30/05/2026
Domenica 31 maggio al Museo Campano, un’intera giornata ricca di incontri per Capua il Luogo della Lingua festival
📍 Alle 10,30:
Consuelo Mirto, “Il cinema perfetto”, Another Coffee Stories, presentata da Luca Ioime
Un sogno destinato a cambiare la vita, la forza di un progetto in un piccolo paese della provincia di Caserta, un cinema che diviene luogo di incontro e scambio culturale, teatro di un’Italia che cresce e che muta, di speranze e lotte della sua gente, intrecciando dimensione soggettiva e storico-sociale. Il ricordo di un grande uomo e grande nonno, Peppino Perfetto, figura e simbolo indelebili, luce costante.
📍Alle 11.30:
Antonella Pozzuoli “Il domani che resta”, Etabeta, presentata da Anna Camerlingo
L’equilibrio di Claudia, costituito da un lavoro appagante, una relazione altalenante, una sorella in costante percorso di analisi e un adorabile compagno bassotto, scardinato dalla inspiegabile scomparsa di sua madre; l’inizio di una ricerca che la condurrà a Parigi, e alla conoscenza di varie persone che, come luci rivelatrici, la spingeranno a riflettere sulla sua vita e sul legame travagliato con sua madre, fino al ritrovamento di una chiave, punto di svolta in una f***a e trascinante trama di misteri da svelare.
📍 Dalle 17.30, presentati da Alessia Aulicino
Clara Di Rubba, “Verba Volant”, Vozza, 2024
Un mosaico di versi, cangiante e sfumato, nell’esplicarsi dell’interiorità che giunge a combaciare scorrere inarrestabile e punti fermi, stelle fisse nel cielo mutevole della natura umana.
Lorenzo Caravella, “L’ultima notte di Baptiste”, Ensemble, 2026
In una Roma segnata dalle angustie e dagli orrori del secondo conflitto mondiale, nel lento rinascere del dopoguerra, il dolore e la malinconia dell’ex attrice Giulia Catania, che ha perso il suo amato Baptiste in circostanze misteriose. Tre bauli giunti dall’Africa schiuderanno un bagaglio di segreti e verità taciuti, nella passione e nella volontà di ricostruzione della trama interiore di un’anima amata, scrutando nel profondo di ciò che inaspettatamente non si conosce.
Maria Giovanna Iannotti, “La musica muta”, Homo Scrivens, 2024
Un intreccio tra dimensione soggettiva e travaglio individuale e dimensione collettiva e sociale, in cui un incidente e una tragica scomparsa possono fungere da strumenti di aggressività e vendetta a causa di opposti colori politici, con il fanatismo cieco di coloro che non hanno più occhi per guardare e comprendere l’anima, oltre ogni credo e schieramento.
Roberto Del Gaudio “La nota di rosa”, Ad est dell’equatore, 2025
Il travaglio di uno scrittore che sta per principiare un nuovo romanzo, in un marasma di sentimenti ambivalenti, tra l’abbandono alla matrice autobiografica e un conseguente excursus nella sua memoria personale e un pungente flusso di coscienza.
Simona Pelliccia, Bruno Magrini, “Sognare mandorle blu”, Terra Somnia Editore, 2024
Oltre il racconto narrato, un suggestivo insieme di frammenti, performance, lavori sperimentali, in un intreccio affascinante tra narrativa, spiritualità, esperienza, ricerca.