27/10/2022
A Cava Germanaire si sta sperimentando il primo modello di parco solare galleggiante più grande d'Italia, che potrebbe aiutarci a raggiungere gli obiettivi previsti dall'agenda 2030.
Il progetto nasce da due ingegneri del Politecnico di Torino che per celebrare i 10 anni dalla fondazione della loro società hanno proposto questa soluzione green per la transizione ecologica.
Rispetto alle altre fonti di energia rinnovabile, quella solare è la tecnologia più economica ma anche quella che richiede più impiego di spazio. Per alimentare centri abitati o produttivi c'è quindi bisogno di grandi spazi per cui l'Italia, sia perché non ha voluto sia perché in alcune zone non c'era la possibilità, non ha mai preso in considerazione questa via.
Ma perché quindi bisognerebbe optare per delle soluzioni galleggianti piuttosto che sulla terraferma? Innanzitutto il primo motivo è smettere d'ora in poi di utilizzare dei terreni per dei pannelli, per destinarli invece a uso agricolo, porterebbe a una mitigazione degli impatti ambientali.
Questi pannelli sono composti molto spesso da metalli pesanti, difficili da smaltire e altamente contaminanti per i terreni.
Inoltre, questo tipo di impianto potrebbe avere impatti benefici anche sulla salute dei laghi. Con il cambiamento climatico la temperatura di questi bacini di acqua dolce è aumentata di 0,34 gradi centigradi ogni 10 anni dal 1986 a oggi , generando tutta una serie di problematiche legate all'aumento delle temperature, come le fioriture di alghe tossiche e l'abbassamento dei livelli dell'acqua. Questi pannelli galleggianti sono in grado di ridurre la densità del vento e della luce solare nell'acqua del 10% e potrebbe compensare 10 anni di effetti causati dal riscaldamento climatico.
I laghi sono molto importante per la tutela della biodiversità terrestre, infatti pur rappresentando solo l'1% della superficie terrestre contengono il 6% della biodiversità.