22/10/2025
Un Paese ci vuole. E ci vuole anche un'Università pubblica, sempre più inclusiva e sempre più luogo di incontro, confronto, crescita e libertà.
NO ALLE UNIVERSITA' TELEMATICHE!
Apprendiamo da un comunicato del candidato Presidente alla Regione Puglia che dopo un incontro con i Rettori e Prorettori degli Atenei pugliesi sia emersa la volontà di creare la prima Università telematica pubblica della Puglia.
A nostro avviso, la proposta presenta diversi elementi critici che meritano un'attenta riflessione. Riteniamo che un tema ampio e complesso come il diritto allo studio, l’università e la ricerca richieda un approccio più articolato e approfondito, piuttosto che essere introdotto da una dichiarazione iniziale che solleva numerose perplessità.
La modalità telematica va arginata, non espansa e utilizzata soltanto in casi emergenziali. In questo panorama la qualità della didattica erogata sarebbe carente, il rapporto docente-studente snaturato, nonché nuove forme di precarizzazione che per chi desidera intraprendere una carriera accademica. In questo momento, l’offerta formativa telematica - sia pubblica che privata - rischia in alcuni casi di assumere caratteristiche assimilabili a quelle di un “titolificio”. In questo contesto, riteniamo che la priorità della Regione e dei Rettori dovrebbe essere quella di promuovere un modello universitario centrato sulla qualità della didattica e sull’integrità del sistema formativo, piuttosto che assecondare dinamiche di mercato che sollevano interrogativi etici e rischiano di compromettere gli standard formativi.
Uno studente su 3 non è tornato in aula dal Covid e il 40% rallenta dopo il primo anno. Al calo delle immatricolazioni e al basso numero di laureati non si può pensare di rispondere con il telematico, ma è dovere primario della Regione e degli Atenei rivendicare ed attuare investimenti strutturali negli atenei pubblici, nel diritto allo studio, nella residenzialità e nel trasporto pubblico, al fine di assicurare la possibilità a tutte e tutti di accedere agli studi superiori e continuare a formarsi sul territorio.
Occorre tenere fermi questi punti, senza indugiare in iniziative estemporanee che attengono peraltro a campi di competenza diversi da quelli della Regione: siamo disponibili a un confronto franco e approfondito con chi si candida a guidare questa Regione, per continuare a realizzare un avanzamento concreto sui bisogni di studenti, personale e atenei di questa regione nell’ottica del pieno accesso all’istruzione, dell’incremento del tasso di laureati e della creazione di un’interazione positiva tra scuola, università e territorio.
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