Il Torneo di Viareggio è la prima grande intuizione del Centro Giovani Calciatori fondato nel 1947. L’anno dopo nasce l’embrione della manifestazione, in una città che voleva lasciarsi alle spalle la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Il simbolo dello spirito viareggino prende corpo in un gruppo di appassionati di sport, capitanati dal fondatore Torquato Bresciani. Storia di pionieri, di gente coraggiosa e desiderosa di mettersi in gioco a favore dei giovani. E’ l’Italia che riparte basandosi sulle nuove generazioni e sulla loro voglia di ricostruirsi un futuro anche attraverso lo sport più popolare. Mezzi pochi, idee tante, che si focalizzano nell’organizzare un torneo cittadino di calcio con squadre rionali rappresentate per lo più da bar, luogo di ritrovo e di aggregazione sociale. Il primo hurrà è del Bar Lencioni che supera il Bar Fattore per 3-0. Un assaggio organizzativo, un preludio a quella ‹‹Coppa Carnevale›› che è destinata a contendenti di ben altra caratura nazionale e internazionale. Infatti il vero Torneo di Viareggio inizia nel 1949. Due squadre francesi: Olimpique Nizza e il Rapid Mentone. Una Svizzera: il Bellinzona. Poi sette italiane: Fiorentina, Lucchese, Lazio, Sampdoria, Milan più due rappresentative giovanili di Viareggio e di Livorno. E’ il Milan a mettere la prima grande firma sul torneo ormai lanciato verso un futuro sempre più radioso. Ma il primo talento ad emergere è il viola Sergio Cervato, che diventerà in seguito una colonna della nazionale italiana. E’ l’inizio di una tradizione storica che pone la Coppa Carnevale come il primo autentico trampolino di lancio per i giovani calciatori. Nella seconda edizione è l’ora di Giorgio Ghezzi, portiere acrobata del Modena che nel tempo diventerà un mito del calcio milanese. Non solo calciatori. Anche gli allenatori emergenti trovano lo slancio definitivo nel laboratorio viareggino.