12/09/2026
2020–2021 | Fermarsi e ripartire ☘️
Il 2020 è un anno che cambia tutto. E anche Bustofolk, inevitabilmente, si deve fermare. O quasi!
Quell’anno il festival diventa una sola serata: un concerto gratuito di Vincenzo Zitello e una breve esibizione della compagnia spettacoli Gens d’Ys. Per i ballerini è un ritorno sul palco dopo nove mesi lontani dagli spettacoli, fatti di allenamenti in casa e lezioni attraverso uno schermo.
Nel 2021 proviamo davvero a ripartire. È un Bustofolk diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto: regole, distanze, limitazioni… ma tornare a organizzare un festival è fondamentale, per noi, per il pubblico e soprattutto per un mondo dello spettacolo che ha bisogno di ricominciare a lavorare. 💚
È un’edizione “local”, costruita soprattutto insieme a tanti amici di Bustofolk: Adriano Sangineto, Katia Zunino, Duilleoga, Lyradanz, Uncle Bard & the Dirty Bastards e Andrea Rock & The Rebel Poets.
E c’è spazio anche per un’altra tradizione di casa nostra: con i The Cadregas arrivano la canzone milanese e le ballate lombarde. Un dialogo tra culture popolari diverse che, in fondo, è sempre stato parte dello spirito di Bustofolk.
La musica torna a uscire dal Museo del Tessile e attraversa il centro di Busto Arsizio con una piccola sfilata: insieme marciano La Baldoria, banda cittadina di Busto Arsizio, e le cornamuse dei Celtic Knot Pipes & Drums. 🥁
Poi arriva il momento di chiudere la 20ª edizione, con un live deii Dervish, dall’Irlanda, tredici anni dopo la loro prima volta sul nostro palco. 🇮🇪
Dopo mesi in cui sembrava impossibile persino immaginare un festival, ritrovarsi di nuovo davanti a un palco, insieme, vale forse più di qualsiasi altra cosa.
In vista della 25ª edizione, riapriamo gli archivi per ripercorrere questa storia insieme 📸