19/06/2026
Mancano poche ore, erano le 21:55 minuto più minuto meno di quel meraviglioso 19 giugno 1971, faceva caldo (non come oggi😅) e migliaia di persone per buona parte sfatte e stanche dalla lunga attesa, avrebbero assistito ad un miracolo musicale di portata storica come pochi: una delle band più riconoscibili del periodo (e col senno di poi più amate del pianeta)
avrebbe dato vita ad un miracolo musicale tutt’altro che scontato.
Oltre due ore di musica fantascientifica, siderale, non convenzionale per dirla in termini “spicci” scaturì da un palcoscenico stracolmo di attrezzature arrangiato alla bell’ e meglio all’interno di un palazzetto circolare sorto al limite della città 5 anni prima e paradossalmente lì dimenticato! Chi ancora oggi ricorda la sua inconfondibile sagoma scintillante lo riporta ad un astronave “parcheggiata” nel nulla fra campi e cascine al limitar della civiltà. In questo luogo assurdo, i PINK FLOYD c’erano arrivati un po’ per caso sicuramente inconsapevoli di quanto la loro arte avrebbe segnato quel momento. Gridare all’impossibile, alla Storia, financo al “miracolo” non è esagerazione o inutile divagazione ma prendere atto di quanto avvenuto per non solo raccontarlo, ma soprattutto tramandarlo; tutto dopo cinquant’anni si stava perdendo, solo una decina di scatti e qualche ricordo lontano lo separava dall’oblio, una scarsissima registrazione era tutto ciò che ai posteri fu lasciato per sognare.
Come poi spesso avviene, per l’amore di tanti e le fatiche di pochi, qualcuno decide di mettere mano (corpo e anima) nel passato glorioso di un nome altisonante e dalle nebbie del tempo trarre a riva un inaspettata arca custode del tutto.
Da quel momento un fiume ritornò alla terra trascinando al sole quanto era stato “nascosto” e poi ancora fatica… fatica… e duro lavoro (6 anni di ricerche) per dare forma e sostanza ai due volumi che molti ormai conoscono e che hanno l’onore di trasportare e proteggere il mito di un’esibizione lontana nel futuro, per non dimenticare, guardarsi alle spalle e dire: “sono passati 55 anni ma sembra ieri”.
Mirko Boroni (PFBS1971)
🌍🚀🪐🛸👽