22/06/2023
"San Giacomo: l'arte che abbatte i muri" é un progetto di riqualificazione delle mura del carcere di San Giacomo, che si propone di realizzare un museo a cielo aperto che racconta l'identità delle isole Egadi, attraverso dipinti di artisti internazionali con l'obiettivo di restituire bellezza a pareti di cemento armato. Pareti che, purtroppo, difficilmente verranno abbattute, per via dei costi milionari di abbattimento e smaltimento.
Quest'anno siamo riusciti a portare sull'isola uno dei più grandi artisti internazionali, che ha lavorato in giro per il mondo, dall'Asia al Sudamerica, passando per l'Europa, facendo brillare di bellezza angoli nascosti di tutto il pianeta. Si chiama Tono Cruz, viene dalle isole Canarie, ed è diventato celebre per aver riqualificato il leggendario Rione Sanità a Napoli, con una splendida raffigurazione di Totò e Peppino. Tono Cruz ha deciso di accettare la nostra proposta, nonostante la sua retribuzione fosse molto molto bassa, perché ama profondamente le isole e ha sposato in pieno al nostro progetto. Tono ha proposto una grande opera dedicata al mare, alla storia della pesca delle Egadi, che sarà composta da oggetti cari alle comunità di Favignana Levanzo e Marettimo. Nei primi giorni qui sull'isola lo avete visto gironzolare per il porticciolo, tra la gente, parlando con gli anziani e i pescatori: sta raccogliendo incessantemente presso la popolazione oggetti e storie per ispirare la sua opera.
Per i murales a Favignana? L'arte di murales ormai da vent'anni si è diffusa in tutto il mondo, e dona lustro alle metropoli, alle città e i piccoli paesini. In alcune realtà l'arte del murale è addirittura diventata una vera e propria attrazione turistica, capace di portare centinaia di migliaia di visitatori.
Le critiche di questi giorni sulla realizzazione di questo terzo murale ci sembrano semplicemente ridicole, per non dire stupide e forse volutamente cattive. Si dice che con questi soldi, senza sapere neanche quanti, si sarebbero dovute sistemare le strade.
E allora spieghiamo come stanno le cose. Esiste un capitolo del bilancio comunale dedicato esclusivamente all'arte e alla cultura. Un capitolo a sè stante, che contiene delle risorse che non possono essere girate su altri capitoli di spesa. Ecco, i due murales (la bellissima Madonna dei Tonnaroti realizzato da Igor Scalisi Palminteri e il prossimo di Tono Cruz) sono stati finanziati dal Comune in totale con circa 9.500 euro, poco più di 4.500 per ciascun murale. Il costo comprende non solo il pagamento del lavoro degli artisti, che tra l'altro hanno accettato di lavorare a un prezzo davvero stracciato solo per amore del progetto, ma comprende anche tutti i costi logistici degli spostamenti, l'acquisto del materiale, la comunicazione, ecc.... Un pagamento davvero irrisorio, se consideriamo che in altri paesi gli stessi artisti hanno chiesto dieci volte tanto. Il resto è puro volontariato. Donne e uomini, ragazze e ragazzi che hanno contribuito gratuitamente, spesso rimettendoci pure soldi di tasca propria per amore di fare le cose, per l'arte. Davvero si pensa di poter pagare un intervento di messa in sicurezza di una strada con 4,5 mila euro? Davvero si pensa di dover calpestare l'arte e la cultura perché c'è un guardrail arrugginito? Allora perché non annulliamo gli eventi della stagione estiva per costruire case popolari? Perché non chiudiamo lo stabilimento Florio per rafforzare il presidio del pronto soccorso? Perche non aboliamo la banda musicale per pulire le strade dalle erbacce? Perchè non usiamo i soldi delle sagre per pulire le cave? Semplice: non si può fare. Fortunatamente la comunità egadina è molto più sensibile e intelligente dei pochi che amano seminare odio. In questa atmosfera surreale, una cosa ci rincuora: l'arte e la bellezza resteranno eterne, le polemiche e le falsità verranno spazzate via dal tempo.