10/05/2026
MEDITAZIONE e ARTI MARZIALI: "CHAN WU"
Per i piรน รจ difficile associare le Arti Marziali alla Meditazione; il pensiero comune attuale non coglie il nesso, eppure la seconda รจ in stretta relazione con le prime, anzi nasce in seno alle Arti Marziali.
Oggi la Meditazione รจ presentata come un moderno strumento antistress, un mezzo di consapevolezza del presente e un percorso di equilibrio emotivo.
Questi in realtร sono solo gli "effetti collaterali" e rifletteno le contemporanee esigenze sociali.
In realtร la Meditazione ("Chan" in cinese) e le Arti Marziali ("Wu Shu" in cinese) sono parte di un unico corpus e tradizione; da cui l'espressione "Chan Wu".
La pratica meditativa in Cina si sviluppรฒ nel corso dei secoli come espressione del pensiero Taoista, Buddhista e Confuciano per comprendere la natura della mente, esplorare il proprio "mondo interiore" e, contemporaneamente, armonizzare e sincronizzare la Propria Natura alle Leggi di Natura.
La tecnica meditativa prevede le "Tre Regolazioni":
- Regolare il Corpo: lavorare a livello fisico per riuscire ad assumere la giusta Postura; รจ un aspetto che non si puรฒ bypassare come oggi viene, il piรน delle volte, proposto.
- Regolare il Respiro: anello di congiunzione tra la Sfera Fisica ed Energetica; l'apprendimento delle decine di Tecniche Respiratorie richiede anni di studio e pratica
- Regolare la Mente, secondo due fasi distinte:
1) Focalizzazione: "Dimentichi del mondo", "Digiuno della Mente" ("Samatha" per il Buddhismo; "Xin Zhai" per il Taoismo)
2) Contemplazione: "Visione Profonda", "Dimentichi di sรฉ" ("Vipassana" per il Buddhismo; "Zuo Wang" per il Taoismo)
La Meditazione Tradizionale orientale (coltivare una visione profonda per conoscere e armonizzarsi alle Leggi Cosmiche) ha poco a che vedere, dunque, con quello che รจ oggi l'opinione comune e che mediaticamente viene proposta.