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LUC X L'UC LUCANIA PER L'UCRAINAIl nostro progetto di docufilm partecipato, "Luc x L'Uc Lucania per l'Ucraina" legato al...
05/04/2024

LUC X L'UC LUCANIA PER L'UCRAINA
Il nostro progetto di docufilm partecipato, "Luc x L'Uc Lucania per l'Ucraina" legato al crowdfunding di risorse per realizzarlo, (Ecco il link per aderire) https://sostieni.link/35295
Aggiornamenti:
A due mesi esatti dalla presentazione del mio progetto LUC X L'UC LUCANIA PER L'UCRAINA torno a riparlarvene, perché la raccolta fondi procede troppo lentamente. Abbiamo avuto adesioni e contributi prestigiosi (senza entrare nel merito) che ci onorano, ma quello che potrà servire per avviare fattivamente il progetto è ancora un obiettivo lontano. Intanto le famiglie ucraine continuano ad emigrare e la Regione Basilicata che abbiamo scelto per il nostro docufilm come più idonea per mettere a disposizione gli appartamenti che servirebbero alla loro ospitalità si è già mossa da tempo autonomamente in maniera discreta e silenziosa e questo gli fa onore. Molte famiglie sono già state ospitate già dal 2022, in molti dei paesi e comunità lucane (cito tra tutti il Comune di Bella - PZ, Montalbano Ionico) Questo nostro documentario servirà ad incrementare questa solidarietà e a coinvolgere altri paesi lucani e ovviamente anche di altre regioni. Alcuni amici, raggiunti dalla mia campagna di crowdfunding, hanno sollevato delle perplessità sull'opportunità di aiutare il popolo ucraino, come se la richiesta di fondi fosse finalizzata all'acquisto di armi per un popolo belligerante: "io sono per la pace, per la soluzione negoziale, la guerra non serve a niente, se non a peggiorare la situazione, in guerra nessuno vince..." Torno a dire con chiarezza che qualsiasi cosa pensiate del conflitto in corso tra Russia e Ucraina, c'è un intero popolo che è stato costretto ad emigrare e non sempre in paesi ospitali. E questa è la realtà oggettiva che noi con questo progetto di film vogliamo documentare in modo fattivo per diffondere la cultura della solidarietà, dell'integrazione, dell'ospitalità.

Qui l'elenco, parziale, dei primi donatori: Domenico Rocchi (Tolfa) Enrico Zaninetti (Novara) Lucilla Albano Bertolucci (Roma) Antonio Bido e Marisa Andalò (Ariccia e Padova) Maurizio Falcone e Chantal (Parigi e Bussana Vecchia) Letizia Di Maggio (La Spezia) Raffaella Femia (Potenza) Marco Risi (Roma)...

Vi chiedo solo di leggere con attenzione il progetto, di commentarlo, di condividerlo sulle vostre pagine, anche di criticarlo se occorre, e se vi trova concordi di fare una sottoscrizione anche simbolica.
Il link per entrare nel progetto è il seguente
https://sostieni.link/35295
Vi aspetto, pronto a discuterne con voi.
Ci conto. Con affetto
Fulvio Wetzl
LUC X L'UC LUCANIA PER L'UCRAINA

Qui di seguito la pagina di presentazione del progetto:
LUC X L'UC - LUCANIA PER L'UCRAINA

L'idea per il film nasce da alcune riflessioni socio-antropologiche e storiche, oltre che drammatici avvenimenti di attualità. L'invasione dell'esercito russo in Ucraina, ha determinato una migrazione dal paese verso il resto del mondo di proporzioni enormi. La collocazione e integrazione di questo popolo, creerà nei prossimi anni impegni e responsabilità in tutti gli Stati, compresa l'Italia. La Basilicata (o Lucania) è la regione che in percentuale ha più contribuito al fenomeno migratorio, verso il Sud America, il Canada, l'Europa. Questo ha determinato che moltissimi dei 130 borghi sono per larga parte disabitati, Con rioni densi di abitazioni in buono stato che potrebbero servire per il Progetto, che è anche il soggetto del documentario: quello di censire queste abitazioni, verificarne lo stato e poi offrirli alla popolazione ucraina per tutto il periodo che i diversi nucleI familiari ritengano necessario.questo potrà determinare diversi percorsi, sia da parte della popolazione lucana, che delle autorità amministrative locali, che da parte degli Ucraini. Questo processo di solidarietà e integrazione sarà seguito "work in progress", nel film, non "documentato" ma incentivato e "provocato", cioè un documentarismo (come quello di Michael Moore) che si propone non solo di testimoniare ma di agire sul campo per determinare gli accadimenti, i percorsi decisionali. La troupe del film seguirà passo-passo ogni riunione, assemblea, consiglio comunale, confronto, scontro, lavoro sul territorio, ricerca delle soluzioni, i contatti con gli organi dello Stato, in quello che diverrà non solo un film ma un vero e proprio Laboratorio in divenire, fino alla "consegna delle prime chiavi".

A intessere il percorso "work in progress" ci saranno altri itinerari storici, per riflettere sull'uso il più delle volte improprio e predatorio che è stato fatto della Regione Lucania nel corso del '900. A cominciare dall'esperimento che fece l'antropologo americano E.C.Banfield, che nel 1958 si trasferì con la moglie italiana Laura Fasano e i figli bambini, per un anno a Chiaromonte (PZ), usato come Laboratorio, per scriverne il saggio "Le basi morali di una società arretrata" in cui formulerà il celebre concetto sociologico di "familismo amorale", cioè nell'assoluta assenza nel paese di forme associative e solidali, dove tutti fanno l'interesse solo del proprio nucleo familiare. Il secondo percorso individua l'analogia tra le regole "familistiche" e i rituali delle "Grandi famiglie", le mafie: Unica regione del Sud a non averne una propria, viene usata dalle mafie circostanti, come zona franca, dove regolare conti, ordire crimini (Claps) e sequestri, (Paul Getty III), o come discarica di sostanze tossiche e scorie radioattive. Altro percorso è quello che vide dagli anni '30 in Val D'Agri, l'estrazione degli idrocarburi, messa a frutto negli anni '50 da Enrico Mattei, che delineò la Basilicata, come strada maestra per l'approvigionamento delle risorse combustibili, avendo i giacimenti più grandi dell'intera Europa. Ai lucani di questa ricchezza rimane ben poco e le royalties e l'indotto occupazionale, sono veramente risibili. Tant'è che la Basilicata è evocata come una regione poverissima, con un tasso di disoccupazione e emigrazione tra i più alti, dimenticando che ciò è determinato dalle privazioni cui è sottoposta da sempre. sia dal Nord industriale, che dalle regioni limitrofe del Sud. Ultimo "furto" e ultimo percorso del film è quello dell'utilizzo di recente del paesaggio rurale ed urbano, da parte del cinema mondiale. Percorso iniziato da P.P.Pasolini con il "Vangelo secondo Matteo", che ritrovò a Matera le ambientazioni "palestinesi", seguito però da moltissimi come da Mel Gibson ne "La passione di Cristo", che trasformano la Basilicata in un fondale scenografico da cartolina d'antan, sfigurandola e tradendola.

La storia principale, servirà da struttura portante, avverrà "davanti ai nostri occhi" e avrà un esito incerto fino alla fine, potrebbe trasformarsi in un "nulla di fatto", condizionata com'è dagli eventi, sia in Basilicata che sul terreno del conflitto, in Ucraina, come in Europa o nel mondo. Se il progetto di solidarietà non si dovesse realizzare, rimarrà comunque il documentario, anzi lo "stimolario" o "provocario". Sulla scorta dia altri celebri fallimenti come il "Don Chisciotte" di Terry Gilliam, o gli innumerevoli film, nati, abortiti, risorti del grandissimo Orson Welles. Questo "work in progress" sarà servito comunque a fare il punto su una Regione che ha raggiunto il riscatto da gran parte delle ingiustizie e vessazioni, snaturamenti e privazioni subite lungo tutto il '900 fino ad oggi, andando finalmente a rivestire il ruolo e l'importanza che gli spetta, nel novero delle Regioni italiane.

Fulvio Wetzl

Il link per entrare nel progetto è il seguente
https://sostieni.link/35295

LUC X L'UC - LUCANIA PER L'UCRAINA L'idea per il film nasce da alcune riflessioni socio-antropologiche e storiche, oltre che drammatici avvenimenti di attualità. L'invasione dell'esercito russo in Ucraina, ha determinato una migrazione dal paese verso il resto del mond…

In relazione a quanto sta succedendo a Bari, senza entrare nel merito di indagini governative o reminiscenze incaute, vo...
27/03/2024

In relazione a quanto sta succedendo a Bari, senza entrare nel merito di indagini governative o reminiscenze incaute, voglio raccontare la mia esperienza personale che è stata sollecitata dal nome dei Capriati, la famiglia che aveva in mano la gestione del malaffare a Bari Vecchia. Nel 1989, 35 anni fa, misi in produzione un film, La Sposa di San Paolo (già Viaggio a Galatina) tratto da una soggetto della compianta scrittrice leccese, Rina Durante. Il film prodotto dalla mia società di allora, Nuova Dimensione, con il fondo dell'articolo 28 del Ministero del Turismo e Spettacolo, con la partecipazione della Regione Puglia, del Comune di Lecce, degli apporti privati della International Forum di Lampo Calenda, e di Matteo Corsini, trattava, sulla scorta di sud e magìa di Ernesto De Martino, il fenomeno del tarantismo, ipotizzando un viaggio dalla Capitanata al Salento di una "tarantolata" con il seguito dei musici. Per esigenze artistiche più mie che della regista Gabriella Rosaleva, cui il film era stato affidato, chiesi e ottenni l'uso di piazze, cortili (San Nicola) e della chiesa di San Gregorio, luoghi romanici intatti di cui ero innamorato, per lo svolgersi del finale del film, nonostante l'ispettore di produzione Franco Salvia (poi divenuto regista), sconsigliasse in un primo momento l'uso di tali spazi. Era Salvia a tenere i contatti con la famiglia Capriati, che ci "diede il permesso" di girare nel centro storico ma a certe condizioni, fatto inusuale per noi, abituati a chiedere i permessi alle autorità pubbliche; condizioni capestro che fummo costretti ad accettare obtorto collo, visto che la macchina produttiva si era già avviata e non poteva fermarsi o dirottare. Organizzammo i tre giorni di riprese a patto che usassimo le cento comparse, imposte dai Capriati, presi dalle file degli affiliati o dei simpatizzanti del clan; che pagassimo "per la vigilanza", cioè per evitare che i camion di produzione e i gruppi elettrogeni venissero asportati, Lire 10.300.000 ogni notte; che utilizzassimo le stesse 100 comparse anche nella scena finale, ambientata nel cortile del castello federiciano, Castel Del Monte ad Andria, spostando dette comparse e danzatrici con i pullman forniti da una ditta dell' "indotto" dei Capriati. Con queste condizioni iniziammo le riprese. Alla mattina del primo giorno la macchina della Polizia che presidiava la Piazza San Nicola, come tutte le notti, visto che eravamo "al sicuro" nelle mani della famiglia Capriati, si eclissò e si ripresentò la sera del terzo giorno, a fine riprese, lasciandoci in quei giorni in balìa della famiglia. Giornate punteggiate da ulteriori angherie, furti e umiliazioni che però non impedirono che il film venisse portato a compimento. Nei mesi a seguire vivemmo la compianta produttrice Gabriella Rebeggiani ed io, nel terrore di sortite dei Capriati a Roma che non mancarono di certo: blitz minacciosi nella Banca Nazionale del Lavoro, viale Bruno Buozzi, che amministrava le rate del contributo dello Stato, richieste a brutto muso agli allarmatissimi cassieri e al povero direttore della banca Pepe; appostamenti e scampanellamenti alla nostra casa in Balduina. Il film poi visse una vita stentata, fu proiettato al festival di Locarno in concorso, ma non uscì in sala pubblica, ne fu acquistato dalla Rai, trascinando la mia Società sull'orlo del fallimento. Non sono più tornato in Puglia per 15 anni, amareggiato e traumatizzato da quella esperienza. Ho raccontato tutto questo per descrivere cos'era la Puglia 35 anni fa (erano gli anni, così ben descritti ne "Il metodo Fenoglio" di Gianrico Carofiglio e nella fiction omonima, quella dell'Incendio del Teatro Petruzzelli) e paragonarla alla Puglia di oggi che è tornata ad essere, un paese civile, ben amministrato, polo attrattivo turistico, ambientale, meraviglioso (meraviglioso lo era anche in quegli anni bui). Fulvio Wetzl

Indirizzo

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Bologna
40123

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