Il Festival nasce da chi in montagna ci abita; in particolare da ragazzi. L’idea è quella di far parlare la montagna, concederle la possibilità di presentarsi e farsi conoscere sotto l’aspetto più interessante ma non immediatamente percepibile; la sua cultura. Approfondire il senso dei luoghi, la vasta e poco conosciuta mitologia, l’architettura spontanea, la preziosissima tradizione orale, l’iden
tità delle comunità che ci vivono e le dinamiche di abitare un territorio, significa valorizzare aspetti che finora hanno fatto parte solo di una superficiale considerazione periferica sul perché si frequenti la montagna. Il nostro intento, invece, è di riuscire a dare un ruolo fondamentale a tutto questo e sostenere che, oltre all’aspetto naturalistico ed escursionistico, la montagna possa essere visitata per la sua cultura, per ciò che di più insospettabile e profondo riesce ancora a far vivere e consegnare. Per fare in modo che, anche col tempo incerto e il primo freddo, passata l’estate, i funghi, la caccia e in attesa della neve, in montagna ci sia qualcosa da fare. Il Festival porterà antropologi, scrittori, artisti, musicisti a parlare di montagna. Li accomunerà dietro a un unico significato; raccontare quanto di prezioso ci sia da scoprire. E quanto valga la pena venire, passeggiare in un sentiero, tra le vie di un paese, e riuscire a cogliere e decifrare segnali che sembravano muti. Ci saranno itinerari a tema, convenzioni con i negozianti del luogo, accordi con i punti di ristoro e soggiorno in modo da proporre un pacchetto turistico; un fine settimana dedicato al Piccolo Festival della Montagna che avrà cadenza annuale nel paese di Berceto.