Rassegna delle Sagre

Rassegna delle Sagre Vetrina di oltre 20 Paesi umbri che portano in Rassegna le proprie specialitá gastronomiche

La RASSEGNA DELLE SAGRE, organizzata dalla PRO LOCO SAN SISTO, è sempre stato l'appuntamento che fa calare il sipario sulla stagione delle feste paesane umbre. Una vetrina che, come avviene ogni anno da ormai oltre trent'anni, può essere vista come una specie di riassunto di alcune fra le più importanti kermesse culinarie della Regione e vede la partecipazione di oltre 20 diversi paesi umbri che p

ortano le loro specialità. E' un appuntamento che richiama tantissimo pubblico affezionato delle sagre ed è certamente importante per la promozione del territorio dei paesi partecipanti e delle loro sagre; un'ottima occasione per farsi conoscere...
Per maggiori informazioni visita www.rassegnadellesagre.it

La scafata, antica zuppa umbra di primavera - Umbria
28/05/2021

La scafata, antica zuppa umbra di primavera - Umbria

La scafata, zuppa di primavera conosciuta anche come baggiana, è un antico piatto del territorio umbro, il cui nome deriva da “scafo”, termine dialettale che indica il baccello della fava. Si tratta di una minestra che, secondo la tradizione, veniva preparata in primavera, usando verdure fresch...

E’ nel cuore di Perugia che, dalle mani di Luisa Spagnoli, nasceva il Bacio Perugina divenuto simbolo di amore ed icona ...
18/10/2020

E’ nel cuore di Perugia che, dalle mani di Luisa Spagnoli, nasceva il Bacio Perugina divenuto simbolo di amore ed icona del made in Italy

Un affascinante percorso di réclames, incarti e confezioni che raccontano un secolo di made in Italy

Lasciati deliziare da una ricca degustazione delle bontà Perugina

Entra nella Fabbrica attraverso un percorso sopraelevato sulle linee produttive (la produzione è attiva in funzione del calendario di Fabbrica)

Acquistalo… nello Shop Perugina

Crealo nella Scuola… indossa il grembiule e crea Baci® cioccolatini e dolci tentazioni con il Maestro Cioccolatiere. Imparare non è mai stato così giocoso!
Contatta il numero verde 800 800 907 (dall'estero +39 0245467655)

oppure via email a: [email protected]
La prenotazione è obbligatoria

Orario di apertura
Lunedì, Giovedì, Venerdi ore 9/13 – 14/17 | Sabato 10/16

Bartocciate Il dolce di PerugiaIngredienti per 4 Persone:250 grammi di Farina semi integrale;una Cartina di lievito per ...
19/02/2020

Bartocciate Il dolce di Perugia
Ingredienti per 4 Persone:
250 grammi di Farina semi integrale;
una Cartina di lievito per dolci;
80 grammi di Zucchero di canna;
2 Uova fresche;
6 Cucchiai di Latte;
6 Cucchiai di Vino Marsala Florio;
50 grammi di Pinoli;
50 grammi di Uvetta Sultanina;
un pizzico di sale;
q.b. di Olio per friggere.
Per la decorazione:
100 grammi di Zucchero semolato;
q.b. di Zuccherini di Mompariglia colorata.

Mettete l’uvetta in abbondante acqua tiepida e lasciate in ammollo per 20 minuti circa, trascorso poi il tempo, scolate l’uvetta ed asciugatela, poi versatela in una terrina ed aggiungete la farina, lo zucchero di canna, il sale, le uova, il latte, il marsala ed i pinoli, ora amalgamate delicatamente tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un composto cremoso dalla giusta densità.

Poi con l’aiuto di due cucchiai prelevate la giusta quantità d’impasto che friggerete in un tegame dai bordi alti a cui avrete aggiunto abbondante olio, quando le Bartocciate saranno ariose e la loro superficie risulterà ben dorata, sarà il momento di scolarle con la schiumarola ed adagiarle su carta paglia, in modo da eliminare l’ulteriore eccesso di olio. Ora sistemate le Bartocciate all’interno di un piatto cupo e ricopritele di abbondante zucchero semolato, poi se volete potete completate la decorazione delle Bartocciate dolci con abbondanti zuccherini di mompariglia colorata, che con i suoi variopinti toni accesi, ricorderà ulteriormente la vivace allegoria del Carnevale Perugino.

Gli Strufoli sono un tipico dolce di Carnevale  umbro. Un tempo venivano fritti nello strutto e mangiati entro la mezzan...
19/02/2020

Gli Strufoli sono un tipico dolce di Carnevale umbro. Un tempo venivano fritti nello strutto e mangiati entro la mezzanotte di martedì grasso, per evitare di consumare un grasso animale durante il periodo di Quaresima. Dalla preparazione non particolarmente difficile, trova molte varianti a seconda delle zone umbre in quanto è sempre stato tramandato senza seguire una ricetta ben precisa.

Ingredienti:

8 uova
8 cucchiai di olio extravergine d’oliva
8 cucchiai di zucchero
16 cucchiai di farina
1 bicchierino di mistrà e/o di rum
1 buccia di limone grattugiata
1 cucchiaino di lievito in polvere
aroma di vaniglia (facoltativo)
miele e alchermes per guarnire
olio per friggere

Unire tra loro la farina, il lievito, l’olio di semi, la buccia di limone, lo zucchero, gli aromi ed i liquori. Impastare con energia il tutto per diversi minuti, per formare un composto consistente e alveolato. Aggiungere se serve un po’ di farine o all’occorrenza del latte. Lasciare riposare l’impasto per circa un’ora. Scaldare su una larga padella l’olio di semi.Prendere una cucchiaiata dell’impasto ed immergerlo nell’olio bollente. Quando risultano gonfi e dorati estrarli dall’olio e adagiarli su di una carta assorbente. Irrorare gli strufoli di alchermes e versarvi il miele sciolto a bagnomaria

LUISA SPAGNOLI, UNA STORIA ITALIANADonna creativa e intraprendente, Luisa Sargentini nasce a Perugia nel 1877 da una fam...
27/01/2020

LUISA SPAGNOLI, UNA STORIA ITALIANA
Donna creativa e intraprendente, Luisa Sargentini nasce a Perugia nel 1877 da una famiglia povera. Si sposa molto giovane con Annibale Spagnoli e con lui rileva un negozio di drogheria nel centro di Perugia. Dal 1909 quel laboratorio farà parte di Perugina® e le intuizioni di una donna straordinaria, in breve tempo, segneranno la storia. Una storia tutta italiana.
E' un’imprenditrice innovativa. Dalla sua intuizione nasce il cioccolato Luisa, l’inconfondibile fondente Perugin. La svolta arriva nel 1922: Luisa si accorge che il cioccolato e la granella di nocciole non usate in azienda, a fine giornata, vengono buttati.Inventa un cuore di gianduia e granella di nocciole, un cioccolatino simile alla nocca di una mano, il “Cazzotto” che Giovanni Buitoni rinominerà Bacio Perugina.

Il 29 gennaio si celebra il patrono del capoluogo umbro. Come preparare il tipico dolce attorcigliato con il buco, che r...
27/01/2020

Il 29 gennaio si celebra il patrono del capoluogo umbro. Come preparare il tipico dolce attorcigliato con il buco, che richiama la corona di fiori al collo del Santo.I Perugini con le mani in pasta in questi due giorni di festa: si celebra il 28 e 29 gennaio uno dei tre santi patroni della città: San Costanzo. Perseguitato dai romani e decapitato al tempo dell’Imperatore Marco Aurelio, nel II secolo d.C., il primo Vescovo del capoluogo umbro è celebrato fin dal Medioevo. Una festa religiosa che porta con sé molte tradizioni di carattere folcloristico e gastronomico.
Si prepara oggi, in tutte le case di Perugia, il dolce tipico: il torcolo di San Costanzo. Una pietanza ricca di gusto e simbologia: la sua forma è rotonda per richiamare la corona di fiori che fu messa intorno al collo del Santo dopo la sua morte, per coprire i segni della decapitazione quando il suo corpo venne ricomposto. Il buco di questa grande ciambella, rappresenterebbe proprio il collo tagliato del martire. Nella pasta lievitata e farcita, prima di essere informata, si effettuano cinque piccoli tagli per far in modo che il dolce mantenga anche in cottura la forma rotonda, ma non solo. I cinque tagli rappresentano anche le cinque porte di Perugia che danno accesso al centro storico: Porta Sole, Porta San Pietro, Porta Susanna, Porta Eburnea e Porta Sant’Angelo.

Accomodati e festeggia il Natale a tavola come vuole la tradizione contadina umbra: tanti buonissimi piatti per tutta la...
27/12/2019

Accomodati e festeggia il Natale a tavola come vuole la tradizione contadina umbra: tanti buonissimi piatti per tutta la famiglia Ogni zona dell'Umbria festeggia il Natale con dei piatti tipici locali, ma il filo conduttore del menu è lo stesso per tutti quanti.

Crostini con paté alla Perugina

Ingredienti per 4 persone: 1 filoncino di pane, 200 gr. di interiora di pollo, 3 foglie di salvia, 1 spicchio d'aglio, 1 cipolla, 1 costa piccola di sedano, 1 carota piccola, ½ bicchiere di vino bianco, 1 cucchiaio di aceto bianco, 2 cucchiai di olio di oliva, 1 cucchiaino di b***o, sale q.b

Preparazione:
Lavare bene le interiora, tagliarle a pezzi e cuocere in un tegame con l'olio, il vino, l'aceto e tutti gli odori tagliati a tocchetti e salare.
Cuocere a fuoco basso e tenendo coperto per almeno 1 ora, eventualmente aggiungere un po’ di acqua calda per portare a cottura.
Frullare il tutto poi rimettere la crema ottenuta nel tegame con il b***o e far insaporire bene, spalmare la crema sulle fettine di pane abbrustolito.

La ricetta giusta del Natale: tanti sorrisi, abbracci e pensieri positivi... questo è tutto quello che ti auguro per Nat...
23/12/2019

La ricetta giusta del Natale: tanti sorrisi, abbracci e pensieri positivi... questo è tutto quello che ti auguro per Natale. Tanti Auguri di un Sereno e Buon Natale!

 Distretto del CioccolatoLa città di Perugia si è identificata col cioccolato sin dall’inizio del XX secolo, grazie alla...
28/10/2019


Distretto del Cioccolato
La città di Perugia si è identificata col cioccolato sin dall’inizio del XX secolo, grazie alla straordinaria vicenda imprenditoriale dell’azienda dolciaria che volle legare così fortemente il proprio prodotto al territorio, la Perugina e che diede vita ad alcuni prodotti “mito”, conosciuti ormai da diverse generazioni di italiani, quali il Bacio e il Cioccolato Luisa.

A mantenere viva la storia e la tradizione della produzione cioccolatiera a Perugia concorrono diverse realtà che offrono agli amanti del cioccolato una full immersion nel sapore e nel sapere goloso: il Museo del Cioccolato e la Scuola del Cioccolato, entrambi allestiti all’interno dell’attuale stabilimento della Perugina; Eurochocolate, il più grande evento del cioccolato d’Europa che si svolge a Perugia nella seconda metà di Ottobre e coinvolge ogni anno un numero crescente di visitatori, trasformando l’intero centro in una grande cioccolateria all’aperto.

Ma la tradizione del cioccolato oggi è perpetuata in Umbria anche da un tessuto di piccole imprese e laboratori artigianali che assicurano un prodotto genuino di elevata qualità.
Queste aziende sono appunto il cuore del progetto Distretto del Cioccolato realizzato dalla Camera di Commercio di Perugia con l’obiettivo prioritario di favorire lo sviluppo del comparto e rafforzare un’identità comune e un immediato e preciso riconoscimento tra prodotto e territorio.

Oggi Perugia è sede dell’Associazione internazionale “La via del Cioccolato” che ha lo scopo di promuovere il riconoscimento ufficiale dell’itinerario culturale europeo dedicato al cioccolato che mira a consolidare e proteggere l’eredità culturale, artistica e storica del cioccolato valorizzando il cioccolato artigianale di qualità europeo.

Lo sapevi che...La Pajata e il MarcheseIl marchese e la pajataMa che cos’è la pajata, e perché è diventata uno dei simbo...
28/10/2019

Lo sapevi che...La Pajata e il Marchese
Il marchese e la pajata
Ma che cos’è la pajata, e perché è diventata uno dei simboli della cucina romanesca? Per “pajata” si intende innanzitutto la prima parte dell’intestino tenue del vitello da latte, pulito ed eviscerato ma non privato del latte (chimo), bevuto dal piccolo bovino, ora finalmente riabilitato. Inconfondibile, grazie al suo gusto forte, antico, popolare. È l’ingrediente di uno dei piatti più famosi della cucina romana: quei rigatoni con la pajata che Alberto Sordi, nella famosa scena dell’osteria nel Marchese del Grillo, definirà così all’affascinante ospite francese di inizio ‘800: “Questa è m***a! È proprio m***a. M***a de vitella: so’ budella”. Ma la raffinata ospite, prima di saperlo, li stava mangiando con gusto…

Ingredienti per 4 persone:
- Kg. 1, 5 di pajata di vitella
- patate q.b.
- olio extr.ne oliva
- sale e pepe
Procedimento: lavate la pajata, con molta pazienza spellatela e togliete anche il grasso che sta sul bordo del budello, fate attenzione a non romperlo. Fate dei pezzi di circa 10/15 cm. e legate ogni pezzo con un filo in modo da formare delle rotelle e impedire la fuoriuscita del contenuto della pajata. Prendete una teglia da forno, velatela di olio, disponete nella teglia le rotelle e le patate tagliate piuttosto piccole, condite con sale e pepe. Infornate a 200 gradi per circa 30 minuti. Afine cottua la pajata deve essere dorata e le patate cotte. Servite immediatamente.

Torta di Chianciano ricetta dolce facileTorta di Chianciano ricetta dolce facile, torta di frolla ripiena, dolce alla cr...
16/10/2019

Torta di Chianciano ricetta dolce facile

Torta di Chianciano ricetta dolce facile, torta di frolla ripiena, dolce alla crema, pan di spagna, amaro di Chianciano, dolce da merenda, dopo cena o per ospiti all’improvviso.
Un dolce d’effetto, bello da vedere buono da mangiare, la torta di Chianciano, un guscio di pasta frolla che racchiude un pan di spagna bagna con amaro di Chianciano e crema pasticcera, assolutamente difficile piuttosto lunga la preparazione perchè bisogna fare pasta frolla, e crema e poi assemblare tutto.

La ricetta della torta di Chianciano presa qui prende il nome dall’amaro di Chianciano, un dolce tipico decisamente ottimo! bello e d’effetto, è come fare 3 dolci in uno per quello risulta una cosa un po’ lunga ma è semplice davvero, potete preparare in anticipo la frolla .

INGREDIENTI

Pasta frolla
Pan di spagna
crema pasticcera
amaro di Chianciano

PROCEDIMENTO

La torta è di circa 20 cm, una base di frolla, ripieno di pan di spagna bagnato con amaro di Chianciano, farcito con crema e ricoperto con pasta frolla a formare una cupola.
Preparate una crema pasticcera, 250 ml basteranno, vi lascio il link sul box sopra, al di fuori di questo rettangolo.
Preparate una pasta frolla, versate nel robot 250 g di farina tipo 0, 120 g di b***o 2-3 cucchiai di latte se serve, 100 g di zucchero, 2 tuorli, scorza di 1/2 limone grattugiato e un pizzico di sale, impastate tutto e avvolgete nella pellicola a riposare.
Nel frattempo preparate il pan di spagna:
Versate nel robot 2 uova e 100 g di zucchero, lavorate finché diventano spumose poi aggiungete un po’ alla volta 100 g di farina, 1/2 bustina di vanillina e lavorate il composto.
Versate in una tortiera da 20 cm e cuocete a 200° per circa 15 minuti, fate prova stecchino.
Preparate una bagna con l’amaro di Chianciano e acqua in una proporzione 2 a 1, 2 cucchiai di amaro e 1 di acqua per esempio.
PRIMO PASSAGGIO PER LA COMPOSIZIONE DEL DOLCE:
Prelevate la frolla, ricavate un disco di circa 3-4 mm per una teglia da 20 cm, non deve avere bordi, cuocete a 180° per 15-20 minuti, tenete il forno sotto controllo, deve dorare.
SECONDO PASSAGGIO:
Tagliate il pan di spagna in pezzi.
Appena il disco di frolla sarà freddo farcite con uno strato di crema tenetevi all’interno del disco base per almeno 1/2 cm, sistemate alcuni pezzi di pan di spagna sulla crema, bagnateli con il liquore, farcite con altra crema e posizionate altro pan di spagna, sistemate per bene anche intorno, farcite sempre con crema.
Stendete la frolla in n disco più grande della base, dovete coprire il dolce fino alla base formando una cupola, ritagliate la frolla in eccesso.
Spennellate con una miscela di tuorlo e latte e infornate a 180° per circa 20 minuti.
Sfornate fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo.

 Poggio Aquilone POGGIO AQUILONE è una piccola frazione di appena 120 abitanti del Comune di San Venanzo (Terni). Il Cas...
16/10/2019

Poggio Aquilone
POGGIO AQUILONE è una piccola frazione di appena 120 abitanti del Comune di San Venanzo (Terni). Il Castello di Poggio Aquilone (a quota 300 m. s.l.m.) è disposto su di un crinale che sporge bruscamente e domina il medio corso del torrente Fersinone, affluente di destra del fiume Nestore.
Il Borgo Medioevale si trova appollaiato sulla sommità di una cresta collinare di formazione litoide, costituita da affioramenti di rocce marnose - calcaree, all' interno del quale un' unica strada con percorso perimetrale separa gli isolati addossati e conglobanti le mura esterne del nucleo centrale, probabilmente sede dell' antico Cassero, oggi occupato in gran parte dall' ampio parco della villa ottocentesca (1803).
Con la sua impronta ellissoidale a forma di "piede umano" mostra una spiccata fisionomia medioevale: l' antica porta a sesto acuto con conci di pietra squadrata, i resti di quattro torri, le mura castellane ben conservate in alcuni tratti, ecc.
Poggio Aquilone è legato alla preistoria con il ritrovamento di una tomba a fossa, probabilmente della cultura eneolitica del Rinaldone, rinvenuta nel 1898, i cui resti (pugnali di selce e rame) sono conservati nel Museo Civico di Bologna.
Le notizie di Poggio Aquilone - medioevale - risalgono al sec. XIII e detto castello figura come possedimento dei Conti Cadolingi di Marsciano (stirpe Longobarda X - XII sec.).
Attraverso passaggi successivi il Castello figura come possedimento di nobili famiglie Perugine (Oddi, Podiani, Montesperelli, Ponfreni, ecc.). Detto contado, già nel 1258, risulta come ultimo insediamento sul confine meridionale sotto la giurisdizione di Perugia. Nel 1282 il Podestà di Poggio Aquilone prestava giuramento di fedeltà alla magistratura Perugina e come obolo offriva per la ricorrenza di San Costanzo alcune libbre di cera.
Nel 1312 Enrico o Arrigo VII di Lussemburgo veniva ospitato nel Castello di Poggio Aquilone con grandi onori e quivi preparato il piano per sottomettere la Repubblica di Firenze. Nel 1442 la Comunità di Poggio Aquilone viene dotata di proprio STATUTO, aggiornato ed integrato nel 1556, e consta di ben 109 articoli tutti ben concepiti. Come la maggior parte degli statuti rurali, lo "Statuto di Poggio Aquilone" (6. Archivi dell' Umbria) raccoglie un complesso di norme atte a regolare il governo della Comunità, il vivere sociale, la moralità pubblica, la sicurezza, l' igiene, ecc. L' elezione delle Magistrature avviene su designazione dei Conti di Marsciano con approvazione dei Priori di Perugia. Il Conte Antonio di Ranuccio dei Bulgarelli, genero del Gattamelata, al servizio della Repubblica Veneziana, nel suo testamento rogato a Verona nel 1476, cita le sue proprietà in Poggio Aquilone, facendo specifico riferimento alla Chiesa di S. Egidio Abate, registrata già da allora nella Diocesi di Perugia, come tutt' ora vi appartiene.
Il Castello di Poggio Aquilone, a prima vista, sembra che non abbia svolto nel passato ruoli rilevanti, invece, con la sua posizione strategica, ha svolto un ruolo importante al confine tra il territorio Perugino e dell' Alto Orvietano. Nel mezzo di difficili equilibri territoriali il Castello di Poggio Aquilone è rimasto, anche se con forma di autonomie limitate, fino al '700 un' isola feudale. Nel XVIII sec. Poggio Aquilone diviene importante centro di raccolta di granaglie, uno dei pochi "Monte frumentario" dell' Italia centrale. Poggio Aquilone segue le vicende legate allo Stato della Chiesa e dello Stato Italiano, all' indomani del secondo dopoguerra gli abitanti ammontavano a circa 500 unità, che a causa dell' abbandono delle campagne si è ridotta alla attuale esigua popolazione. Amministrativamente appartiene al Comune di San Vito in Monte fino al 1927, che con la costituzione della Provincia di Terni viene assorbito dal Comune di San Venanzo. Il territorio di Poggio Aquilone appartiene alla Diocesi di Perugia e le visite pastorali fatte nel corso dei secoli risultano preziose fonti della storia di questo piccolo castello di frontiera.

Indirizzo

Via Albinoni
Todi
06132

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