11/05/2026
Maury racconta:
"Erano gli anni '90 o giù di lì, avevo forse 20 anni e suonavo in un gruppo thrash metal, roba da veri stronzi vestiti di nero con i capelli lunghi e le scarpe da ginnastica alte. A quei tempi la chitarra era l'unica cosa che mi piaceva, del resto ero un metalmeccanico di Casale Corte Cerro di sto c***o e non è che ci fossero grandi cose da fare da quelle parti, a parte caccia, pesca e cercare eroina per passare il sabato sera.
Avevo sta band con un batterista che era bravo ma si scordava i pezzi e mi faceva davvero incazzare, per tutte le puttanate che raccontava. Quindi Omar, che era di Arizzano, disse di avere una soluzione al problema, e una domenica pomeriggio nella sala prove degli Schifo, band di Gravellona Toce che non credo abbia mai superato la posizione numero 79.868.899.923 delle classifiche di Billboard, il nostro fantastico chitarrista Omar ci presentò Simone: alto, capelli lunghi, occhiali anni '70 squadrati e un groove da panico.
All'epoca facevamo qualche pezzo dei Metallica e qualche pezzo nostro, insomma dei giovani eroi. Avremmo poi raggiunto l'apice della nostra popolarità quella stessa estate con vari live in giro per qualche festa e concerti casalinghi a volume davvero alto. Simo aveva lasciato i Jolly Roger's, una fantastica band rock'n'roll della city che aveva di sicuro più esperienza di noi, ma a detta sua si era rotto il c***o delle continue liti, quindi si prese una pausa e si gettò a capofitto nel fantastico mondo del metal. Non scorderò mai la sua t-shirt senza maniche di Topolino che sfoggiava con orgoglio a tutti i concerti.
Purtroppo, dopo pochi mesi e finiti i concerti estivi, ci abbandonò per tornare con i Roger's, del resto erano una gran band, p***a la miseria, e noi ci sciogliemmo come gelati al sole di agosto.
Con Simo ci siamo ritrovati a 37 anni e diventò il batterista degli Electric 69, con cui registrammo un disco a Chicago e girammo parecchio. Sarà sempre il più grande compagno di viaggio che ho avuto: zero esigenze, zero stronzate, si sedeva lì dietro e ti portava avanti la band, frenava e dava groove al suo comando.
Va******lo a tutti gli stronzi di m***a con cui ho fatto i conti nella mia vita, lui mi mancherà sempre. Ma so che in fondo c'è ancora, e vive, perché a Verbania Rock City era il re della batteria."