19/06/2025
🟥 COMUNICATO DEL COLLETTIVO SUMUD
Contro l’appropriazione ipocrita dello slogan “Donna, Vita, Libertà” da parte di Netanyahu
Come SUMUD ArtFest – Dalla Palestina al Mondo: Cultura, Donna, Vita, Libertà, denunciamo con fermezza e indignazione la recente dichiarazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha osato rivolgersi al popolo iraniano facendo uso dello slogan “Donna, Vita, Libertà”, simbolo globale delle lotte delle donne iraniane, curde, irachene, afghane e di tutti i corpi resistenti che lottano ogni giorno contro l’oppressione patriarcale, militare e coloniale.
Questa appropriazione è illecita e ipocrita.
Non accetteremo che il leader dell’entità sionista, artefice e promotore del genocidio in corso del popolo palestinese, responsabile dell’annientamento di famiglie intere, della distruzione di ospedali, scuole e centri culturali, si permetta di manipolare le parole e i simboli delle nostre lotte.
📣 Condanniamo l’attacco armato lanciato da Israele contro l’Iran, che rischia di far esplodere un conflitto regionale dagli esiti catastrofici per l’intera area mediorientale. Un’aggressione inaccettabile che rivela ancora una volta la natura guerrafondaia e destabilizzante del “Modello Israele”.
Allo stesso tempo, condanniamo fermamente il regime iraniano per la sua continua repressione delle donne, per gli arresti, le torture e gli omicidi di attiviste e manifestanti che reclamano libertà.
Il nostro femminismo è internazionalista e radicale, e non si piega a nessuna logica campista: non giustifichiamo nessun regime autoritario, né orientale né occidentale, che opprime le donne, i popoli, le libertà.
Noi stiamo con le donne in lotta ovunque, con le voci che sfidano l’oscurità, con chi resiste alle bombe e alla repressione, con chi canta, scrive, crea, sogna e combatte per una vita degna.
“Donna, Vita, Libertà” è uno slogan di liberazione, non un’arma propagandistica nelle mani di chi reprime, occupa e uccide.
È nato tra le donne kurde e si è diffuso con la rivoluzione delle donne iraniane, afghane, e di tutte coloro che hanno fatto della resistenza al fondamentalismo, all’imperialismo e al colonialismo una scelta di vita.
Netanyahu, che guida un governo razzista, patriarcale e suprematista, non ha alcuna legittimità a parlare a nome della libertà, delle donne e dei popoli.
📢 Con il nostro festival, con le nostre voci e i nostri corpi, diciamo forte:
Donna, Vita, Libertà non è propaganda di guerra. È rivolta. È sorellanza. È resistenza popolare.
Continuiamo a costruire un fronte culturale e umano che si oppone alla guerra, all’ipocrisia e all’occupazione.
SUMUD ArtFest è dalla parte della Palestina, delle donne in lotta, dei popoli che resistono. Sempre.