20/04/2026
La nona edizione del Festival dell’Antropologia si è conclusa.
In tre giorni abbiamo avuto 27 iniziative, 60 ospiti e oltre 100 student3 volontari3 che hanno animato Via Zamboni 38. Come ogni anno, ci emozionano moltissimo l’affetto, l’entusiasmo e la grande partecipazione con cui viene accolto il Festival.
Siamo convinti che a Bologna sia necessario continuare ad avere un festival culturale ad accesso libero e gratuito, che coinvolga l’intera cittadinanza e che sia uno spazio di aggregazione e confronto.
Per noi il Festival è un modo per rendere concreta la costra idea di cultura e società.
Quest’anno, per fare fronte a un presente in cui in tutto il mondo si moltiplicano disuguaglianze, si affermano modelli autoritari e repressivi, dilagano conflitti e crisi umanitarie, abbiamo sentito la necessità di parlare di “Utopie”. Al plurale, perché crediamo di non dover avere la presunzione di dettare ad altri quello che può essere il loro orizzonte di liberazione, a vogliamo riprenderci collettivamente la possibilità di sognare un altro mondo possibile.
Al termine di queste tre giornate dense di idee e dialogo, vogliamo ringraziare l3 ospiti, tutte le associazioni e realtà che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento, l3 volontari3 che ogni anno dedicano ore e ore per trasformare il Festival in realtà, e voi, che continuate a sostenerci.
Per le magliette di quest’anno, la frase che abbiamo scelto è: “Siate realiste, chiedete l’impossibile”, perché crediamo che quello che oggi sembra impossibile, un’utopia, può diventare realtà. Le utopie non sono solo i nostri sogni, ma le idee che guidano le nostre lotte quotidiane, nella convinzione che, passo dopo passo, si possa costruire “un altro mondo possibile”.
Ci vediamo l’anno prossimo.