30/05/2026
Catania è una città di trecentomila abitanti con tre biblioteche comunali aperte al pubblico. Una ogni centomila. Ma è anche un centro culturale ricchissimo che, dalle aule universitarie agli spazi occupati e riportati in vita, alimenta processi e movimenti che rispondono al bisogno sociale di emancipazione politica dalle lacune delle istituzioni.
“Sono molto ottimista -racconta Simone Dei Pieri, direttore artistico della fiera internazionale del libro Catania Book Festival – nonostante le carenze istituzionali tanti giovani non cercano più, con fatica, di dare soltanto una risposta di stabilità alla propria vita in capoluoghi del Nord Italia dove l’offerta lavorativa è maggiore, ma decidono di restare nel luogo dove oltre alla famiglia, ai ricordi e agli amici, vogliono portare avanti un progetto”.
E la cultura è un pilastro decisivo. “Costituisce le basi per una collettività che resiste alle politiche di corto respiro che hanno caratterizzato gli ultimi cinquant’anni di amministrazione della città -sottolinea Dei Pieri-. Perché il problema non è attribuibile alla storia recente ma a una mancanza di visione programmatica che ha portato Catania a vivere di misure urgenti e contingenti”.
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