10/10/2026
Sui diritti dell’infanzia, l’Italia è fuori dall’Europa.
Marina Terragni, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, ha fatto uscire l’Italia da ENOC - European Network of Ombudspersons for Children, la rete europea delle istituzioni che tutelano i diritti delle persone minorenni.
Il motivo? Non hanno pubblicato la sua «dissenting opinion» sul documento annuale della rete, dedicato ai diritti delle persone minorenni LGBTQIA+. Un testo — a cui ovviamente Terragni ha dato voto contrario — che giudica «ideologico» e «inemendabile». Se il problema fosse stato davvero la trasparenza, avrebbe potuto battersi per cambiare le regole dall’interno. Ha scelto di sb****re la porta.
Così facendo ha chiuso all’Italia l’accesso al luogo in cui le autorità garanti europei costruiscono standard comuni e prendono posizione insieme: dalle persone minorenni in fuga dalla guerra in Ucraina ai figli e figlie di genitori detenuti. A rimetterci sono tutte le persone minorenni, non solo quelle LGBTQIA+.
Chi dovrebbe garantire i diritti di tutte le persone minorenni non può scambiare un’istituzione per una trincea ideologica personale. Per questo lo diciamo senza giri di parole: Marina Terragni non è all’altezza del ruolo che ricopre.
Ancora una volta l’Italia si presenta all’Europa come un Paese retrogrado, reazionario, ostile ai diritti delle persone che fuoriescono dai canoni della ciseteronormatività. E si avvicina sempre di più all’Ungheria, paese noto per aver approvato una legge che criminalizza ogni contenuto LGBTQIA+, ufficialmente per «proteggere i minori». Se questa è la compagnia con cui vogliamo stare…
COSA C’È NEL TESTO CHE TERRAGNI HA RIFIUTATO?
Il Policy Position Statement on Safeguarding and Advancing the Rights of LGBTQIA+ Children and Young People è stato adottato il 2 ottobre a Barcellona dalla 30ª Assemblea generale di ENOC. Nasce da una ricerca a cui hanno contribuito 29 istituzioni della rete e dalle voci dell* giovani del progetto ENYA.
Il documento non inventa diritti speciali: chiede che i diritti che la Convenzione ONU sull’infanzia già riconosce a tutte le persone minorenni valgano davvero anche per chi è LGBTQIA+. E propone misure concrete, fra le quali:
formazione obbligatoria per chi lavora con minorenni (nella scuola, nella sanità, nei servizi sociali, nella giustizia);
scuole più sicure, con educazione alle relazioni e alla sessualità, contrasto al bullismo, rispetto di nomi e pronomi;
divieto per legge delle pratiche di conversione;
stop agli interventi medici non urgenti sui bambini intersex, in attesa di un consenso libero e informato;
consulenza e mediazione per le famiglie, per prevenire rifiuto, esclusione e perdita della casa;
canali riservati per denunciare violenze, outing e abusi online.
Chi lo chiama ideologia dovrebbe spiegare a quale ragazzə cacciatə di casa, a quale studentə bullizzatə, a quale bambinə intersex operatə senza poter scegliere, sta dicendo che i suoi diritti sono un’ideologia.
LE NOSTRE RICHIESTE
Registriamo positivamente l’annuncio di un’interrogazione parlamentare da parte di alcune senatrici dell’opposizione. Ora chiediamo a tutte lə parlamentari di sostenerla e di presentarne subito altre, a Camera e Senato, su questo fatto grave e inaccettabile. Il Governo deve dire se condivide la scelta di Terragni, se e come intende riportare l’Italia in ENOC e se chi ha compiuto questa scelta può continuare a guidare l’Autorità garante.
Chiediamo che l’Italia rientri in ENOC, subito e senza ambiguità.
Chiediamo istituzioni che difendano tutte le persone minorenni. TUTTE.
Nel 2027 l'EuroPride arriverà a Torino. Noi restiamo dove siamo sempre statə: dalla parte delle persone minorenni LGBTQIA+ e dell’Europa che le protegge.
[ENG]
On children’s rights, Italy is outside Europe.
Marina Terragni, Italy’s Ombudsperson for Children and Adolescents, has withdrawn Italy from ENOC – the European Network of Ombudspersons for Children.
Why? Because her “dissenting opinion” was not published alongside the network’s annual statement on the rights of LGBTQIA+ children and young people. A document she, unsurprisingly, voted against, dismissing it as “ideological” and “beyond amendment”. If transparency had really been the issue, she could have fought to change the rules from within. Instead, she chose to slam the door.
In doing so, she has cut Italy off from a forum where European ombudspersons develop common standards and take joint positions: from children fleeing the war in Ukraine to children of incarcerated parents. The ones who lose out are all children, not just LGBTQIA+ children.
Anyone responsible for safeguarding the rights of all children cannot mistake an institution for their own personal ideological battleground. So let’s be clear: Marina Terragni is not fit for the role she holds.
Once again, Italy presents itself to Europe as a backward, reactionary country, hostile to the rights of people who fall outside cisheteronormative standards. And it is drawing ever closer to Hungary, a country known for passing a law that criminalises all LGBTQIA+ content, officially in the name of “protecting minors”. If this is the company we want to keep…
WHAT DOES THE STATEMENT TERRAGNI REJECTED ACTUALLY SAY?
The Policy Position Statement on Safeguarding and Advancing the Rights of LGBTQIA+ Children and Young People was adopted on 2 October in Barcelona by ENOC’s 30th General Assembly. It draws on research involving 29 member institutions and on the voices of young people taking part in the ENYA project.
The document does not invent special rights. It calls for the rights already recognised for all children by the UN Convention on the Rights of the Child to be upheld in practice for LGBTQIA+ children too. It proposes concrete measures, including:
Mandatory training for professionals working with children (in education, healthcare, social services and the justice system);
Safer schools, with education on relationships and sexuality, anti-bullying measures, and respect for names and pronouns;
A legal ban on conversion practices;
An end to non-urgent medical interventions on intersex children until they can give free and informed consent;
Family counselling and mediation to prevent rejection, exclusion and homelessness;
Confidential channels for reporting violence, outing and online abuse.
Anyone who calls this ideology should explain to which young person kicked out of their home, which student bullied at school, which intersex child operated on without being able to choose, they are telling that their rights are ideology.
OUR DEMANDS
We welcome the announcement that some opposition senators intend to submit a parliamentary question. We now call on all opposition MPs and senators — and others too — to support it and immediately submit further questions in both the Chamber of Deputies and the Senate on this serious and unacceptable matter. The Government must say whether it agrees with Terragni’s decision, whether and how it intends to bring Italy back into ENOC, and whether someone who made this choice can continue to lead the national Ombudsperson’s Authority.
We demand that Italy rejoin ENOC, immediately and without ambiguity.
We demand institutions that defend all children. ALL OF THEM.
In 2027, EuroPride is coming to Turin. We remain where we have always stood: alongside LGBTQIA+ children and young people, and the Europe that protects them.