07/03/2026
Donald Trump e Benjamin Netanyahu violano il diritto internazionale.
Esportano democrazia a suon di bombe.
Minacciano il mondo e uccidono innocenti.
Le ultime vittime: 160 bambine, colpite in quello che dovrebbe essere un luogo di crescita e cultura, una scuola. E quando a morire sono i più piccoli, ogni giustificazione politica suona ancora più vuota.
Non sono poi così diversi — negli effetti delle loro azioni — dall’ISIS o dagli ayatollah dell’Iran che dicono di voler contrastare.
La storia insegna quanto rapidamente l’odio e la logica della guerra possano trasformarsi in tragedia collettiva.
In Sicilia cresce la preoccupazione che l’invio di missili e droni possa provocare nuove vittime e innescare una spirale di ritorsioni.
E mentre tutto questo accade, il governo italiano — solitamente pronto a intervenire su ogni tema — sceglie il silenzio. Un silenzio che per molti è assordante.
Si parla di derive autoritarie, di una classe dirigente inadeguata, di segnali che ricordano stagioni buie del passato.
Per questo sento il bisogno di richiamare le parole più alte della nostra democrazia.
La Costituzione della Repubblica Italiana afferma, all’articolo 11:
«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.»
Non è solo un principio giuridico.
È un impegno morale.
È la memoria trasformata in norma.
È la promessa che, dopo gli orrori del passato, la guerra non possa mai essere una soluzione, ma solo una sconfitta dell’umanità.
Giada Nikita TOSCANO