10/09/2026
Educare al consenso non è solo roba da persone piccole.
Quando parliamo di consenso, spesso pensiamo subito all’educazione delle persone piccole: chiedere prima se si vuole un abbraccio, rispettare un “no”, imparare che il proprio corpo appartiene solo a sé.
Ma il consenso non è una competenza che si impara nell’infanzia e poi si mette via. Riguarda tutte le nostre relazioni, a qualsiasi età.
E oggi parlarne è particolarmente importante: il dibattito sull’educazione sessuoaffettiva nelle scuole è tornato al centro dell’attualità tra nuove regole e tentativi di rendere impossibile fare formazione.
Ma forse c’è una domanda che riguarda anche noi persone adulte:
quanto siamo davvero capaci di praticare il consenso?
Sappiamo accettare un “no” senza insistere?
Sappiamo riconoscere che il silenzio non è consenso?
Sappiamo chiedere all’altra persona cosa vuole, invece di darlo per scontato?
Perché educare al consenso non significa solo insegnare alle persone piccole a riconoscere e difendere i propri confini. Significa anche insegnare alle persone adulte a rispettarli.
E forse è proprio questo il punto centrale: non possiamo chiedere alle persone più piccole di costruire relazioni fondate sul rispetto se noi non siamo disposti a metterci in discussione a nostra volta.
Il consenso non è una lezione da fare una volta,è un modo di stare in relazione con le altre persone. E si può imparare, a qualsiasi età.