12/09/2026
𝗜 𝗩𝗜𝗡𝗖𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟'𝟴ª 𝗘𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 | 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘 𝟯 🏆
I verdetti sul Premio Speciale “Autore Calabrese dell’Anno”, delle giurie e del pubblico dell'8ª edizione del 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗙𝗶𝗹𝗺 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹:
𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗢 𝗦𝗣𝗘𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 “𝗔𝗨𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗖𝗔𝗟𝗔𝗕𝗥𝗘𝗦𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗔𝗡𝗡𝗢”
«Per l'audacia di un percorso autoriale capace di esplorare e ridefinire continuamente il confine tra finzione e realtà, trasformando l'osservazione del reale in un territorio di pura libertà espressiva e sperimentazione visiva. Attraverso l'uso sapiente di un'ironia sottile e mai compiacente, unita a uno sguardo tanto tagliente nella disamina quanto profondamente umano ed empatico nella relazione con i suoi soggetti, si afferma come una delle voci più originali del cinema d'autore contemporaneo. Una poetica rigorosa e priva di compromessi che gli consente di guardare alla Calabria senza indulgere nella retorica o nel facile stereotipo, restituendo l'identità, le contraddizioni e le complessità del proprio territorio con una lucidità disincantata, affilata e al tempo stesso densa di autentica partecipazione.»
𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗢 𝗚𝗜𝗨𝗥𝗜𝗔 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗜
“Vito” di
«Esistono dolori per cui non esiste un manuale, ma solo un ring invisibile su cui si è costretti a incassare i colpi della vita. Questa storia ci ha travolti raccontando la solitudine di chi resta, l'inadeguatezza di non saper gestire una ferita e il disperato bisogno di aggrapparsi a un ricordo pur di non far sbiadire chi non c'è più. È un'opera che parte dalle macerie dell'anima per compiere un miracolo: sciogliere la rabbia nel perdono e dimostrare che, anche quando tutto sembra rotto, l'amore incondizionato trova sempre il modo di salvarsi. Un racconto capace di conquistare lo spettatore con la sua travolgente carica emotiva e una naturale, autentica tenerezza.»
𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗢 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗜𝗜𝗦 𝗙𝗘𝗥𝗠𝗜-𝗣𝗜𝗧𝗔𝗚𝗢𝗥𝗔-𝗖𝗔𝗟𝗩𝗢𝗦𝗔
“Happy Anniversary” di
«Per aver raccontato con maestria il gioco sottile tra ciò che vediamo e crediamo di vedere. Per aver trasformato una quotidianità di gesti e silenzi in un racconto capace di disseminare indizi e alimentare il sospetto, fino a ingannarci senza nasconderci nulla. Un ribaltamento finale che cambia il senso della storia e parla d’amore, tempo e paura di perdere ciò che abbiamo senza retorica, facendo della Sila una parte viva, complice dell’equivoco: perché il cinema sorprende non cambiando ciò che abbiamo visto, ma cambiando, all’improvviso, il modo in cui lo guardiamo.»
𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗢
“Vito” di Samuele Leogrande