11/09/2026
Sono le 8:46 a NEWYORK e le 14:46 in ITALIA dell'11 settembre 2001.
Un aereo entra nella Torre Nord. Il mondo, in diretta TV, smette di respirare.
25 anni dopo ci chiediamo ancora: chi era davvero il nemico?
Ci hanno raccontato che era una guerra tra il Bene e il Male. La realtà era più sporca, più cinica.
Negli anni '80, per fermare i sovietici in Afghanistan, l'America armò chiunque sparasse contro Mosca. Non finanziò direttamente Osama bin Laden, no. Ma creò il brodo in cui lui crebbe. Lo lasciò crescere.
Poi lo p***e di vista. La CIA aveva un ufficio con il suo nome sopra la porta, ma la CIA non parlava con l'FBI. E mentre loro non si parlavano, 19 ragazzi prendevano lezioni di volo in Florida.
E poi c'è la foto. Quella che tutti avete visto. "Bush con Bin Laden".
Non è Osama. Non lo è mai stato.
La foto è di Bush padre con la FAMIGLIA Bin Laden. Una famiglia di miliardari, costruttori dei re sauditi. La famiglia che nel 1994 ha disconosciuto Osama e gli ha detto: tu non sei più uno di noi.
Quella famiglia, il 10 settembre 2001, il giorno prima delle Torri, era al Ritz-Carlton di Washington. A una riunione di affari. Del fondo Carlyle, il fondo della difesa americana. Ospite d'onore: Shafig bin Laden, fratello di Osama. Relatore del giorno prima: George Bush padre.
Il giorno dopo, le Torri crollano. E quel fondo chiude in fretta ogni affare con i Bin Laden.
Non è complotto. È peggio. È il sistema.
I miliardari sauditi e i petrolieri texani che fanno affari nello stesso hotel, mentre i loro figli rinnegati fanno saltare il mondo.
Dall'11 settembre in poi abbiamo avuto due guerre, Guantanamo, il Patriot Act, gli aeroporti come prigioni, la paura come governo.
Abbiamo perso due torri quel giorno.
Ma abbiamo perso anche molto di più dopo, cercando di vendicarle.
Oggi ricordiamo i morti. Tutti.
Quelli delle Torri, e quelli venuti dopo.
Compresi tutti i pompieri , cittadini , volontari e medici che sono morti negli anni seguenti per aver respirato le polveri delle macerie conteneti amianto per cui solo da qualche giorno sono stati resi pubblici i file della qualità dell’aria di NEWYORK con cui l’amministrazione di quel tempo ha evitato cause milionarie e conservato poltrone e voti politici.