09/09/2025
Ivan Fantini e Lorenzo Cagnoli quest’anno ad Aliano, nello spazio di Via Sole 48, hanno portato la loro vita.
Ci fa piacere raccontarvi la loro azione con le parole di Ivan
(Le foto sono di Giuseppe Formiglio)
“prendete quel che volete mettete quel che potete” è postura politica quotidiana che, nei giorni de la luna e i calanchi ad aliano, apre una casa altrimenti chiusa, accende un forno altrimenti spento. “prendete quel che volete mettete quel che volete” è processo di relazione tra corpi sconosciuti tra pensieri sconosciuti tra parole sconosciute, tra, fra. per tutta la durata della festa, da dieci anni, vengo invitato ad aliano per portare la mia quotidianità, da anni fatta di recupero saccheggio cura e condivisione di ingredienti, il mio vivere principalmente attraverso il baratto. quotidianità che apre un enorme processo di alterità. quest’anno, accompagnato da lorenzo cagnoli, (forneria contadina Pasta Madre) e sostenuto, come da anni accade, da giuseppe (geppetto di aliano) . se da anni la casa e il forno in via sole 48 venivano identificati con “sono da ivan” quest’anno si è aggiunto “mensa immensa a offerta libera con forno a ciclo continuo”, e quest’ultima dichiarazione dice tanto. la casa apre alle 8, il forno alle 8 è già caldo. la casa chiude alle 23, il forno rimane caldo. nel mezzo, ragazze ragazzi, donne uomini, a volte bambine/i, passano portano chiedono aiutano, semplicemente per contribuire a tenere aperta una casa e acceso un forno. alle 13.30 e alle 20 comincia il rito. dopo che lorenzo ha tolto dal forno il pane e le focacce, impastate a mano con il suo lievito madre, dopo aver cotto gli ingredienti recuperati saccheggiati ricevuti, nel forno a legna, dopo aver preparato il desco per la condivisione è il momento delle letture, quest’anno dedicate anche alla poesia palestinese, al quale seguono domande e dialogo. la casa si apre in totale autogestione attraverso la condivisione, ciò che ripetiamo sempre “è di guardarsi indietro mentre si fruisce”. la casa è dotata di forchette d’acciaio, piatti di ceramica, bicchieri di vetro che portiamo con noi, ovviamente insufficienti per la quantità di persone, all’esterno una cisterna d’acqua, offre la possibilità di lavaggio e di messa a disposizione per il/la prossimo/a. quello che succede all’esterno, visto che la casa non può contenere tutte le persone, è la vita. le persone si incontrano, si conoscono, leggono ballano cantano, poi si fermano, aiutano, collaborano, prendono l’iniziativa. alla fine, non facciamo altro che aprire una casa e accendere un forno, a volte, però, basta questo per far accadere con le persone, tra le persone, un capolavoro, e anche quest’anno è stato un gran capolavoro, una fatica bella bella.
grazie a tutte/i
sempre avanti! ivan fantini’