21/05/2026
Cartolina dall’oratorio San Domenico. Salone Off del Salone del libro. Con orgoglio ci siamo anche NOI.
Si siedono. In un mondo dove tutti corrono (ma dove vanno?) non è un fatto trascurabile. Attendono. In un mondo di sprint e risposte veloci non è un fatto trascurabile. Studenti, studentesse. Curiosi. Pensionati Insegnanti. Volontari. Prego, e’ gratis. Sedetevi. IE mentre "elogiamo" il pluriripetente fotografo di Capaci, eccolo entrare , nella sala, si proprio lui, Antonio insieme a Fabrizio. Non è un elogio alla bocciatura. Ma le sue scelte lo portano lontano da un destino scritto in una terra dove "la mafia non esiste". Esistono lui, il gruppo 88, che hanno idee diverse da finali già visti, come a Cinisi con Peppino Impastato. Antonio scatta foto, alcune in una giornata particolare ( sensa scomodare Ettore Scola): 23 maggio 1992 la strage di Capaci, "l'11 settembre di noi siciliani". Lui c'era. Per primo. Non è una gara.Non si vince. Antonio si siede nella poltrona “Fassone” e inizia nel suo racconto, scritto magistralmente da Fabrizio.
GrazieLe sue parole sono come un faro che illuminano la scena. Sono "scatti" di un coraggio incredibile. In bianco e nero. Il colore esiste oggi davanti a tanti adolescenti. Un rullino di immagini che tornano nella memoria di chi in sala ricorda quel periodo. 36 e più foto di un rullino, almeno questo, che si sviluppa nei nostri cuori. Prego, siete nell’album della serata. Davanti ad una tragedia non basta commuoversi, ma muoversi. Agire. Antonio lo ha fatto, continua a farlo.