Un Paese ci vuole

Un Paese ci vuole Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. (Cesare Pavese)

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

Un Paese ci vuole. E ci vuole anche un'Università pubblica, sempre più inclusiva e sempre più luogo di incontro, confron...
22/10/2025

Un Paese ci vuole. E ci vuole anche un'Università pubblica, sempre più inclusiva e sempre più luogo di incontro, confronto, crescita e libertà.
NO ALLE UNIVERSITA' TELEMATICHE!

Apprendiamo da un comunicato del candidato Presidente alla Regione Puglia che dopo un incontro con i Rettori e Prorettori degli Atenei pugliesi sia emersa la volontà di creare la prima Università telematica pubblica della Puglia.

A nostro avviso, la proposta presenta diversi elementi critici che meritano un'attenta riflessione. Riteniamo che un tema ampio e complesso come il diritto allo studio, l’università e la ricerca richieda un approccio più articolato e approfondito, piuttosto che essere introdotto da una dichiarazione iniziale che solleva numerose perplessità.

La modalità telematica va arginata, non espansa e utilizzata soltanto in casi emergenziali. In questo panorama la qualità della didattica erogata sarebbe carente, il rapporto docente-studente snaturato, nonché nuove forme di precarizzazione che per chi desidera intraprendere una carriera accademica. In questo momento, l’offerta formativa telematica - sia pubblica che privata - rischia in alcuni casi di assumere caratteristiche assimilabili a quelle di un “titolificio”. In questo contesto, riteniamo che la priorità della Regione e dei Rettori dovrebbe essere quella di promuovere un modello universitario centrato sulla qualità della didattica e sull’integrità del sistema formativo, piuttosto che assecondare dinamiche di mercato che sollevano interrogativi etici e rischiano di compromettere gli standard formativi.

Uno studente su 3 non è tornato in aula dal Covid e il 40% rallenta dopo il primo anno. Al calo delle immatricolazioni e al basso numero di laureati non si può pensare di rispondere con il telematico, ma è dovere primario della Regione e degli Atenei rivendicare ed attuare investimenti strutturali negli atenei pubblici, nel diritto allo studio, nella residenzialità e nel trasporto pubblico, al fine di assicurare la possibilità a tutte e tutti di accedere agli studi superiori e continuare a formarsi sul territorio.

Occorre tenere fermi questi punti, senza indugiare in iniziative estemporanee che attengono peraltro a campi di competenza diversi da quelli della Regione: siamo disponibili a un confronto franco e approfondito con chi si candida a guidare questa Regione, per continuare a realizzare un avanzamento concreto sui bisogni di studenti, personale e atenei di questa regione nell’ottica del pieno accesso all’istruzione, dell’incremento del tasso di laureati e della creazione di un’interazione positiva tra scuola, università e territorio.


FLC CGIL Bari Flc Cgil Foggia Flc Cgil Taranto FLC CGIL Brindisi CGIL Lecce FLC CGIL Nazionale

22/10/2025

Apprendiamo da un comunicato del candidato Presidente alla Regione Puglia che dopo un incontro con i Rettori e Prorettori degli Atenei pugliesi sia emersa la volontà di creare la prima Università telematica pubblica della Puglia.

A nostro avviso, la proposta presenta diversi elementi critici che meritano un'attenta riflessione. Riteniamo che un tema ampio e complesso come il diritto allo studio, l’università e la ricerca richieda un approccio più articolato e approfondito, piuttosto che essere introdotto da una dichiarazione iniziale che solleva numerose perplessità.

La modalità telematica va arginata, non espansa e utilizzata soltanto in casi emergenziali. In questo panorama la qualità della didattica erogata sarebbe carente, il rapporto docente-studente snaturato, nonché nuove forme di precarizzazione che per chi desidera intraprendere una carriera accademica. In questo momento, l’offerta formativa telematica - sia pubblica che privata - rischia in alcuni casi di assumere caratteristiche assimilabili a quelle di un “titolificio”. In questo contesto, riteniamo che la priorità della Regione e dei Rettori dovrebbe essere quella di promuovere un modello universitario centrato sulla qualità della didattica e sull’integrità del sistema formativo, piuttosto che assecondare dinamiche di mercato che sollevano interrogativi etici e rischiano di compromettere gli standard formativi.

Uno studente su 3 non è tornato in aula dal Covid e il 40% rallenta dopo il primo anno. Al calo delle immatricolazioni e al basso numero di laureati non si può pensare di rispondere con il telematico, ma è dovere primario della Regione e degli Atenei rivendicare ed attuare investimenti strutturali negli atenei pubblici, nel diritto allo studio, nella residenzialità e nel trasporto pubblico, al fine di assicurare la possibilità a tutte e tutti di accedere agli studi superiori e continuare a formarsi sul territorio.

Occorre tenere fermi questi punti, senza indugiare in iniziative estemporanee che attengono peraltro a campi di competenza diversi da quelli della Regione: siamo disponibili a un confronto franco e approfondito con chi si candida a guidare questa Regione, per continuare a realizzare un avanzamento concreto sui bisogni di studenti, personale e atenei di questa regione nell’ottica del pieno accesso all’istruzione, dell’incremento del tasso di laureati e della creazione di un’interazione positiva tra scuola, università e territorio.


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