YouTopic Fest

YouTopic Fest YouTopic Fest è un’esperienza che nasce a Rondine Cittadella della Pace, dove giovani da Paesi in conflitto armato scelgono di vivere e crescere insieme.

Un festival che mette al centro persona e relazione. Ti aspettiamo dal 4 al 7 giugno 2026!

18/06/2026

La musica come gesto che nasce dal bello, dall’intuizione, da una verità interiore prima ancora che da una dimensione professionale.

A Rondine, il riconoscimento di un luogo capace di andare oltre l’apparenza e riportare al centro una presenza reale, piena, autentica.

Uno spazio in cui lo sguardo su di sé diventa necessario e da cui possono emergere sostanza, relazione e una trasformazione concreta. ✨

Grazie Amara per una condivisione lucida, intensa e generosa. È stato bello ascoltarti il 7 giugno. 🎶

10/06/2026

Grazie Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi per la vostra presenza immancabile!

10/06/2026

Che festa è stata

Sul palco Caccamo, Amara e Jovanotti accompagnati dall'Orchestra Instabile Di Arezzo e presentati dalla fantastica Eva Crosetta.
Di fronte, assieme ai giovani del Quarto Anno e gli studenti della World House, migliaia di persone che hanno scelto di non rimanere indifferenti, di reagire all'inquietudine e di essere protagonisti attivi per un futuro di pace.

Quattro giorni che ci hanno ricordato una cosa semplice:

la pace si costruisce ogni giorno.
Con gesti concreti.
Con scelte concrete.
Con persone che decidono di esserci.

L'energia generata da YouTopic Fest non si esaurisce e guarda già al prossimo anno.

Dal 3 al 6 giugno 2027 torneremo a Rondine con una nuova edizione dal tema:
"I due lati delle parole: tra-dire e fare pace".

Nel frattempo continuiamo a trasformare questa energia in opportunità per nuovi giovani provenienti da Paesi segnati dalla guerra.

Unisciti alle oltre 1.500 persone che hanno già scelto di esserci.

❤️ Sostieni una nuova borsa di studio. Continua il cammino con noi.

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08/06/2026
08/06/2026

Grazie Elle-Erre per aver reso speciale questo festival e per essere

Prima ancora delle parole di Giovanni Caccamo, sono state le testimonianze di due studentesse della World House a raccon...
07/06/2026

Prima ancora delle parole di Giovanni Caccamo, sono state le testimonianze di due studentesse della World House a raccontarci il significato di questa tappa.

Ci hanno raccontato che vivere insieme a volte è difficile: esistono culture diverse, abitudini diverse, modi diversi di pensare. Ma anche che ogni giorno si può imparare qualcosa dall’altro.

E forse la frase che più racconta Rondine è stata questa:

“Rondine non è perfetta. Rondine è reale.”

Le canzoni di Giovanni Caccamo e il suo percorso ci hanno ricordato che ogni cambiamento nasce da una relazione, da un incontro, da qualcuno che sceglie di credere nell’altro prima ancora di avere certezze.

Grazie Giovanni, per aver condiviso con noi parole, musica e visioni colme di fiducia, primo passo che trasforma il conflitto in occasione di crescita.

Che cosa ci rende davvero umani?È la domanda che oggi ha aperto Destinazione Pace.Con Eva Crosetta abbiamo attraversato ...
07/06/2026

Che cosa ci rende davvero umani?

È la domanda che oggi ha aperto Destinazione Pace.

Con Eva Crosetta abbiamo attraversato storie che parlano di incontro, ascolto e dignità della persona. Uno sguardo che da sempre accompagna il suo lavoro e che a Rondine trova una casa naturale.

Accanto a lei, due giovani della World House hanno portato sul palco la testimonianza più concreta di ciò che significa mettere l’umano prima delle appartenenze: ragazze e ragazzi provenienti da Paesi segnati dalla guerra che hanno scelto di vivere e crescere insieme.

E con Folco Terzani abbiamo riscoperto il valore del viaggio, della curiosità verso l’altro e della ricerca di ciò che ci unisce oltre i confini.

Perché l’umano nasce proprio lì.

Nel momento in cui smettiamo di definire una persona per la sua provenienza, la sua storia o il conflitto che porta sulle spalle.

A Rondine accade ogni giorno.

Perché la pace comincia quando il nemico torna ad avere un volto, una storia e un nome.

All’Angolo del Conflitto prende voce una prospettiva essenziale, costruita in una lunga vicinanza umana e intellettuale ...
06/06/2026

All’Angolo del Conflitto prende voce una prospettiva essenziale, costruita in una lunga vicinanza umana e intellettuale a Tiziano Terzani.

Angela Terzani Staude porta nel dialogo la memoria di Tiziano, ma soprattutto una riflessione su un’umanità che sente quasi appartenere al passato. Racconta un Terzani mosso da una curiosità radicale: un giornalista che a 58 anni sceglie di smettere, rifiutando un racconto fatto solo di numeri e PIL per cercare invece il mistero del mondo e la rivoluzione interiore.

Anche la malattia e il cancro, arrivati in quel momento, diventano parte del percorso: non una sconfitta, ma l’ultimo esercizio di consapevolezza di un uomo che amava la vita in modo insolito e che voleva “imparare a saper morire”, spegnendosi con lucidità e serenità.

Nel racconto di Angela emerge il punto di vista prezioso di chi ha condiviso e camminato accanto a questa ricerca di senso. Una voce che interroga ciascuno di noi sulla domanda più radicale: cosa significa vivere con autenticità, fino in fondo?

«Ma se mio figlio incontrasse il figlio di Franco, dovrebbe odiarlo?»La domanda di Giovanni Ricci ha attraversato il wor...
06/06/2026

«Ma se mio figlio incontrasse il figlio di Franco, dovrebbe odiarlo?»

La domanda di Giovanni Ricci ha attraversato il workshop 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐑𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚: 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 e ha aperto un confronto sulla giustizia riparativa che supera la sola dimensione giuridica e arriva al cuore delle relazioni umane.

Franco Bonisoli, ex brigatista coinvolto nel sequestro Moro e nell’azione di via Fani; Giovanni Ricci, figlio di Domenico Ricci, uno degli agenti della scorta del Presidente Moro uccisi durante l’attacco di via Fani.

Per anni le loro vite sono rimaste separate da un dolore che sembrava impossibile da attraversare. Eppure, attraverso il percorso della giustizia riparativa, è diventato possibile incontrarsi, fare domande, ascoltare risposte.

La giustizia penale risponde al reato attraverso la pena. La giustizia riparativa prova ad aprire anche un altro spazio: quello dell’incontro. Uno spazio fragile, che non cancella il male, non sostituisce la responsabilità e non restituisce ciò che è stato perduto, ma permette di riconoscersi come esseri umani.

«Io non ti posso restituire tuo padre», ha detto Bonisoli a Ricci. Ma da quella impossibilità è nato un dialogo capace di trasformare qualcosa.

A YouTopic si è parlato di inquietudine come di una forza che può irrigidire oppure aprire nuove possibilità. L’inquietudine del dolore, della rabbia e delle domande senza risposta può alimentare la vendetta. Oppure può diventare il punto di partenza per cercare una strada diversa.

Dalle testimonianze emerse durante il workshop è arrivato un messaggio potente: il perdono è diverso dal dimenticare, la giustizia riparativa è scegliere di entrare in uno spazio di verità dove il reato resta, il dolore resta e la relazione può cambiare.

Indirizzo

Località Rondine 1
Arezzo
52100

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