La PIUMA Etherea - Fucina Olistica di Daniela Cerin

La PIUMA Etherea - Fucina Olistica di Daniela Cerin La FUCINA è un contesto dove prende forma, nasce, si sviluppa il tuo BenEssere a tutti i livelli, ri-scopre il tuo potenziale e dove si generano nuove idee

La FUCINA è un contesto dove prende forma, nasce, si sviluppa il tuo BenEssere a tutti i livelli, ri-scopre il tuo potenziale e dove si generano nuove idee.

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08/05/2026


30/04/2026




Nessun’altra forma di vita sul Pianeta conosce la negatività, solo gli esseri umani, così come nessun’altra forma di vit...
30/04/2026

Nessun’altra forma di vita sul Pianeta conosce la negatività, solo gli esseri umani, così come nessun’altra forma di vita viola e avvelena la Terra che la sostiene.
Hai mai visto un fiore infelice o una quercia stressata?
Hai mai incontrato un delfino depresso, una rana con problemi di autostima, un gatto che non riesce a rilassarsi o un uc***lo che porta rancore e risentimento?
Gli unici animali che possono sperimentare occasionalmente qualcosa di simile alla negatività o mostrare segni di comportamento nevrotico sono quelli che vivono a stretto contatto con gli esseri umani, e che pertanto sono collegati alla mente umana e alla sua follia.”

(ECKHART TOLLE)

❤️ La leggenda del bucaneve ❤️In onore dell'equinozio.⭐🌺✨️Narra una leggenda che tanti e tanti anni fa, al ritorno dall’...
21/03/2026

❤️ La leggenda del bucaneve ❤️
In onore dell'equinozio.⭐🌺✨️

Narra una leggenda che tanti e tanti anni fa, al ritorno dall’ennesimo viaggio sulla terra, il giovane principe Bucaneve udì una fanciulla cantare e, di quel canto, si innamorò perdutamente.
Arrivato nel Paese dell’Inverno, chiese a Re Gelo, suo padre, il permesso di sposarla ma questi, brontolando cupi presagi, rispose che il loro amore non aveva speranza perché la fanciulla era la principessa Primavera che abitava la regione dei venti e dei fiori, mentre lui, Bucaneve, era il principe delle nebbie e del gelo.
"Scordati, figlio mio, questa pazzia!" tuonò cupamente Re Gelo.
Passò, così, un altro inverno lungo e silenzioso, ma il cuore di Bucaneve, abitato dalle brume del mattino, non riusciva proprio a dimenticarla così, alle prime avvisaglie della nuova stagione, il giovane principe decise di attardare un po’ il suo ritorno.
Lungo il sentiero ancora impreziosito da luminosi cristalli di ghiaccio, attese l’arrivo di Primavera…e lei arrivò, leggera, accompagnata da un canto gioioso. Bucaneve, nascosto tra i cespugli, riconobbe l’amore.
Il capo inghirlandato da piccoli fiori, la sottile veste di aliti di vento, i ridenti occhi di azzurro marzolino…la bella principessa incantò per sempre il giovane principe. Da lontano, il richiamo di Re Gelo giunse cupo, come brontolio di tuono, per ricordargli che doveva affrettarsi a rientrare nel Paese dell’Inverno.
Ma Bucaneve non lo ascoltò e continuò a perdersi negli occhi di Primavera che, a piccoli passi, si avvicinava danzando.
Giunta accanto al cespuglio, un brivido increspò le braccia n**e.
Poi, incerta, guardò intorno e…finalmente lo vide.
Avvolto nel mantello di candida neve, la corona scintillante di brina fiera sul capo, la spada di ghiaccio splendete al fianco e due meravigliosi occhi cerulei e inquieti come la tormenta, il giovane rapì per sempre il cuore della principessa.
Intorno, come richiamato da un evento magico e misterioso, tutto tacque e il mondo si incantò negli occhi dei due innamorati.
Per non ferire a morte il Signore dell’Inverno, il sole nascose i suoi raggi dietro le nuvole e il gelido vento, che seguiva sempre Bucaneve, per non assiderare Primavera, andò a fare mulinelli più lontano.
Allora il principe avvolse nel soffice mantello la fanciulla e si tennero stretti a lungo, giurandosi eterno amore.
Quando il sole fece nuovamente capolino tra le nuvole, Bucaneve baciò Primavera e le disse: "Non temere perché alla fine di ogni inverno tarderò di un giorno il mio ritorno nel Paese del Gelo e quando arriverai io sarò qui ad aspettarti."
Poi, rapito dal vento di tormenta che lo nascose, svanì tra le nebbie.
E lei, rimasta sola, chinò il capo e pianse.
Ma quando una lacrima toccò il terreno, tra le impronte di neve lasciate dall’amato, spuntò un piccolo fiore bianco, dai petali delicati, che Primavera raccolse e strinse al petto, nuovamente felice.
E da allora, ogni fine inverno, nei campi scintillanti di brina sboccia un piccolo fiore, che qualcuno ancora chiama Bucaneve per ricordare la promessa fatta dal giovane principe dell’Inverno alla bella principessa Primavera.

* dal web

Vi invito a ritagliarvi uno spazio sacro importante tutto dedicato all'energia del Femminile ⚘️  un dono a voi stesse ed...
16/03/2026

Vi invito a ritagliarvi uno spazio sacro importante tutto dedicato all'energia del Femminile ⚘️ un dono a voi stesse ed alle vostre antenate portando guarigione e pacificazione degli aspetti e nelle linee del tempo che attendono di essere trasformati amorevolmente.
È tempo di risplendere come una magnifica rosa 🌺 Posti limitati.




13/03/2026
La preghiera conclusiva pronunciata del Venerabile Panyakara Bhikkhu l’11.2.2026 al Lincoln Memorial:“Che ogni nazione p...
12/02/2026

La preghiera conclusiva pronunciata del Venerabile Panyakara Bhikkhu l’11.2.2026 al Lincoln Memorial:

“Che ogni nazione possa vivere in sicurezza, stabilità e dignità, libera da paura, caos e sofferenze inutili.

Che ogni persona sia ascoltata, rispettata e protetta, indipendentemente dalla razza, dalle origini, dalla fede o dalla lingua che parla.

Che la paura sia sostituita dalla comprensione e che l'incomprensione non diventi mai più motivo di violenza.

Che l'odio si trasformi in compassione, così che il dolore sia affrontato con cura anziché con biasimo.

Che la pace non esista solo nelle parole e nei discorsi, ma nelle leggi, nelle politiche, nelle comunità e nella vita quotidiana.

Che la vera forza non si misuri con il controllo, la forza o le armi, ma con il modo in cui ci proteggiamo a vicenda, soprattutto i nostri figli e i più vulnerabili.

Che il progresso cammini sempre di pari passo con la moralità e che la crescita non si basi mai sulla sofferenza umana.

Che il dialogo sia preferito al confronto e l'ascolto al giudizio nelle famiglie, nelle società e nelle nazioni.

Che le persone trovino la pace nei propri cuori, così che il mondo non abbia più bisogno della violenza per sopravvivere.

Che il cammino verso la pace non richieda nemici, ma solo esseri umani che tornano alla moralità, alla responsabilità e gli uni agli altri.

Infine, ma non meno importante, ricordatevi ogni mattina di scrivere ciò di cui abbiamo parlato... "Oggi sarà il mio giorno di pace".

Una preghiera per i secoli dei secoli.
Sentitevi liberi di ripubblicarla e diffonderla!

(Trascritta da Corinne Bowmaker.
Tradotto fedelmente e condiviso con gratitudine e reverenza 🙏🙏🙏)
Walk for Peace 🙏🙏🙏

Chiudo gli occhie mi inginocchio.Non davanti a un Dio,ma davanti a tutto ciòche mi ha salvatosenza fare rumore.E ringraz...
30/01/2026

Chiudo gli occhi
e mi inginocchio.

Non davanti a un Dio,
ma davanti a tutto ciò
che mi ha salvato
senza fare rumore.

E ringrazio.

Per il dono dell’amicizia,
l’arte della gentilezza
e la cura dell’abbraccio.

Per la musica che in alcune notti
troppo lunghe
mi ha permesso di non impazzire.

Per l’Hallelujah di Jeff Buckley,
che non ho mai solo ascoltato
ma abitato,
come si abita una chiesa
senza saper pregare.
Che mi ha insegnato
che la bellezza vera
fa piangere in silenzio.

Per Caruso,
che mi ha insegnato che esistono voci
che non cantano
ma infiammano l’Anima.

Per Korakanè di De André,
che mi ha fatto inginocchiare
davanti a una lingua sconosciuta
che sapeva dire tutto.

Per Vorrei di Guccini,
che ha dato voce a quella fame
che ci portiamo dentro
e non sappiamo mai come saziarla.

Per la voce di Rino Gaetano
che nessun inverno
potrà mai cancellare.

Per Lucio Battisti,
non per un titolo solo,
ma per il suo respiro musicale,
per quella sua grazia sfuggente
che ha cantato l’amore, il tempo, la perdita
come si canta una pioggia:
lasciandosi bagnare.

Per Sally di Vasco,
che mi ha camminato accanto
nei giorni più stanchi
senza mai chiedermi niente.

Per Toffee,
che mi ha fatto piangere
come si piange un ricordo
che non è mai diventato presente.

Per La cura di Battiato,
che ho ricevuto
come si riceve un sacramento:
senza capirlo del tutto,
ma sentendolo salvifico.

Per C’è tempo di Ivano Fossati,
che mi ha insegnato
che ogni cosa ha il suo istante,
che l’amore vero non corre
ma resta
e che “per tutto il resto c’è un giorno
preciso, ed è questo”.

Per Bob Dylan,
che ha scritto canzoni
come si scrivono le rivoluzioni:
sottovoce,
con la forza di chi sa
che le parole possono cambiare il mondo
anche quando il mondo non ascolta.

Per Ennio Morricone,
che ha scritto l’invisibile
e lo ha reso suono.
Che ha inciso il silenzio
sulla pelle del tempo.

Per Roberto Benigni,
che ha avuto il coraggio
di far ridere il dolore
senza mai offenderlo,
e di dire che sì
la vita è bella
anche quando sembra impossibile.

Per Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek,
che mi hanno insegnato
che l’amore vero
non ha confini da rispettare
ma anime da riconoscere.
Che la famiglia
è quella che ti sceglie
senza chiederti di somigliare a niente
se non a te stesso.

Per Francesco De Gregori,
il Principe.
Il custode delle parole giuste.
Colui che ha camminato accanto alla storia
senza mai spiegarla,
solo cantandola,
rendendola leggibile
anche per chi aveva occhi ciechi.
Ogni sua strofa
è un’eredità
che non si può spendere,
solo portare sul cuore.

Per Mariangela Gualtieri,
che ha detto “Sii dolce”
e io mi sono sentito perdonato.
Che ha scritto “Bellomondo”
a cui questi miei umili versi
si stringono.

Per Chandra Candiani,
che ha parlato con gli alberi
e con il silenzio
e con tutte le parti di me
che avevo lasciato indietro.

Per Alda Merini,
che ha fatto poesia
mentre il mondo la credeva perduta.
Che ha scritto col fuoco negli occhi
e le mani nella luce.

Per Patrizia Cavalli,
che ha detto verità
con voce lieve
e ha dato spessore
a ogni forma d’amore
che il mondo ha provato a sminuire.

E poi,
ringrazio per i gatti.
Per la loro sapienza muta.
Per quella loro capacità
di stare accanto senza invadere,
di curare stando immobili.
Perché i gatti non amano:
concedono eternità.

Ringrazio
per ogni notte
in cui una canzone,
una pagina,
una scena,
una voce,
un poco di fusa
mi hanno salvato.

E io non sapevo ancora
di essere in pericolo.

Ringrazio questa vita
che mi ha permesso
di essere trafitto
dalla bellezza.

Di ascoltare
ciò che non si dice.

Di piangere
per ciò che non si perde
ma resta
in un angolo buono
del cuore.

Questa poesia
è un inchino.

Una resa che resta in piedi.

Una preghiera detta sottovoce
a tutti i maestri
che hanno camminato prima di me
e mi hanno lasciato,
senza saperlo,
una mappa.

Questa poesia
è una veglia
per ciò che ci è stato donato
senza merito,
ma con amore.

E se un giorno
la bellezza svanisse,
se il mondo diventasse tutto rumore,
mi basterebbe sapere
di aver vissuto, toccato, custodito
tutto ciò che in queste parole
ho voluto ricordare.

E questo,
questo sarebbe già abbastanza
per dire:
grazie
a te, vita
che hai donato loro
per donarli a me
che mi hai perdonato
per tutte le volte
in cui mi sono distratto
grazie perché nonostante tutto
mi continui a benedire
con il fuoco sottile
della meraviglia.

Andrew Faber

Indirizzo

Via Campagna 19
Canobbio
6952

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