TeatrUsica A.C.

TeatrUsica A.C. Compagnia Marino/Ferracane Ass.Cult. Nascono cosi “Ora va meglio”, “Sutta Scupa”, “W Niatri” e "Ferrovecchio". Massa e F. Ferracane, del 2005. Cult.

TeatrUsica
Fabrizio Ferracane

Mi diplomo come attore presso la Scuola di Teatro Teatès diretta da Michele Perriera a Palermo e frequento laboratori diretti da Giuliano Vasilicò, Marco Martinelli, Emma Dante, Franco Scaldati, PierPaolo Sepe, Mimmo Cuticchio, Danio Manfredini, Davide Iodice, Arturo Cirillo, Stefania De Santis. Ma l’esigenza di vivere a pieno l’esperienza teatrale che rappresenta p

er me la possibilità di elaborare in maniera creativa il mio rapporto con il mio tempo,con la società in cui vivo con le sue contraddizioni e con le mie, mi porta a fondare una mia associazione, TeatrUsica. In Ora va meglio porto in scena la difficoltà di un soldato che non ha piu’ il suo esercito, perduto in un luogo della memoria che è stanza reale. Se questo primo progetto è un chiaro atto di accusa contro la guerra, in Sutta Scupa realizzato e nato con Giuseppe Massa e montato nella struttura dell’Ex Carcere di Palermo, si racconta la precarietà lavorativa ed esistenziale di due giovani del nostro tempo. Sutta Scupa è stato ospitato a Roma presso il centro Rialto SantAmbrogio prima e all’ Angelo Mai dopo, al Festival delle Colline Torinesi, al Festival di Strasburgo, al Teatro Elicantropo di Napoli. W Niatri nato insieme a Linda Dalisi Michele Riondino Daniele Pilli e Luigi Biondi ha debuttato il 5 e 6 giugno 09 al Napoli Teatro Festival Italia. La lettura di testi di riferimento più svariati, dalle poesie di Dylan Thomas, alle teorie di Galilei, da Emily Dickinson ai fumetti di Andrea Pazienza, è stata nutrimento per le improvvisazioni e queste hanno costituito a loro volta materia viva per la costruzione dello spettacolo. Il risultato è un percorso nel sogno: quello nascosto, quello di una vita diversa, quello ricorrente, quello infranto, quello indispensabile alla sopravvivenza della propria memoria. Andrea, Mimmo e Uccio diventano l’anima di una scoperta involontaria: quella della relatività dei sistemi in relazione tra loro. Ferrovecchio 2010 di Rino Marino con Fabrizio Ferracane e Rino Marino
Sutta Scupa 2005 di e con Fabrizio Ferracane e Giuseppe Massa
Ora va meglio 2004 di e con Fabrizio Ferracane
W Niatri 2009 di Linda Dalisi regia Ferracane Pilli Riondino
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Sutta Scupa

L'attesa e il disagio SUTTA SCUPA

il teatro sociale della formazione Sutta Scupa Teatrusica

Giuseppe Massa , Fabrizio Ferracane provenienti dal movimentato panorama siciliano, sono i due giovani attori che costituiscono il cuore dello spettacolo
“Sutta Scupa”. Partendo da un soggetto di Giuseppe Massa, l’opera si prefigge di indagare il controverso tema del lavoro e l’attuale sistema del precariato. Ci troviamo di fronte al progetto nato dall’incontro di G. Costituitasi l’associazione culturale Teatrusica gli attori intraprendono un percorso di regia collettiva ambendo ad uno spettacolo che tratti contenuti che possano appartenere e raggiungere anche la gente comune ed inseguendo una stretta relazione fisica ed emotiva con il pubblico. Una scenografia scarna per sottolineare la tetra profondità del palcoscenico ispirato ad una claustrofobica sala d’attesa, due sedie di ferro disposte l’una accanto all’altra, sono i pochi ed essenziali elementi utilizzati in scena da Giovanni e Vito, i due protagonisti. La riuscita della narrazione resta allora affidata esclusivamente ai corpi degli attori ed a un colorito dialetto siciliano fortemente aderente ai due aspetti indagati, quello della frustrante attesa di una risposta di assunzione e quello del disagio sociale. Ispirati durante le prove da “Aspettando Godot” di S.Beckett i due personaggi si confidano amarezze e disincanti per l’inadeguatezza che li spinge a scardinare le tradizionali certezze dell’uomo,fintanto Dio e la religione. Con un metaforico gioco a carte gli attori analizzano la paralisi di un sistema sociale che suscita negli animi una continua “sotto pressione” per una scelta forzata, come quando si lascia a terra una sola carta rischiando che l’avversario faccia scopa.
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W Niatri

regia di Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino
drammaturgia di Linda Dalisi
con Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino
disegno luci di Luigi Biondi

Palermo Teatro Festival - Teatrusica A.C. W Niatri nasce dall’incontro di cinque pensieri, di cinque creatività: la drammaturgia scenica si è intrecciata con la regia, l’autorialità dell’attore ha incontrato quella del disegno luci, la scrittura si è fusa con l’azione. Tre attori-registi, una drammaturga e un disegnatore luci si sono riuniti intorno a tre personaggi forti e li hanno portati a raccontare la loro storia, il senso di un’amicizia vissuta galoppando staticamente dei sogni, nell’asfissia della strada in cui si ritrovano ogni giorno, sempre uguale e sempre confinante con un “fuori” impenetrabile. La scelta della combinazione dei diversi dialetti è stata fortemente voluta, come quella dell’alternanza di più piani narrativi che aiutassero lo spettatore a lasciarsi portare in una dimensione a volte onirica a volte molto reale, senza mai concedere fino in fondo la risposta rispetto al dove sia la verità. Uccio, Mimmo e Andrea diventano, nel contrasto di uno spazio vuoto ma delimitato da una rete che chiude l’intero boccascena, e sullo sfondo di un’altrettanto fitta rete di parole scritte, l’anima di una scoperta involontaria: quella della relatività dei sistemi in relazione tra loro. Le luci sono, in questo lavoro, parte attiva e viva della costruzione, intervenendo quasi demiurgicamente a svelare di volta in volta il senso profondo di quello che accade. L’aspetto fondamentale di tutto il lavoro è stato l’ascolto di tutte le voci e la coralità che ne è derivata, pur non senza difficoltà e ostacoli, ma sempre con l’obiettivo comune di una ricerca continua di restituzione della nostra necessità.
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FERROVECCHIO
di Rino Marino

con Fabrizio Ferracane e Rino Marino
regia Rino Marino

Ass. Sukakaifa
TeatrUsica ass.cult. Nota di Regia

Un vagabondo che trascorre sentieri interminabili, lontano da ogni alito di vita, senza tempo né meta, a cavallo di una carcassa di bicicletta, per scacciare i fantasmi del passato. Un barbiere ridotto alla rovina e stigmatizzato dal mondo degli uomini. In una Sicilia d’altri tempi, in una sala da barba dimenticata, dove il tempo sembra essersi cristallizzato e mai più scorso da ‘quel giorno’ di tanti anni fa, due individui ai margini dell’umanità corrente si incontrano e scontrano in un contrasto stridente tra reciproco rifiuto e disperata urgenza di comunicazione. La pièce, a dispetto di un’apparente connotazione iperrealistica, presenta inequivocabili rapporti di contiguità con un certo teatro dell’assurdo, giacché, affondando le radici nei territori della follia, finisce ineluttabilmente per approdare, attraverso lo sfaldamento della logica comune, ad una dimensione ibrida e indefinita tra il tragico e il grottesco. Dirompe infatti, a tratti, a stemperare le tinte fosche della vicenda, quella ilarità che il nonsense riesce a suscitare, conciliando, come non di rado accade, il naturale viraggio dal drammatico al comico. Una recitazione agile ed essenziale, che restituisca la parola nella sua crudezza, nella sua nudità, alleggerita da gravami retorici, in un’alternanza di ritmi serrati e dilatazioni temporali, fedele a una partitura linguistico-fonetica, tesa all’esaltazione della straordinaria musicalità del dialetto siciliano. L’idea di mettere in scena questo testo, ancora inedito, nasce dall’intento di far cimentare due attori, diversi per formazione ed esperienze, con le ‘diversità’ di due personaggi, che trovano tuttavia profonde consonanze nel manifestare, ciascuno a suo modo, il proprio disagio, la propria pena di vivere. Lo spettacolo è stato finalista al PREMIO TUTTOTEATRO.COM ALLE ARTI SCENICHE “DANTE CAPPELLETTI” 2010 – settima edizione
Dove ha ricevuto:

- Menzione della giuria con la seguente motivazione:
Il progetto della compagnia SUKAKAIFA dimostra la grande vitalità del teatro in lingua, in particolare quello d’area siciliana, carica espressiva che si conferma anche nelle scelte scenografiche e luministiche. Ed esibisce inoltre, un oggetto chiave dell’esperienza artistica moderna, una bicicletta arrugginita, con tutto il suo fascino oggettuale e concettuale.

-Premio della giuria popolare, presieduta da Giorgio Testa, con il coinvolgimento del suo Gruppo di ricerca Centro Teatro Educazione (CTE), con la seguente motivazione:
A conclusione di un animato scambio nel quale ognuno ha avuto l’agio di confrontare, idee di teatro, immaginario personale, emozioni di spettatore, la giuria popolare, per la profondità del tema, la limpidezza della struttura drammatica, il rigore della messa in scena, l’uso del dialetto insieme realistico ed evocativo assegna il premio a FERROVECCHIO della compagnia Sukakaifa.

13/09/2019

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28/02/2019

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21/02/2019

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Teatro Bellini Napoli       19-24 febbraio Piccolo Bellini La malafesta Info teatrobellini.it
21/02/2019

Teatro Bellini Napoli
19-24 febbraio Piccolo Bellini
La malafesta
Info teatrobellini.it

La malafesta !!!
09/02/2019

La malafesta !!!

Ripartiamo:
Sab 16 a Locri Teatro Città di Locri
e poi da mart 19 a dom 24 Napoli Teatro Piccolo Bellini

palco-reale blogautore Guido Valdini recensisce la malafesta leggete se vi va :
21/01/2019

palco-reale blogautore Guido Valdini
recensisce la malafesta
leggete se vi va :

I blog di Palermo “Repubblica.it”:

Palermo//spazio Franco Sab 19 e dom 20La malafesta
18/01/2019

Palermo//spazio Franco
Sab 19 e dom 20
La malafesta

Terzo appuntamento della rassegna "Scena Nostra" allo Spazio Franco: sabato 19 gennaio alle 21 va in scena "La malafesta", spettac...

06/01/2019

Due repliche veramente fatte bene...
Castelvetrano ha risposto molto bene direi...

01/01/2019

 

5 Gennaio Teatro Selinus Castelvetrano
25/12/2018

5 Gennaio Teatro Selinus Castelvetrano

Castelvetrano Teatro Selinus 5 Gennaio
Repliche ore 17 e ore 20
Nuovo Allestimento
FERROVECCHIO

21/12/2018

Il 12 gennaio saremo a San Cataldo con
la malafesta
rino marino/fabrizio ferracane/liborio maggio

Tosi Siragusa su Ferrovecchio
17/12/2018

Tosi Siragusa su Ferrovecchio

Esistenze isolate e ai margini trovano un momento di condivisione.

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Castelvetrano
Castelvetrano

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