Futura Brescia

Futura Brescia Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Futura Brescia, Pro Brixia, Via Caprera, 5, Brescia.

FUTURA rappresenta una visione di futuro realistico e sostenibile, in cui Uomo, Natura ed Economia possano convivere INSIEME IN ARMONIA.Un progetto di CCIAA e PROBRIXIA che vede la sostenibilità come un fattore determinante per il Paese e le sue imprese

31/08/2026

"La compatibilità tra obiettivi sociali, ambientali e sviluppo economico esiste."
In questa intervista Roberto Saccone, presidente di Camera di Commercio di Brescia ci spiega il valore di questo progetto.

Guarda il reel per conoscere gli obiettivi di Futura Expo!

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28/08/2026

"La sostenibilità e la crescita urbana non nascono da singole volontà, ma dalla capacità strutturale di costruire alleanze solide." 🤝🏛️

Nell'ultimo estratto della sua intervista, la Sindaca Laura Castelletti traccia un bilancio della trasformazione di Brescia, legando lo sviluppo demografico e l'evoluzione della qualità della vita a un metodo politico e strategico preciso: la convergenza tra istituzioni, pubblico e privato.

I grandi progetti che stanno ridisegnando il territorio — dalle bonifiche ambientali alla nuova rete del tram, fino al Brescia Innovation District e al Tavolo del Welfare — non sono interventi isolati. Sono i luoghi fisici e decisionali in cui la sostenibilità ambientale e quella sociale smettono di essere concetti astratti e prendono forma concreta attraverso il confronto sistematico tra gli attori del sistema economico e cittadino.

Guarda il Reel per comprendere la strategia dietro la governance della città. ➡️

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07/08/2026

"I centri fiera non sono più solo spazi di puro business, ma grandi contenitori di idee e di confronto aperti alla città." 🏛️💡

Nel terzo e ultimo estratto del suo intervento, Roberto Zini ribalta la concezione classica del Brixia Forum: da spazio adibito unicamente alle esposizioni commerciali a vero e proprio hub polifunzionale e modulare.

La transizione ha bisogno di spazi flessibili che sappiano accogliere il cambiamento. Con sale capaci di variare dai 150 ai 2000 posti, attività congressuali settimanali e servizi di ristorazione integrati, l'obiettivo strutturale è trasformare l'infrastruttura in un punto di riferimento per l'intera comunità urbana. Un ecosistema dinamico in cui far convergere istituzioni, imprese e cittadini per generare idee libere, non precostituite, capaci di far avanzare soluzioni concrete per il territorio.

Guarda il Reel per scoprire l'evoluzione dello spazio espositivo. ➡️

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03/08/2026

"Meglio essere nati nel 2000 o nel 2040? Più che una scelta generazionale, è una questione di pura curiosità verso il domani." 🔮🤖

Nell'ultimo estratto del suo intervento, Renato Mazzoncini guarda oltre il presente per analizzare il potenziale impatto delle tecnologie emergenti sulla nostra quotidianità. La risposta alla complessità della transizione ecologica ed energetica passerà inevitabilmente da un acceleratore chiave: l'intelligenza artificiale.

Lontano dalle narrazioni distopiche, l'AI si configurerà come il più grande ottimizzatore di risorse a nostra disposizione. Sarà lo strumento fondamentale per calibrare i consumi quotidiani, efficientare le reti energetiche e ridisegnare i modelli di vita urbana. Il passato lo conosciamo già, ma è la curiosità di vedere l'evoluzione di queste soluzioni a tracciare la rotta per i prossimi decenni.

Guarda il Reel per ascoltare la sua riflessione sul futuro. ➡️

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31/07/2026

"Superare lo scetticismo per trovare un valore reale. All'inizio temevo fosse un progetto di facciata o troppo politico, ma la realtà è un'altra." 🎯

Nell'ultimo estratto del suo intervento, Marina Salamon condivide una riflessione trasparente e senza filtri sul suo ingresso nel Comitato Scientifico di Futura Expo.

Spesso i grandi tavoli sulla sostenibilità rischiano di scivolare nel politicamente corretto o in dinamiche puramente istituzionali. Salamon ammette la sua iniziale diffidenza, scontratasi poi con la natura reale del progetto: uno spazio di dibattito totalmente libero, concreto e non precostituito, che opera come un vero e proprio laboratorio per anticipare le sfide del futuro.

Guarda il Reel per scoprire il dietro le quinte del Comitato. ➡️

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Friburgo in Brisgovia è considerata uno dei principali modelli europei di sviluppo urbano sostenibile.La sua esperienza ...
29/07/2026

Friburgo in Brisgovia è considerata uno dei principali modelli europei di sviluppo urbano sostenibile.

La sua esperienza nasce da una strategia costruita nel tempo, capace di integrare mobilità, energia, pianificazione urbanistica, tutela degli ecosistemi, ricerca e sviluppo economico.

Uno degli assi principali è la mobilità sostenibile: centro storico in larga parte pedonalizzato, rete ciclabile sviluppata e trasporto pubblico come componente strutturale dell’organizzazione urbana. Nei nuovi quartieri, come Dietenbach, la pianificazione punta a ridurre la dipendenza dall’auto privata, favorendo spostamenti a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici.

Sul fronte energetico, Vauban è diventato un riferimento internazionale per efficienza, rinnovabili e progettazione urbana integrata. La stessa impostazione guida Dietenbach, dove neutralità climatica ed economia circolare nell’edilizia entrano nella pianificazione. Anche gli edifici pubblici seguono questa visione: il municipio di Stühlinger è tra gli esempi più rilevanti in Europa di edificio pubblico a bilancio energetico netto pari a zero.

Friburgo lavora inoltre sul rapporto tra città e natura, attraverso spazi verdi, corridoi ecologici e connessioni con la Foresta Nera, utili per biodiversità, qualità dell’aria, microclima e resilienza climatica.

A questo si aggiunge un ecosistema della conoscenza e dell’impresa che coinvolge Università di Friburgo, Fraunhofer ISE, Green City Cluster, Green Industry Park e Smart Green Accelerator, sostenendo ricerca, trasferimento tecnologico, startup e imprese legate alla transizione ecologica.

Il modello Friburgo è utile nel percorso verso Futura Expo 2027 perché mostra come una città media possa trasformare la sostenibilità in struttura urbana, economica e sociale. Una strategia fatta di infrastrutture, conoscenza, governance e continuità politica. Che, per una volta, dà alla parola sostenibilità un significato verificabile.

27/07/2026

"Abbandoniamo l'idea che le competenze debbano viaggiare su binari separati. Gli steccati tra finanza, cultura e sostenibilità non hanno più senso." 💼🏛️

Nell'ultimo estratto del suo intervento, Francesca Bazoli mette in luce un fattore strategico per la transizione: la complementarietà delle discipline. Passare dal rigore dell'avvocatura e della finanza alla gestione della cultura non è un percorso frammentato, ma un moltiplicatore di valore.

La complessità delle sfide attuali richiede flessibilità cognitiva. Integrare logiche economiche con la sensibilità culturale è l'unico modo per superare il vecchio dualismo che separa il profitto dalla sostenibilità. Anche se il cambio di contesto quotidiano può risultare complesso, è proprio questa contaminazione tra mondi apparentemente distanti a generare una crescita reale e una visione d'insieme non convenzionale.

Guarda il Reel per scoprire la sua prospettiva. ➡️

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24/07/2026

"La città del futuro non si progetta da soli. Serve un approccio multidisciplinare." 🏙️🧠

Nel terzo e ultimo estratto del suo intervento, Maurizio Tira — urbanista con oltre 30 anni di esperienza e membro del Comitato Scientifico — mette in chiaro il vero valore del percorso di Futura Expo: la capacità di abbattere gli sili settoriali per far dialogare mondi diversi.

La transizione urbana è una sfida troppo complessa per essere affrontata da una sola prospettiva. La forza del Comitato risiede proprio nella sua natura interdisciplinare, capace di far convergere l'analisi tecnica dell'urbanistica con le visioni concrete di imprenditori e manager. Creare queste connessioni è l'unico modo per generare un'innovazione culturale reale, e Futura ha già raggiunto il suo primo obiettivo: attivare questo dibattito strategico sul territorio.

Guarda il Reel per ascoltare la riflessione completa. ➡️

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Ghent è uno dei casi europei più interessanti per capire come una città di medie dimensioni possa ripensare la mobilità ...
22/07/2026

Ghent è uno dei casi europei più interessanti per capire come una città di medie dimensioni possa ripensare la mobilità e, attraverso di essa, la qualità dello spazio pubblico.

Da oltre quarant’anni, la città belga porta avanti politiche orientate a ridurre la dipendenza dall’automobile privata, migliorare la vivibilità del centro storico e favorire modalità di spostamento più sostenibili.

Il passaggio decisivo è arrivato nel 2017 con il Circulation Plan, un piano di circolazione pensato per limitare il traffico automobilistico di attraversamento nel centro cittadino.

Il principio è semplice: evitare che il centro venga usato come asse di transito e riorganizzare la mobilità a favore di pedoni, biciclette e trasporto pubblico.

Il piano ha diviso la città in settori, interrotto alcune direttrici di attraversamento e rafforzato le alternative all’auto. Le linee di autobus sono state riorganizzate per collegare meglio i parcheggi di interscambio al centro urbano, mentre la rete ciclabile è stata ampliata e resa più sicura.

Gli effetti sono stati concreti: riduzione del traffico automobilistico, miglioramento della qualità dell’aria, diminuzione dell’inquinamento acustico, maggiore sicurezza e spazi pubblici più vivibili.

Il caso di Ghent è rilevante anche per la sua scala urbana. In una città media, interventi di questo tipo possono essere progettati, monitorati e adattati con maggiore rapidità. La dimensione intermedia facilita una governance più flessibile, capace di leggere i dati, ascoltare le reazioni dei cittadini e correggere le politiche nel tempo.

Oggi Ghent rafforza questa direzione attraverso una visione multimodale della mobilità, orientata a integrare spostamenti a piedi, bicicletta, trasporto pubblico e informazioni in tempo reale.

Nel percorso verso Futura Expo 2027, Ghent mostra perché le Secondary Cities rappresentano un campo di osservazione strategico: città con sfide urbane reali e una scala favorevole alla sperimentazione di soluzioni concrete.

Non possiamo progettare le città del futuro senza ripensare radicalmente il modo in cui produciamo, distribuiamo e consu...
20/07/2026

Non possiamo progettare le città del futuro senza ripensare radicalmente il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo. 🌍🌾

Nel nuovo appuntamento dedicato al Comitato Scientifico di Futura Expo 2027, presentiamo il profilo di Maurizio Martina, Vicedirettore Generale della FAO. All'interno del percorso scientifico dell'Expo, Martina guida l'analisi sull'asse strategico del ""Mangiare"": la sostenibilità delle catene agroalimentari intesa non solo come dovere etico globale, ma come pilastro economico per i centri urbani di scala media.

Dalla lotta allo spreco alla diffusione di modelli agroecologici avanzati, la sfida è trasformare la gestione delle risorse fresche e la logistica distributiva in fattori di resilienza urbana e di sviluppo industriale per le nostre imprese.

Sfoglia il carosello per scoprire la visione globale applicata al territorio. ➡️

🔗 Scopri il Comitato Scientifico su: www.futura-brescia.it

Indirizzo

Pro Brixia, Via Caprera, 5
Brescia
25125

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