Pignoletto Run

Pignoletto Run Prima edizione Pignoletto Run
Domenica 17 novembre 2024
Piazza Garibaldi – BAZZANO (BO)

Le ultime due settimane prima di una gara si vincono o si perdono a tavolino, non in salita.Il periodo dei grandi carich...
15/09/2026

Le ultime due settimane prima di una gara si vincono o si perdono a tavolino, non in salita.

Il periodo dei grandi carichi è finito. Adesso il corpo deve assorbire il lavoro fatto, non riceverne altro. Se hai saltato qualche allenamento ad agosto, non è il momento di recuperarlo tutto insieme: fa più danno che bene.

Riduci i chilometri, mantieni un po’ di intensità ma senza esagerare, e soprattutto dormi. Il sonno nelle ultime due settimane conta più di qualsiasi allenamento aggiunto all’ultimo minuto.

Chi arriva al 15 novembre riposato corre meglio di chi arriva stanco ma “più allenato”.

La sera prima della gara si pensa sempre a mille cose e si finisce per dimenticarne una. Facciamone una lista vera.Scarp...
13/09/2026

La sera prima della gara si pensa sempre a mille cose e si finisce per dimenticarne una. Facciamone una lista vera.

Scarpe già rodate, non un paio nuovo di zecca il giorno della gara. Spille di sicurezza già in tasca, pronte per quando ritiri il pettorale la mattina stessa: niente panico dell’ultimo minuto a caccia di una spilla. Un documento con te, anche se pensi non serva. Vestiti di ricambio asciutti per dopo, specialmente le scarpe. Qualcosa da mangiare subito dopo il traguardo, prima ancora della doccia. Una bottiglia d’acqua in macchina per il rientro.

Una nota sul tempo: se nei giorni prima (o il giorno stesso) piove molto, meglio delle scarpe da trail running piuttosto che le normali da strada. Il fango tra le vigne non perdona.

Sembrano ovvietà finché non sei lì la mattina della gara senza una delle due scarpe di ricambio nello zaino.

Salvatelo, vi torna utile molto più il giorno prima che oggi.

Il percorso della Pignoletto Run non è pianeggiante, e le salite tra le vigne e le colline si sentono. Qualche consiglio...
07/09/2026

Il percorso della Pignoletto Run non è pianeggiante, e le salite tra le vigne e le colline si sentono. Qualche consiglio pratico per allenarle:

Cercate le salite vere nei vostri allenamenti, non solo il piano. Anche una breve salita ripetuta diverse volte è utile per adattare corpo e gambe allo sforzo specifico delle salite.

In salita accorciate il passo invece di allungarlo, e cercate un ritmo che riuscite a mantenere per tutta la durata della salita, non solo nei primi metri. Prima lo trovate, più semplice diventerà affrontare anche le salite più complesse.

In discesa non si molla la concentrazione: controllate l’appoggio, non lasciatevi trascinare dalla pendenza e tenete la testa sul prossimo passo.

Le salite si allenano, non si subiscono. Chi le prepara le sente in classifica, chi le ignora le sente sulle gambe il giorno dopo.

Prima Pignoletto Run o sei un veterano dei Colli della Valsamoggia?Scrivilo nei commenti e contiamoci!
04/09/2026

Prima Pignoletto Run o sei un veterano dei Colli della Valsamoggia?

Scrivilo nei commenti e contiamoci!

Se durante la Pignoletto Run vi guardate intorno e notate quelle striature grigie e n**e tra il verde delle colline, non...
03/09/2026

Se durante la Pignoletto Run vi guardate intorno e notate quelle striature grigie e n**e tra il verde delle colline, non è un difetto del paesaggio. Sono i calanchi, e nascondono due storie diverse, quasi in conflitto tra di loro.

La prima è la storia della roccia: quell’argilla grigia si è depositata tra 140 e 80 milioni di anni fa, sul fondo di un oceano che oggi non esiste più. È uno dei materiali più antichi di queste colline.

La seconda storia è molto più recente, e in un certo senso non finirà mai. La forma che vedete oggi, quei solchi scavati e quelle pareti brulle, non ha milioni di anni: è il risultato dell’erosione dell’acqua piovana su un’argilla che fatica a trattenere vegetazione, un processo che agisce nel giro di anni o decenni, non in ere geologiche. Ogni pioggia forte può aprire un solco nuovo. I calanchi che vedete oggi non sono esattamente gli stessi che c’erano vent’anni fa o ci saranno tra 30.

State correndo accanto a una roccia vecchia quanto i dinosauri che l’acqua sta ancora scolpendo sotto i nostri occhi.

15 novembre 2026. Vi aspettiamo!

Pillola storica:Molto prima della Pignoletto Run, altri correvano già su queste colline.Infatti nel 1250 nacque a Bologn...
30/08/2026

Pillola storica:

Molto prima della Pignoletto Run, altri correvano già su queste colline.

Infatti nel 1250 nacque a Bologna la Compagnia dell’Arte dei Brentatori: una corporazione di trasportatori di vino che percorreva a piedi (o a dorso di mulo) le stesse campagne di Monteveglio, Bazzano e Zola Predosa, con il carico sulle spalle dentro la “brenta”, un particolare recipiente di legno che dava loro il nome.

Ma attenzione! I brentatori non erano solo trasportatori. Avevano anche un secondo mestiere, meno noto ma molto più importante: facevano da pompieri d’emergenza. Al suono dell’allarme, correvano a spegnere gli incendi con le stesse brente, questa volta piene d’acqua, sulle spalle.

Nel 1800, in epoca napoleonica, la corporazione fu soppressa. Ma nel 1970 è rinata, a Bazzano, nella Rocca dei Bentivoglio, a due passi da dove passa oggi la Pignoletto Run.

Loro correvano per lavoro. Noi lo facciamo per scelta. Per competere. Per divertirci. Per stare in forma. Ma il filo che lega queste colline alla fatica (e al vino) a fine giornata, quello non è mai cambiato.

15 novembre 2026, noi siamo sempre più carichi. E voi?

Competitiva o Special? Quale modalità sceglierai?Trovi le info per le iscrizioni al link in bio!
27/08/2026

Competitiva o Special? Quale modalità sceglierai?

Trovi le info per le iscrizioni al link in bio!

Scienza o tradizione? Noi amiamo entrambe. C’è chi dopo 11.3 km parla di recupero di glicogeno e reidratazione... e poi ...
10/08/2026

Scienza o tradizione? Noi amiamo entrambe.

C’è chi dopo 11.3 km parla di recupero di glicogeno e reidratazione... e poi ci siamo noi Emiliani, che sappiamo bene come celebrare il vero “carbo-loading post gara”: un bel calice di Pignoletto fresco, un tagliere di salumi e formaggi e un cestino di tigelle!

Ma sai perché il Pignoletto si sposa così bene con il dopogara (e non solo)?

Bollicina e freschezza: La sua spiccata acidità e le note fruttate lo rendono il riequilibrante perfetto dopo la fatica.
L’anima dei nostri colli: Ottenuto dal vitigno Grechetto Gentile, è uno dei simboli più iconici del territorio che attraverseremo insieme.
Il re del Terzo Tempo: Perché la corsa è fatica, ma la Pignoletto Run è soprattutto condivisione, festa e passione per le cose buone.

Piccola curiosità: per anni il Pignoletto è stato considerato vitigno autoctono o addirittura scambiato erroneamente per una variante di Pinot Bianco o Riesling Italico. Alcuni anni fa invece la grande scoperta: test del DNA hanno rivelato una struttura genetica sostanzialmente identica a quella del Grechetto Gentile.

Tagga nei commenti il tuo compagno di uscite con cui hai già pianificato il brindisi post-traguardo!

Certificato medico si o no? Dipende dalla modalità con cui scegli di partecipare alla Pignoletto Run!Scorri il carosello...
07/08/2026

Certificato medico si o no? Dipende dalla modalità con cui scegli di partecipare alla Pignoletto Run!

Scorri il carosello per arrivare al giorno della gara senza pensieri!

Indirizzo

Piazza Garibaldi
Bazzano
40053

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