Per la città di Atri è un giorno speciale perché ogni anno si ripete l'antica tradizione dei “Faugni”, fasci di canne accesi e portati in Processione all'alba (ore 5), accompagnati dalla banda per le vie del centro storico. È il solstizio atriano, la notte più lunga dell’anno, vissuta, da sempre, tutta d’un fiato, in una mistica attesa, in totale adesione ad un rito che si rinnova… nelle case. Da alcuni anni, grazie all'associazione Promoeventi, la “not- te” dell’attesa dalle abitazioni si è spostata anche nei vari angoli della città. E’ nata così La Notte dei Faugni, una città che si anima a festa. Osterie, piazze, musei, negozi, bar e ristoranti si trasformano, per tutta la notte, in luoghi del divertimento e dell’attesa: ce- ne tipiche, concerti, spettacoli ed eventi. La gelida notte dicembrina, che pervade le strade, è scaldata dall’odore dei camini fumanti e dal “sacro fuoco” che crepita, custode della maestosa Cattedrale, in attesa dell’alba. Una lunga notte dedicata al fuoco, l’appuntamento più magico della vetusta città, che rinnova il millenario legame con un rito che ancora oggi stupisce e sorprende, suggestioni lontane dalle consumistiche notti bianche. UN PO' DI STORIA
La tradizione dei “ faugni “ in Atri è molto radicata e risale al periodo preromano , quando la città era la capitale del piceno del sud. In Atri i “ faugni sono apparsi per la prima volta nei riti religiosi nel 431 d.C. Successivamente tale rito fu rinnovato in occasione della traslazione della Santa Casa da Nazart a Loreto. La tradizione vuole che ancora oggi,all’alba dell’otto dicembre ,( ore 5,00 ), festa dell’Immacolata Concezione, ci siano i “ fauni". I faugni sono dei fasci di canne accese ,ben legati che vengono portati in processione lungo le vie del centro storico della città di Atri,da persone di ogni età, ognuna delle quali abbraccia un “ faugno “. La manifestazione acquista un particolare fascino dovuto anche alla cornice storica in cui essa si ripete: si percorrono le vie e i quartieri del centro storico,costeggiando i resti di un antico teatro del 1° sec. d.C., le chiese dal XIII sec. al XVIII sec. e al palazzo ducale degli Acquaviva ( una delle famiglie più potenti dell’Italia centro meridionali dal XIV sec. (Ettore Ciccone)