27/04/2017
Lo strascico inaccettabile della vicenda Mediterraneo – Gemitaiz richiede la doverosa replica da parte di chi, come noi, opera nel settore dell'intrattenimento da più di venti anni e deve ora difendere la propria reputazione, faticosamente costruita, da accuse tanto gravi quanto infondate. Ovviamente decidiamo di affidare all'informalità dei social questo messaggio molto semplice al solo fine di chiarire con il nostro pubblico i contorni fattuali della vicenda, riservando le iniziative del caso nelle opportune sedi.
I fatti sono noti a tutti. Il 21 aprile 2017 la serata programmata presso la discoteca Mediterraneo di Isola d'Asti, locale che ci onoriamo di gestire dal 20 marzo 2017, durante la quale avrebbe dovuto esibirsi l'artista Gemitaiz è saltata. Questo ci ha esposto ad un coro di insulti, calunnie e minacce di ogni genere veicolate dai social, amenità evidentemente provenienti da persone che non conoscono i fatti, che in questa sede riteniamo doveroso chiarire nella nostra veste di principali vittime della incresciosa situazione e non di artefici di una malversazione a danno della nostra clientela.
Non era infatti noto al pubblico che la data di Gemitaiz era stata da tempo trattata e concordata con l'agenzia di promozione alla quale l'artista si appoggia, tanto da avere ottenuto dalla predetta l'approvazione della grafica dei biglietti in prevendita e dell'altro materiale pubblicitario. Questo ci ha consentito di promuovere serenamente la serata, affrontando le non irrisorie spese di pubblicità e, ovviamente, sperare in un evento che avrebbe soddisfatto il pubblico dandoci un ritorno di immagine.
Solo nelle imminenze dell’esibizione, ci veniva comunicato dalla medesima agenzia che Gemitaiz non avrebbe potuto tenere la serata per improvvisi problemi di salute. Non essendo valse a nulla le nostre richieste di far comparire l'artista anche per un mero saluto, e fuori tempo per annullare l'evento, non abbiamo potuto fare altro che rammaricarci ed offrire ai nostri clienti, comprensibilmente delusi, un ingresso gratuito a titolo di rimborso, atto a nostro avviso doveroso. Per ragioni a noi ignote, dopo la serata giunge il comunicato di Gemitaiz, il quale, inspiegabilmente, prende le distanze da noi sostenendo che la serata non sarebbe mai stata in programma, il tutto in aperto contrasto con quanto riferitoci dalla sua agenzia, con la quale avevamo da tempo raggiunto l'accordo.
Del resto, l'idea stessa che proprio noi si sia ordita una serata “truffa” è assurda: chi mai all'inizio di una gestione si suiciderebbe commercialmente in questo modo? Noi non potevamo che essere interessati ad offrire lo spettacolo promesso, e dopo quello molti altri ancora, non ad autodistruggere la nostra reputazione per l'incasso di una serata. E' dunque evidente che la prima buona fede ad essere stata tradita è proprio la nostra, che credevamo nella serata e nella presenza di Gemitaiz nel nostro locale.
Queste le ragioni di quanto accaduto, che fanno di noi, lo ribadiamo, le incredule e principali vittime della incresciosa situazione, che ha danneggiato e danneggia ingiustamente l'immagine della nostra azienda, una realtà imprenditoriale che dopo anni di serio e duro lavoro in un ambiente difficile come quello in cui operiamo si trova insultata, diffamata e calunniata immotivatamente.
Ovviamente è nostra intenzione accertare le responsabilità per l'accaduto, facendo sì che coloro i quali hanno operato senza la dovuta serietà siano chiamati a risponderne nelle competenti sedi, avendo costoro messo in seria difficoltà un'azienda che dà da vivere a molte persone, che lavorano onestamente e che dipendono dalle sue sorti. Come premesso, non essendo questa la sede idonea per trattare in modo più approfondito tutti gli aspetti, anche legali, che la questione implica, vogliamo solo sottolineare in chiusura come la diffusione di messaggi ingiuriosi e diffamatori, se non calunniatori o minacciosi a mezzo di social network sia un grave reato punito dalla legge con pene severe; pertanto, se coloro i quali già si sono resi responsabili di tali condotte a nostro danno, od altri soggetti, dovessero perseverare in tal senso, prenderemo senza esitazione alcuna i dovuti provvedimenti a tutela della nostra immagine, non essendo disposti a tollerare oltre la scelleratezza di tali soggetti.