Triplice Fischio al Gardenghi

Triplice Fischio al Gardenghi Sabato 23 Maggio 2026 - Il gran finale di un secolo di storia.�

☀️ 218 giocatori⚽️ 8 partite⏳️ 6 ore di gioco💕 Oltre 1000 persone presenti 🥰 Tantissime emozioni Tutto questo è stato po...
24/05/2026

☀️ 218 giocatori
⚽️ 8 partite
⏳️ 6 ore di gioco
💕 Oltre 1000 persone presenti
🥰 Tantissime emozioni

Tutto questo è stato possibile grazie a voi che avete partecipato, dentro e fuori dal campo.
Grazie a tantissimi volontari che si sono prodigati all'accoglienza e alla gestione del campo.
Grazie a tutti gli sponsor! 🙏
Grazie a che ha gestito 🍔 e 🍻
Grazie ad che ci ha concesso gestione campo.
Grazie a che ci ha permesso di partire e ci ha sempre sostenuto.
Grazie a .guelfo.bologna per il patrocinio e il contributo

Abbiamo fatto il massimo per renderti l'onore che meriti, amato ❤️
Speriamo di esserci riusciti...

Se a Castel Guelfo provaste a chiedere di associare una persona al calcio guelfese, non fatichereste a riassumere le ris...
22/05/2026

Se a Castel Guelfo provaste a chiedere di associare una persona al calcio guelfese, non fatichereste a riassumere le risposte con un solo nome: 𝐆𝐚𝐬𝐭𝐨𝐧𝐞 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐞𝐧𝐠𝐡𝐢

A fine seconda guerra mondiale fu giocatore di ottimo livello nell’Imolese (serie C), poi si dedicò alla crescita del calcio nel suo paese: contribuendo alla nascita di un settore giovanile che in paese mancava, poi allenando la prima squadra, infine come Presidente e dirigente amaranto, fino alla sua scomparsa.

Una vera e propria istituzione: un uomo d’altri tempi, dai modi gentili e delicati nonostante la stazza imperiosa, in grado di unire tutti dietro al fumo e all’odore della sua amata p**a.

Si raccoglie ciò che si dà, dice un proverbio, e se quando si parla di Gastone, a tanti ragazzi, di tante diverse generazioni, brillano gli occhi e trema la voce, è facile pensare a quanto quella semina sia stata efficace.

𝐆𝐚𝐬𝐭𝐨𝐧𝐞 è l’ultimo dei personaggi storici presentati in queste settimane (e ci scusiamo, subito, se ci siamo dimenticati di qualcuno!)
Lo abbiamo lasciato per ultimo, non a caso, perché riteniamo sia l’uomo che, forse, più di tutti, UNISCE il calcio guelfese.

Il nostro augurio, anche per dare un senso di continuità alla storia amaranto, è che il nuovo impianto di Via Volta possa essere a lui intitolato.

𝑫𝒂 𝑮. 𝑮𝒂𝒓𝒅𝒆𝒏𝒈𝒉𝒊 𝒂 𝑮. 𝑮𝒂𝒓𝒅𝒆𝒏𝒈𝒉𝒊, 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆

𝐄 𝐩𝐚̊ 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐮̂, 𝐚 𝐦’𝐚𝐫𝐚𝐜𝐦𝐞𝐧𝐝, 𝐢𝐧 𝐭’𝐞 𝐝𝐨̀𝐛𝐛𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐢̂ 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐚𝐜𝐬𝐞̀ 𝐚 𝐬𝐢̂ 𝐬𝐢𝐜𝐮̂𝐫 𝐞𝐝 𝐛𝐫𝐢𝐬𝐚 𝐟𝐞̀𝐯 𝐦𝐞̀𝐥!𝐎𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐚𝐠𝐧𝐚 è l’uom...
22/05/2026

𝐄 𝐩𝐚̊ 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐮̂, 𝐚 𝐦’𝐚𝐫𝐚𝐜𝐦𝐞𝐧𝐝, 𝐢𝐧 𝐭’𝐞 𝐝𝐨̀𝐛𝐛𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐢̂ 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐚𝐜𝐬𝐞̀ 𝐚 𝐬𝐢̂ 𝐬𝐢𝐜𝐮̂𝐫 𝐞𝐝 𝐛𝐫𝐢𝐬𝐚 𝐟𝐞̀𝐯 𝐦𝐞̀𝐥!

𝐎𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐬𝐜𝐚𝐠𝐧𝐚 è l’uomo che ha deciso di fondare, intorno al 1964, aiutato da alcuni altri come Luciano Negroni, Gastone ed Ennio Tinti, il settore giovanile di Castel Guelfo.
Potrebbe bastare questo per definire la sua importanza nella storia del e della squadra amaranto.

Storico proprietario del Bar Centrale, uomo amabile, affabile, di grande compagnia, innamorato di quel gioco con la palla e soprattutto dell’idea di costruire qualcosa di utile per il suo paese e per quei tanti ragazzini che frequentavano il bar e che era ora di mettere insieme, per andare a sfidare i paesi vicini.

Oltre alla prima squadra, da quel momento, ai campionati provinciali e regionali parteciparono anche squadre giovanili amaranto, portate in trasferta da Orazio e altri amici appassionati, dentro alle loro macchine e furgoncini.
Era quello uno dei momenti più belli e indimenticati per tutti quei ragazzi: si cantava in macchina, ci si raccontava aneddoti, si imparava la vita.

Siamo sicuri che, ovunque sia, domani sorriderà con orgoglio vedendo il suo Gardenghi così pieno! ❤️

Basterebbe sfogliare alcuni degli articoli che si trovano online per capire chi sia stato 𝐄𝐳𝐢𝐨 𝐌𝐮𝐬𝐚. «Un’ala sinistra co...
21/05/2026

Basterebbe sfogliare alcuni degli articoli che si trovano online per capire chi sia stato 𝐄𝐳𝐢𝐨 𝐌𝐮𝐬𝐚.
«Un’ala sinistra come non se ne vedono quasi più: estrosa, sfrontata, istintiva. Musa apparteneva a un calcio che viveva di emozioni immediate, di f***e che si accendevano per un dribbling o un cross ben pennellato, di stadi provinciali che diventavano teatri popolari. E lui, quel teatro, lo ha illuminato ovunque sia andato», oppure: « 27 ottobre 1974. Si gioca Reggina-Messina al "Comunale". Musa è stato acquistato da qualche giorno dall'Arezzo. In panchina, nel Messina, un certo Franco Scoglio. Al 77', sul punteggio di 1-1, punizione dal limite per il Messina. Calcia Musa e realizza. Il derby è nostro».
Ezio Musa da Castel Guelfo.
Non un ragazzo da calcoli e tatticismi, ma da calcio in libertà. Partito dal , passato da Lugo, Rovereto e Solbiate, per arrivare ad Alessandria, Arezzo e Messina: tre piazze storiche dove Ezio ha regalato spettacolo, segnato parecchio e, soprattutto, lasciato un segno nel cuore dei tifosi, prima di tornare a vestire la maglia amaranto per chiudere la carriera.

𝐏𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢, un emblema per Castel Guelfo. Partito dal Gardenghi per seguire il sogno, realizzato, di giocare tra i professionisti e tornato, poi, in amaranto sia da giocatore che da allenatore. Un amore e un legame indissolubile con il suo paese, tanto che, fin da quando giocava in Primavera a Cesena, dove era uno dei protagonisti (ricordiamo il Viareggio e il prestigioso torneo Dall’ara vinto con annesso premio miglior attaccante), ma anche dopo quando si toglieva grandi soddisfazioni in serie D e serie C tra Imola, Reggiana e Ravenna, non ha mai saltato i tornei del paese come il “4 Torrioni”. Il piacere di giocare tra le mura di casa superava il rischio di un eventuale infortunio, che ne avrebbe potuto compromettere la carriera, che invece, fortunatamente, è stata brillante. La sua presenza era attesa da tutti, soprattutto dagli amici, che non vedevano l’ora di giocare con lui, tra qualche risata e due calci al pallone, che poi diventavano subito cosa seria, come si conviene a Castel Guelfo.

𝐇𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥 𝐆𝐮𝐞𝐥𝐟𝐨, calcando stadi famosi in giro per l'Italia, poi sono tornati nel loro  ,...
20/05/2026

𝐇𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥 𝐆𝐮𝐞𝐥𝐟𝐨, calcando stadi famosi in giro per l'Italia, poi sono tornati nel loro , per curare i fiori che iniziavano a sbocciare!

𝑴𝒂𝒓𝒊𝒐 𝑰𝒔𝒆𝒑𝒑𝒊 non ha bisogno di presentazioni. E' stato un giocatore estremamente talentuoso: ingaggiato dal Modena (nel 1963, in serie B) dove rimane per sei stagioni, poi viene trasferito per due anni nel Rimini, dove esprime fino in fondo le sue potenzialità tanto da ricevere richiesta di ingaggio per la Roma, che purtroppo il suo allenatore gli negherà. Questa sarà la sua sliding door, che lo porterà a Castel Guelfo, dove costruirà la sua famiglia e diventerà allenatore. Sarà vincitore di campionati alla guida della Prima Squadra e poi darà il suo contributo, fondamentale, per il settore giovanile amaranto.

𝑴𝒂𝒖𝒓𝒊𝒛𝒊𝒐 𝑴𝒂𝒛𝒛𝒂𝒏𝒕𝒊, il Professore. Una vita spesa tra Castel Guelfo e Macerata, dove è stato, ed è tutt’ora, idolo dei tifosi. Con la squadra marchigiana disputa 252 partite e segna 68 gol, vincendo anche una classifica dei cannonieri in serie D con 21 gol, che consentono alla "Rata" di tornare in C. A Macerata arriva nel 1957, dopo il settore giovanile nel Bologna, con la squadra in Promozione e la lascerà ben dieci anni dopo in serie C, sfiorando anche la serie B. Nel 1980 sceglie di tornare a Castel Guelfo con moglie e figli, dove si dedicherà, da dirigente e allenatore, alla cura del settore giovanile amaranto, vedendo crescere anche con quella maglia il nipote Nicolò.

𝑨𝒍𝒅𝒐 𝑩𝒐𝒏𝒊𝒏𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂, uomo generoso, un vero rappresentante dell’anima guelfese, amato e stimato da tutti, ovunque abbia giocato. Ha fatto parte della Dextrosport, squadra storica veneta che, nel 1959, vinse la Coppa Veneto, giocata da oltre 130 squadre, stabilendo il record di zero sconfitte. Prima ha giocato anche a Carpi e Teramo, in serie C. Dal 1992 in avanti ha contribuito a far crescere il settore giovanile guelfese, elargendo, sempre con i suoi modi affabili e affettuosi, la sua esperienza a tanti ragazzi del paese.

𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟑 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚 𝐚𝐥 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐞𝐧𝐠𝐡𝐢, 𝐬𝐩𝐥𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝟑 𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐨𝐬𝐞: 𝐟𝐚𝐭𝐞𝐜𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐨! ❤️

⚠️ Mancano pochi giorni e...𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐨𝐢! ⚠️Non è uno spoiler, perchè sono ancora in lavorazion...
18/05/2026

⚠️ Mancano pochi giorni e...𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐨𝐢! ⚠️

Non è uno spoiler, perchè sono ancora in lavorazione, ma stiamo preparando anche 𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑔𝑙𝑖𝑒 che indosseranno i ragazzi che scenderanno in campo!

Tutto questo grazie al fondamentale contributo di 𝐍𝐔𝐏𝐈 𝐈𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐒𝐏𝐀 e 𝐂𝐚𝐟𝐟𝐞̀ 𝐋𝐚𝐧𝐝𝐢𝐧𝐢

Vi aspettiamo sabato al ! 🎉

«𝐕𝐚𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐪𝐮𝐢𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐛𝐞𝐯𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐩𝐩𝐚»𝐸𝑧𝑖𝑜 𝐺𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎, per tutti 𝐒𝐜𝐡𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚, si potrebbe racchiudere forse in questa frase, usata sp...
15/05/2026

«𝐕𝐚𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐪𝐮𝐢𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐛𝐞𝐯𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐩𝐩𝐚»

𝐸𝑧𝑖𝑜 𝐺𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎, per tutti 𝐒𝐜𝐡𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚, si potrebbe racchiudere forse in questa frase, usata spesso per dare l’ok e che riassumeva al meglio la sua ironia, eleganza e sagacia.

La sua tabaccheria, edicola e cartoleria (gestita assieme alla moglie) era uno dei perni del centro di 𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝑮𝒖𝒆𝒍𝒇𝒐: vi si faceva tappa fissa al lunedì mattina tra giornali, chiacchiere, risultati della domenica, battute in dialetto e quella vita di paese che oggi è quasi solo un ricordo prezioso.

Il suo posto, però, era anche — e forse soprattutto — al .

Dirigente, custode, guardalinee, magazziniere: Scheggia c’era, qualunque cosa servisse.
Aveva i suoi “cocchini” (𝑅𝑜𝑠𝑠𝑎𝑛𝑜, 𝑃𝑒𝑑𝑟𝑜, 𝑀𝑜𝑛𝑑𝑎…), ma tutti i ragazzi amaranto erano trattati come campioni veri, con l’affetto ruvido e sincero di chi il calcio lo viveva nello spogliatoio: un paio di pantaloncini recuperati, dei calzettoni messi da parte, una battuta improvvisa, una carezza quando serviva, consigli e parole che hanno insegnato a tanti a crescere nel modo giusto.

Memorabili e indimenticate, negli anni 80, le cene organizzate nel salone di casa, con tutta la squadra ospite.

𝑈𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑡𝑟𝑎 𝑏𝑜𝑡𝑡𝑒𝑔𝑎 𝑒 𝐺𝑎𝑟𝑑𝑒𝑛𝑔ℎ𝑖, 𝐄𝐳𝐢𝐨 era una costante che teneva insieme squadra, campo e paese ❤️

𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐨𝐯𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐞̀' 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨: 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐚𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨!Mentre ci riuniamo per definire...
13/05/2026

𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐨𝐯𝐞𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐞̀' 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨: 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐚𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨!

Mentre ci riuniamo per definire gli ultimi dettagli e corriamo avanti e indietro per organizzare tutto al meglio, non possiamo dimenticarci di chi ha contribuito, e sta contribuendo, alla realizzazione del

Il primo grande 𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐄 va a tutti gli 𝐒𝐏𝐎𝐍𝐒𝐎𝐑!
Il loro sostegno sta rendendo possibile la realizzazione di una giornata dedicata alla memoria, allo sport e al senso di comunità guelfese.

Diciamo 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 anche al .guelfo.bologna che ha sostenuto e patrocinato l'evento.

E, infine, 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 per organizzazione e collaborazione i nostri preziosi partner: | |

𝑽𝒊 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒊𝒍 23 𝑴𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒂𝒍 #𝑮𝒂𝒓𝒅𝒆𝒏𝒈𝒉𝒊!

𝐒𝐞 𝐥𝐚 𝐛𝐨𝐧𝐭𝐚̀ 𝐚𝐯𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨, 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨!𝐶𝑙𝑎𝑢𝑑𝑖𝑜 𝐹𝑟𝑎𝑠𝑠𝑖𝑛𝑒𝑡𝑖 non fa rumore, ma ovunque vada lascia semp...
11/05/2026

𝐒𝐞 𝐥𝐚 𝐛𝐨𝐧𝐭𝐚̀ 𝐚𝐯𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨, 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨!

𝐶𝑙𝑎𝑢𝑑𝑖𝑜 𝐹𝑟𝑎𝑠𝑠𝑖𝑛𝑒𝑡𝑖 non fa rumore, ma ovunque vada lascia sempre un segno profondo.
Guelfese doc, legato al calcio di Castel Guelfo da un legame unico e duraturo negli anni, attraversando generazioni e cambiamenti societari.
Portiere sul campo, poi dirigente, custode, guardalinee, cuoco.
Presente, disponibile e sempre, immancabilmente, con il sorriso.
Ogni pomeriggio ad organizzare il magazzino o sul trattorino per sistemare il campo nel miglior modo possibile, alla sera a cuocere per quei ragazzi che amava vedere correre, crescere e sognare.
Impossibile, per chi era presente, dimenticare quel giorno del 2010: dopo lo spareggio di Granarolo, si gioca il playoff contro la Bondenese al .
Al triplice fischio, che sancisce il 2-1 finale per il 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥 𝐆𝐮𝐞𝐥𝐟𝐨, Claudio corre in mezzo al campo come un ragazzino, saltando come un grillo, per abbracciare i suoi ragazzi, felice come pochi sanno esserlo davvero.
Quella corsa è valsa più di tante parole, perché era l'amore puro verso una squadra e una comunità.

Immenso Claudione, il 23 maggio ti aspettiamo in campo! ❤️

𝐔𝐧𝐢𝐜𝐨, 𝐢𝐧𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐞𝐧𝐠𝐡𝐢.Chi ha avuto il piacere di giocarci dentro, vestendo l’onore della maglia amaranto ...
08/05/2026

𝐔𝐧𝐢𝐜𝐨, 𝐢𝐧𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐞𝐧𝐠𝐡𝐢.

Chi ha avuto il piacere di giocarci dentro, vestendo l’onore della maglia amaranto o più semplicemente da avversario, può ben riconoscere il significato di queste parole.

Fin dagli anni Trenta e Quaranta, le fotografie raccontano qualcosa che va oltre il calcio: uomini in giacca e cappello, ragazzi in posa, tifosi in partenza o al seguito della squadra. 𝐒𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢.

𝑳𝒂 𝑳𝒐𝒄𝒂𝒍𝒆. Così veniva definita la squadra dai guelfesi stessi, come se fosse un’entità fisica, presente, viva. Seguita con una passione che non è mai sopita, anno dopo anno, decennio dopo decennio.

Il era teatro di domeniche attese per tutta la settimana, di partite vissute con il cuore in gola, di discussioni infinite nei bar. Sugli spalti o lungo la "ramata", ognuno con il proprio posto, la propria voce, il proprio modo di amare quella maglia.

E anche quando 𝒊𝒍 𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝑮𝒖𝒆𝒍𝒇𝒐 giocava lontano, il paese sapeva seguirlo. Le trasferte non erano soltanto viaggi: erano piccole spedizioni collettive, testimonianze di appartenenza, fotografie di un legame che non si fermava ai confini del campo.
𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐯𝐚 𝐋𝐚 𝐋𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞, 𝐥𝐢̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐯𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐮𝐞𝐥𝐟𝐨.

Quelle immagini in bianco e nero, e poi quelle a colori, ci restituiscono un filo lungo quasi un secolo: la passione semplice e potente di una comunità che ha fatto del calcio un linguaggio comune.
𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚, 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐝𝐢𝐨, 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞.

Perché al Gardenghi non si è mai andati solo a vedere una partita.
Si è andati per esserci.
Per sentirsi parte di qualcosa.
Per dire, ancora una volta: questa è casa nostra!

Indirizzo

Castel Guelfo Di Bologna

Sito Web

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