Giardino della Memoria e della Libertà

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CENTRO POLIFUNZIONALE DI INTERESSE SOCIALE
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"PERCORSI DI INCLUSIONE SOCIALE
a favore di soggetti fragili e/o altissima fragilità"

L'organizzazione Nazionale Fedelambiente OdV, con Sede Legale in Mazara de

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29/11/2025

Canale WhatsApp ufficiale della Organizzazione Nazionale Fedelambiente OdV!
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23/11/2025

Accadde oggi: 23 novembre 1993 presso Villabate (Palermo).
Nel tentativo di far ritrattare Mario Santo Di Matteo "Mezzanasca" per aver fornito delle dichiarazioni sulla strage di Capaci alla quale fece anche lui parte gli viene sequestrato il figlio Giuseppe che verrà poi dopo ben 779 giorni di dura prigionia strangolato e sciolto in un bidone pieno d'acido l'11 gennaio 1996 da Enzo Salvatore Brusca, Giuseppe Monticciolo e Vincenzo Chiodo su ordine di Giovanni Brusca detto "U verru", il maiale".

Giuseppe aveva solo 14 anni.

Ad architettare il rapimento in una riunione tenutasi a Misilmeri il 14 novembre 1993 furono: Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca e Giuseppe Graviano. Quest'ultimo si rese disponibile per organizzare il rapimento e mettere a disposizione dei suoi uomini che si finsero poliziotti della DIA: Salvatore Grigoli, Cristofaro Cannella, Salvatore e Nicolò Vitale, Salvatore Benigno, Cosimo Lo Nigro, Francesco Giuliano, Luigi Giacalone, Benedetto Capizzi e Gaspare Spatuzza. Lo stesso Spatuzza divenuto poi anche lui collaboratore di giustizia racconterà ai giudici: "Agli occhi del ragazzo siamo apparsi degli angeli, ma in realtà eravamo dei lupi. (...) Lui era felice, diceva 'Papà mio, amore mio".

Foto tratta da: https://palermo.repubblica.it/.../per_non_dimenticare.../7/

23/11/2025

Fabio Perissinotto, romano era un Finanziere Scelto della Guardia di Finanza, insignito di Medaglia d'Oro al Valor Civile alla memoria.

È tragicamente deceduto il 4 novembre 2002 all'età di 30 anni, a seguito di un incidente stradale avvenuto durante un inseguimento di un'auto con a bordo un ricercato per traffici illeciti gestiti dalla sacra corona unita nei pressi di Ostuni (Brindisi). Secondo la prima ricostruzione dei fatti, nella tarda serata di lunedì scorso, 4 novembre, un’autopattuglia della Guardia di finanza ha intercettato, sulla strada statale n. 379, nel territorio del comune di Carovigno, un’autovettura Lancia “Thema”, segnalata come rapinata a Brindisi nello stesso pomeriggio, dopo che il proprietario era stato minacciato con un coltello a scatto.

La pattuglia ha iniziato l’inseguimento della vettura che, giunta in prossimità di un posto di blocco all’altezza dello svincolo di Santa Sabina, si è arrestata improvvisamente; il conducente ne è subito sceso per fuggire a piedi nella campagna circostante.

La vettura della Guardia di finanza, che si era posta all’inseguimento, è stata quindi costretta a una frenata brusca, e per questo si è scontrata violentemente con altre autovetture circolanti.

Il finanziere Fabio Perissinotto, di trent’anni, è deceduto in ospedale qualche ora dopo a causa delle ferite riportate nell’incidente, mentre gli altri tre finanzieri hanno subìto gravi lesioni.

Le indagini svolte dalla Squadra mobile di Brindisi hanno permesso di localizzare il malvivente e di fermarlo alle ore 15 del giorno successivo, martedì 5, nel centro della stessa città di Brindisi.

Il fermato è Salvatore Massaro, nato a Brindisi il 4 gennaio 1968, già appartenente a una organizzazione criminale dell’area della Sacra Corona Unita, con numerosi precedenti penali. (Tratto da parlamento.it) Medaglia d'oro al valor civile
Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Finanziere Scelto

Data del conferimento: 16/06/2003

Alla memoria

motivazione:

Nel corso di attività istituzionale, finalizzata alla prevenzione ed al contrasto di traffici illeciti, gestiti dalla criminalità organizzata, perdeva la giovane vita a seguito di un incidente intervenuto mentre, con la pattuglia automontata alla quale apparteneva, partecipava all'inseguimento di un'autovettura sottrattasi al fermo di polizia, risultata rubata e condotta da un pericoloso pregiudicato. Fulgido esempio di eccezionale coraggio ed elevato spirito di abnegazione. 4 novembre 2002 - Torre S. Sabina (BR)
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23/11/2025

10 novembre 1979: al casello autostradale di San Gregorio (CT), sicari di “Cosa Nostra” aprirono il fuoco contro un’auto impegnata nel trasferimento di un detenuto da Catania A Bologna, a bordo ci sono il Vice Brigadiere Giovanni Bellissima (24 anni) e gli Appuntati Salvatore Bologna (41 anni) e Domenico Marrara (50 anni), che stanno conducendo un boss mafioso dal carcere di Catania a quello di Bologna. Tutti e tre sono colpiti mortalmente,mentre l’autista civile Angelo Paolello rimase gravemente ferito. La strage suscitò profonda indignazione in tutto il Paese. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, in visita a Catania proprio in quei giorni, si recò a rendere omaggio ai militari caduti, dichiarando commosso:

“Siamo in guerra e le Forze dell’Ordine sono in prima linea.”

Nel 1983 i tre Carabinieri furono insigniti della Medaglia di Bronzo al Valor Civile, e nel 2013 della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

15/10/2025

UN MARESCIALLO EROICO
Il 15 ottobre 1974, esattamente cinquantuno anni fa, a Robbiano di Mediglia (Milano), il Maresciallo dei Carabinieri Felice MARITANO si immolava sull'altare del Dovere, diventando un Esempio eroico. Già decorato in vita al Valor Militare, è stato tra i grandi protagonisti nella lotta al terrorismo eversivo. Per il suo eroico sacrificio, alla sua memoria è stata concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare, con la seguente motivazione: "Già più volte decorato al valor militare e dieci volte solennemente encomiato per brillanti e rischiose operazioni di polizia giudiziaria, chiamato -su sua reiterata richiesta -a far parte di un nucleo speciale di Polizia Giudiziaria per la lotta contro il terrorismo, si distingueva -per intelligente capacità professionale e per coraggiosa dedizione al dovere -in una serie di azioni che conducevano fra l'altro a disarticolare una organizzazione eversiva, da tempo costituitasi per colpire e sovvertire le istituzioni dello Stato, ed a catturarne taluni pericolosi esponenti. Da ultimo, offerto si volontario per capeggiare rischioso appiattamento notturno presso una base operativa della banda armata, riusciva ad intercettare uno dei banditi, che affrontava con determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, anteponendo la propria persona a quella dei dipendenti. Benché colpito gravemente al petto .dal fuoco del malvivente, persisteva nella sua decisa reazione, sino a ferire l'aggressore e -ormai morente - ad incitare i suoi uomini a catturarlo. Decedeva poco dopo,immolando in difesa della legge la sua esistenza e lasciando ai posteri un fulgido esempio di elette virtù militari e di esaltante dedizione al dovere."
Ciro Niglio
MAI DIMENTICARE

Grazie per aver letto questo post, con la speranza che questo ricordo possa essere divulgato e condiviso liberamente. Tutti sono invitati a seguire la pagina FB “Esempi Quotidiani”, perché “per superare le sfide del futuro servono Valori, che sono chiari negli Esempi del passato (Ciro Niglio)”

15/10/2025
15/10/2025

Quando muore un Carabiniere,
il silenzio cade sulle camerate,
odor di lucido e ferro svanisce,
resta solo l’eco dei passi allineati.
Ha la barba rasata, i capelli corti,
la camicia bianca, la cravatta nera.
Ha la divisa dell’onore,
con strisce rosse come ferite d’Italia.
Quando muore un Carabiniere,
il lampeggiante non si accende,
non c’è colpo in canna,
solo un cuore che non batte più.
Pensi a uno stipendio senza rispetto,
a notti fredde senza lamento,
al dovere più grande del sonno,
alla legge servita col silenzio.
Quando muore un Carabiniere,
piangono i figli, si spegne il sole,
una donna stringe il vuoto nel petto,
e un figlio nasconde il viso tra le mani.
Quando muore un Carabiniere,
era già un eroe, anche senza medaglia,
la fiamma sul petto arde ancora,
di sangue, di patria, di nobiltà.
Il tempo si ferma, la luna si vela,
il cielo accende una stella nuova.
Gli alamari volano in alto,
e il pennacchio diventa cipresso.
Quando muore un Carabiniere,
Dio s’inchina, anche Lui resta in silenzio.
Perché è un uomo che muore due volte:
una per sé, una per tutti noi.
E allora ricordalo, non dimenticarlo,
quel Carabiniere caduto per te.
Che la sua assenza sia memoria,
che il suo nome viva, nell’onore e nel rispetto.

I nostri Operatori, esperti nei settori indicati, mettono a disposizione dei cittadini tutti i servizi elencati.Prenotaz...
30/09/2025

I nostri Operatori, esperti nei settori indicati, mettono a disposizione dei cittadini tutti i servizi elencati.
Prenotazione appuntamento a mezzo WhatsApp 366 27 96 939
www.fedelambiente.it

15/09/2025

100 anni fa nasceva a Palazzolo Acreide un grande uomo, un grande giornalista:

Pippo Fava

15 settembre 1925 - 15 settembre 2025

Io non dimentico!


Foto tratta dal sito - Rai News

Il 15 settembre 1993, nel giorno del suo 56° compleanno, la mafia uccideva a Palermo don Pino Puglisi, parroco di perife...
15/09/2025

Il 15 settembre 1993, nel giorno del suo 56° compleanno, la mafia uccideva a Palermo don Pino Puglisi, parroco di periferia, missionario, educatore: un rivoluzionario in un quartiere, Brancaccio, dove Cosa nostra, e in particolare la famiglia Graviano, regnava incontrastata.

Indirizzo

Via Del Mattatoio
Mazara Del Vallo
91026

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Lunedì 09:30 - 12:30
Martedì 09:30 - 12:30
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