di una generazione che abita città sempre più omologate, prevedibili, solitarie.
Lo spazio pubblico scompare, le strade diventano luoghi di consumo, il dibattito è confinato nel privato. Con un uso dinamico del corpo e un'atletica agitata della parola, hanno chiesto a tutti noi: come stiamo insieme nelle città? E ci hanno risposto con un ultimo grido.

Regia: Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri
Con: Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri
Progetto teatrale di: Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri
Aiuto regia: Maria Chiara Arrighini
Contributo intellettuale: Christian Raimo
Sound designer: Lorenzo Minozzi
Co-produzione: Agidi - ArtistiAssociati
Con il sostegno di: mic e siae nell’ambito del programma “Per Chi Crea” 2024
Foto: Stefano Scanferla

Foto Angelo Maggio

Scrittura dura, affascinante. Fantasia e lingua bastarda, quindi viva e gustosa. Un tragicomico scorretto nelle parole e...
02/06/2026

Scrittura dura, affascinante. Fantasia e lingua bastarda, quindi viva e gustosa. Un tragicomico scorretto nelle parole e nei gesti, dove la vita è racconto da rappresentare — anche oscuro, ma energico e con qualche sorriso.
All'Androne Emi's Bakery si è parlato di Affogo di .dino, pubblicato da Sui Generis, insieme ad Angela Albasene e Giulio Baffi. Finalista InBox '24 e candidato agli UBU '24, Affogo è il primo capitolo di una trilogia della disperazione del nostro tempo — racconti che vagano sulle spalle di una generazione tra inorridite memorie d'infanzia contadina e tenerezze d'affetto elargite con punitive ossessioni.

Foto Angelo Maggio

Per Tairov il teatro era innanzitutto l'arte dell'attore. Schiacciato tra Stanislavskij e Mejerchol'd, ha saputo ritagli...
02/06/2026

Per Tairov il teatro era innanzitutto l'arte dell'attore. Schiacciato tra Stanislavskij e Mejerchol'd, ha saputo ritagliarsi uno spazio tra i diktat del regime con capolavori come Fedra, Desiderio sotto gli olmi, Tragedia ottimistica — sempre insieme ad Alisa Koonen, sua musa e compagna.
Silvana De Vidovich e Katia Ippaso ci hanno accompagnato dentro questa parabola artistica, restituendo la vita e la fortuna dei suoi spettacoli e le sue preziose lezioni per gli aspiranti attori. Un incontro che ha ricordato quanto il teatro abbia bisogno di dedizione, cura dei dettagli e attenzione alle emozioni.
A. Tairov: il teatro delle emozioni, Cue Press.

Foto Angelo Maggio

Orchestrated intimate musical narrative bridging Pavese and Tenco's tragic destiniesNati a pochi chilometri di distanza ...
02/06/2026

Orchestrated intimate musical narrative bridging Pavese and Tenco's tragic destiniesNati a pochi chilometri di distanza tra le colline del Monferrato, rimasti presto orfani di padre, un'esistenza inquieta conclusa con la stessa tragica scelta. Eppure Cesare Pavese e Luigi Tenco non si sono mai incontrati. Fino a ieri.
Attraverso il racconto di Domenico Dara e le canzoni di Sasà Calabrese, quell'incontro ha finalmente avuto luogo: le note di Tenco e le parole di Pavese hanno coinciso fino a diventare una voce unica, profonda. Due parabole umane e artistiche raccontate a partire dal rapporto tormentato con l'amore — il punto esatto in cui le opere dell'uno e le canzoni dell'altro si sovrappongono.

Foto Angelo Maggio

La vita di una singola donna che risuona con la vita di tante altre. Armande sono io! di Ateliersi ha portato sul palco ...
01/06/2026

La vita di una singola donna che risuona con la vita di tante altre. Armande sono io! di Ateliersi ha portato sul palco di Primavera dei Teatri l'ultima ricerca di Carla Lonzi — il movimento delle Preziose, donne che nel Seicento francese rivendicavano autocoscienza, erotismo, autoinvestitura del giudizio. Un incompiuto che oggi è considerato l'opera conclusiva del suo pensiero.
Lonzi cercava nel teatro quella qualità delle relazioni che riconosceva nella vita. In scena Fiorenza Menni e Luce Sant'Ambrogio hanno attraversato quegli anni in cui il personale si è fatto davvero politico — e una moltitudine di coincidenze ha sbalordito anche noi.

Di: Carla Lonzi
Ideazione e regia: Fiorenza Menni
Drammaturgia: Sara De Simone, Caterina Venturini, Fiorenza Menni
Consulenza storica: Lorenza Moretti
Con: Fiorenza Menni e Luce Sant’Ambrogio
Creazione musicale: Vincenzo Scorza
Voce di Armande: Sarah Saidi
Realizzazione costume di Armande: Umberta Burroni
Una produzione: Ateliersi
In coproduzione con: Festival dell’Eccellenza al Femminile
In collaborazione con: Festival della Violenza Illustrata
Con il sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna

Foto Angelo Maggio

Il tempo si ferma, il mondo è fuori. Anna e Rosy, vicine di letto, si raccontano in libertà l'ospedale femminile. La que...
01/06/2026

Il tempo si ferma, il mondo è fuori. Anna e Rosy, vicine di letto, si raccontano in libertà l'ospedale femminile. La questione è intima, attraversa la quotidianità, invade i rapporti, l'amore. Gli anni scorrono mentre si deve vivere e lavorare per curarsi. Eppure mai esaurita è la voglia di scoprire la gioia di vivere e di innamorarsi del corpo, questo sconosciuto.

Testo e regia: Cecilia Foti
Con: Cecilia Foti e Nunzia Lo Presti
Assistente: Andrea Filpo
Movimento scenico: Tilde Nocera
Scenografia: Officina CREAB
Tecnico: Daniele Nocera

Foto Angelo Maggio

01/06/2026

Istanti di Primavera. Giorno 6. L'ultimo.
Libri letti ad alta voce, una reading musicale tra Pavese e Tenco, un'ultima restituzione di residenza dove due donne si raccontano l'ospedale in libertà. Poi Carla Lonzi che torna attraverso le Preziose, un frigorifero che diventa personaggio, due scemi del villaggio che cantano le nevrosi delle nostre città. L'ultimo giorno ha chiuso come si chiude un festival che sa di essere un campo di forze: con tutto ancora aperto.

Video di Infinity Visual Design

Una scrittura unica fatta di parole e immagini. I disegni di Claudio Facchinelli raccontano l'architettura dell'uomo e l...
31/05/2026

Una scrittura unica fatta di parole e immagini.
I disegni di Claudio Facchinelli raccontano l'architettura dell'uomo e l'architettura del paesaggio — facciate ed edifici restituiti con cura, paesaggi evanescenti del Nord catturati tra campi diluiti e campi densificati. La figura umana non compare mai: quella, Claudio preferiva trattarla con le parole.
Dieci opere nate da un viaggio nelle brughiere lapponi nel 1977, ora in tappa a Castrovillari, luogo a cui Facchinelli era profondamente legato e a cui ha dato impulso e sostegno fin dalle prime edizioni di Primavera dei Teatri.
La mostra resta visitabile oggi 31 maggio, dalle 18 alle 20 da Benvenuti al Sud.

Foto Angelo Maggio

Una giornata di ricordi, di voci, di presenze che restano.La mattina nell’androne di Emi’s Bakery Matteo Bavera ha racco...
31/05/2026

Una giornata di ricordi, di voci, di presenze che restano.

La mattina nell’androne di Emi’s Bakery Matteo Bavera ha raccontato la rinascita del Teatro Garibaldi nel cuore della Kalsa a Palermo — vent’anni da direttore artistico, una vita tra Carmelo Bene, Leo de Berardinis, Emma Dante, Franco Scaldati. L’incontro è stato anche occasione per ricordare Goffredo Fofi, a cui questa edizione è dedicata.

Nel pomeriggio lo stesso androne ha accolto Ricordi intorno al teatro di Giancarlo Cauteruccio. Visionario calabrese, presenza luminosa e inquieta che ha aperto varchi tra scena, arti visive e tecnologia. Abbiamo condiviso frammenti di un cammino che continua a risuonare.

Due incontri, una stessa urgenza: tenere vive le tracce di chi ha camminato con noi.

Foto Angelo Maggio

Nora se n'è andata. Lo sguardo si ribalta: al centro c'è l'uomo che resta. Torvald Helmer, solo, intrappolato nella prim...
31/05/2026

Nora se n'è andata. Lo sguardo si ribalta: al centro c'è l'uomo che resta. Torvald Helmer, solo, intrappolato nella prima notte dopo l'abbandono, costretto a confrontarsi con il crollo della propria identità. Può il maschile attraversare questa perdita senza trasformarla in risentimento?
Una prima nazionale che ha attraversato il patriarcato come un campo di rovine fumanti — tra allucinazioni, ricordi distorti e incubi lucidi, con una regia tagliente e un linguaggio scenico ibrido e immersivo.

Da: Henrik Ibsen
Regia: Ivonne Capece
Adattamento drammaturgico: Mattia Favaro
Interpreti: Maria Laura Palmeri, Massimo di Michele, Stefano Braschi
Scene: Micol Vighi, Ivonne Capece
Luci: Ivonne Capece
Costumi e concept visivo: Micol Vighi
Sound designer: Simone Arganini
Realizzazione costumi: Giorgia Piatta Dell’Abbondio
Assistenza alla regia: Sofia Sironi
Produzione: Elsinor Centro di Produzione Teatrale
Foto: Elsinor Produzioni

Foto Angelo Maggio

Indirizzo

Via G. Pace
Castrovillari

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