S4I-Sardinian Institute for work and Integration

S4I-Sardinian Institute for work and Integration L’associazione S4I è un’organizzazione che ha lo scopo di incoraggiare i contatti fra i cittadini sardi e i cittadini provenienti da tutto il mondo.

"SARDINIAN INSTITUTE FOR WORK AND INTEGRATION"(S4I)

ART.2 STATUTO:"SCOPO E OGGETTO SOCIALE"

Lo scopo dell'associazione e'di incoraggiare i contatti tra cittadini sardi e cittadini stranieri provenienti da tutto il mondo. L'associazione tende a raggiungere il proprio scopo attraverso l'organizzazione e la partecipazione a manifestazioni locali ed in
ternazionali.A titolo esemplificativo si indica

no:

-Corsi di lingue per cittadini stranieri ed italiani;
-Corsi di lingua italiana e sarda per figli di im
migrati ed emigrati;
-Corsi di lingua italiana e sarda per italiani e
stranieri;
-Corsi di formazione professionale;
-Attivita' di promozione turistica della Sardegna;
-Attivita'di escursionismo e di viaggio turistico nel territorio regionale;
-Attivita' di scambi interculturali tra studenti e
giovani professionisti e tra giovani professionisti;
-Attivita'editoriali sia su carta stampata sia su
supporto multimediale,sia su carta braille;
-Conferenze e convegni regionali,nazionali ed internazionali;
-Eventi artistici e musicali,mostre ed esposizioni;
-Attivita'di ausilio all'ottenimento del visto per
l'ingresso in Italia;
-Attivita'di assistenza e di promozione dell'inte
grazione dei migranti e di supporto all'inserimento lavorativo;
-Attivita'didattica finalizzata al conseguimento delle abilita'necessarie all'ottenimento del visto lavorativo e della cittadinanza italiana;
-Attivita'di integrazione tra culture finalizzata all'instaurazione di relazioni umane durature;
-Attivita'di cooperazione e sviluppo;
-Attivita' di supporto alla terza eta';
-Qualsiasi altra modalita' che persegua lo scopo dell'associazione e che sia consono al presente trattato. Per lo svolgimento di tali attivita',l'associazione puo'collaborare con tutte le associazioni che condividono il medesimo scopo. Inoltre,l'associazione e'apolitica,apartitica,aconfessionale e senza fini di lucro.

05/12/2025

Quando la recuperarono tra le fiamme, i soccorritori pensarono che non sarebbe arrivata viva all’ospedale.
Turia Pitt aveva 24 anni, era nel pieno di una maratona nel deserto dell’Australia Occidentale, quando il vento cambiò direzione e un incendio la circondò.
Non ebbe il tempo di scappare.
Il fuoco le divorò il corpo, la pelle, il volto.

Ustioni sul 65% del corpo.
Dita carbonizzate.
Naso distrutto.
Occhi compromessi.
Due anni di ricoveri, decine di interventi, un dolore che non ha una scala per essere misurato.

I medici le dissero che sarebbe stata “viva”, sì, ma non più la stessa.
Che non avrebbe più camminato.
Che avrebbe dovuto adattarsi a un’esistenza fatta di limitazioni.

Fu allora che arrivò il colpo più vile:
i media pubblicarono le sue foto per “shockare”, per fare clic, per ridere.
Le chiamavano “immagini da non mostrare ai bambini”.

Turia vide tutto.
E non si nascose.

Guardò il suo riflesso, terribile e nuovo, e fece la scelta che avrebbe deciso la sua vita:
non lasciare che il fuoco fosse l’ultima parola.

Ricominciò da zero.
Imparò a muovere le mani senza dita.
A mangiare da sola.
A camminare, passo dopo passo, trascinando un corpo che sembrava non appartenerle più.
Ogni gesto era un Everest.

Poi tornò allo sport.
Non per vanità: per sopravvivenza.
Correre significava respirare di nuovo.
Allenarsi significava riprendersi qualcosa che il fuoco aveva provato a rubarle.

E così, anni dopo, con cicatrici che raccontano una guerra intera, si presentò sulla linea di partenza dell’Ironman delle Hawaii — la gara più dura del pianeta:
3,8 km a nuoto,
180 km in bici,
42 km di corsa.

Arrivare al traguardo era considerato impossibile per qualcuno nel suo stato.

Ma Turia Pitt non vive nel territorio dell’impossibile: lo attraversa.

Lo completò.
Davanti al mondo intero.
Davanti ai medici che la credevano condannata, ai giornali che la deridevano, alle fiamme che avevano bruciato la sua vita.

Oggi è una delle attiviste più seguite d’Australia.
Conferenze, TEDx, libri, campagne umanitarie: parla di resilienza, di dolore, di rinascita.
Non come una sopravvissuta, ma come una donna che ha riscritto la sua identità.

Turia Pitt non è l’incendio che l’ha colpita.
È tutto ciò che è venuto dopo.
La prova vivente che un corpo può spezzarsi, ma una volontà no.

𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐞 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞

𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑡𝑎 𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖, 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑐𝑐ℎ𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑒𝑙𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑒𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑜.

05/12/2025

Disobbedire gli costò il posto. Era il 1981 quando il maestro Manzi si rifiutò di redigere le “schede di valutazione” per i ragazzi della sua classe. Perché non poteva bollare un ragazzo con un giudizio, dato che quel ragazzo cambia, si evolve nel tempo. E “marchiarlo” sarebbe stato un rischio per il suo futuro.

Lo cacciarono da scuola, per questo. Nonostante gli enormi meriti che aveva, primo tra tutti aver alfabetizzato centinaia di migliaia di persone con il suo “Non è mai troppo tardi”. Se ne fregarono e gli tolsero persino lo stipendio.

Lo scandalo fu però così grande che l’anno successivo dal Ministero gli chiesero di tornare e di convincersi ad adottare quelle schede. Lui, che aveva sempre avuto un gran senso dell’ironia, accettò e si fece fare un timbro ad hoc con cui bollava tutte le schede dei suoi ragazzi alla stessa maniera: “Fa quello che può, non fa che non può”.

Quando dal Ministero protestarono per quel timbro, lui rispose: “non c’è problema, posso scriverlo anche a penna”.
Alberto Manzi era questo. Intelligente, sensibile, arguto. Uomo straordinario, nel vero senso della parola.

Si spegneva oggi, il 4 dicembre, dopo una vita di lotta e di impegno. Ricordarne anche quest'anno la figura, la storia e il lavoro fatto è indispensabile per costruire un’Italia diversa, più ricca di cultura, di educazione anche empatica, di abnegazione e senso del dovere. Un’Italia migliore.

02/12/2025

“Lo dico per chi avesse visto -La vita è bella-di Benigni.
I campi di concentramento nazisti non li hanno liberato gli americani, li hanno liberati i russi.
È l’armata rossa che ha liberato i lager . I russi hanno avuto 28.000.000 milioni di morti per liberarci dal nazismo. Se no saremmo ancora a fare il passo dell’oca . Lo dico perché recentemente c’è stata la celebrazione dello sbarco in Normandia e hanno invitato tutti i Paesi che hanno collaborato per scacciare i nazisti , i fascisti dall’Europa. Si sono dimenticati un piccolo dettaglio: la Russia, che è quella che ha pagato il più alto tributo di sangue e che ha dato vita al più grande impegno militare contro i nazisti . Quindi adesso c’è anche il tentativo di riscrivere la storia …”

Marco Travaglio

01/12/2025
23/11/2025

Vasto, lettera aperta di Antonio Borromeo al Ministro Salvini per la Tutela dei Diritti dell’Infanzia e della Famiglia

Da Antonio Borromeo, presidente dell'Associazione Nazionale per la Tutela dei Diritti dell’Infanzia e della Famiglia, riceviamo e pubblichiamo:

Egregio Onorevole Salvini,
in qualità di Presidente dell’Associazione Nazionale per la Tutela dei Diritti dell’Infanzia e della Famiglia,

“Papi Gump” fino ad oggi ho scelto consapevolmente di non intervenire pubblicamente sul caso della famiglia di Palmoli, pur seguendone attentamente ogni sviluppo tramite organi di informazione, stampa e canali televisivi.

La notizia della Sua possibile visita personale presso la famiglia coinvolta mi induce tuttavia a formulare una riflessione e una domanda legittima: quale contributo concreto intenda portare in questa circostanza.?

Abbiamo avuto modo di incontrarci in più occasioni nel corso degli anni, considerato che da sedici anni mi occupo della tutela dei minori e del sostegno alle famiglie. Ricordo il nostro primo incontro negli studi Mediaset, durante una puntata di Mattino 5 condotta da Federica Panicucci, e successivamente la mia audizione presso il Parlamento Europeo, da Lei promossa, durante la quale affrontammo temi rilevanti quali la bigenitorialità e la tutela dell’infanzia. In tale sede Le consegnai una petizione contenente alcune proposte che ritengo tuttora indispensabili:

Istituzione di un tribunale specializzato per la famiglia, composto esclusivamente da magistrati togati, con adeguata formazione specifica anche per gli operatori coinvolti.

Ridefinizione del ruolo e dei poteri dei servizi sociali, istituendo nuclei di polizia specializzati e attribuendo agli assistenti sociali funzioni più circoscritte, prive di competenze giuridiche.

Rotazione trasparente dei consulenti tecnici d’ufficio (CTU), mediante la predisposizione di elenchi pubblici e facilmente accessibili.

In quell’occasione affrontammo inoltre il tema dei rilevanti interessi economici che ruotano intorno al sistema degli allontanamenti e delle comunità per minori, un settore che sviluppa un volume d’affari stimato in circa 2 miliardi di euro, cui si aggiunge un ulteriore miliardo derivante dalle consulenze psicologiche e psichiatriche connesse.

Desidero sottolineare che, prima ancora dei diritti civili, vanno tutelati i diritti umani fondamentali: il diritto di ogni bambino a mantenere rapporti affettivi, diretti e continuativi con i propri genitori. Attualmente oltre 32.000 minori vengono allontanati dalle proprie famiglie per presunta “inidoneità genitoriale”, spesso sulla base di valutazioni formulate da operatori con competenze ancora in formazione o su criteri psicologici di natura soggettiva. Si tratta di un fenomeno che richiede un intervento legislativo urgente e strutturale.

Per queste ragioni, Onorevole, mi permetto di evidenziare che la situazione attuale non necessita di visite simboliche o iniziative mediatiche, bensì di atti concreti. Lei oggi ricopre un ruolo di Governo e ha, nella Sua disponibilità, gli strumenti necessari per promuovere una riforma organica che ponga fine a criticità che da anni producono sofferenze e ingiustizie a danno di minori e famiglie.

La mia richiesta, rispettosa ma ferma, è la seguente:
si avvii quanto prima un percorso legislativo volto a superare l’attuale sistema e a garantire tutele reali, trasparenti e uniformi su tutto il territorio nazionale.

Confidando nella Sua sensibilità istituzionale e nella volontà di affrontare il problema in modo concreto e definitivo, porgo distinti saluti.

Antonio Borromeo
Presidente – Associazione Nazionale per la Tutela dei Diritti dell’Infanzia e della Famiglia
“Papi Gump”






https://ilnuovoonline.it/2025/11/22/vasto-lettera-aperta-di-antonio-borromeo-al-ministro-salvini-per-la-tutela-dei-diritti-dellinfanzia-e-della-famiglia/

Indirizzo

Cagliari

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