42Gradi - Idee sostenibili

42Gradi - Idee sostenibili Festival sulla sostenibilità, 42 come i gradi di una febbre troppo alta, quella della nostra terra
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42Gradi 2026 - dal 22 al 26 luglio a Bisceglie

28/07/2026

Ora che il sipario è calato, la parola intelligenza ci sembra più grande e complessa di quando abbiamo iniziato.

Nell’ultima giornata l’abbiamo affidata agli sguardi di Bianca Peloso, Giorgio Volpi, Juan Carlos De Martin, Telmo Pievani e Serena Mazzini. Cinque voci profondamente diverse, nessuna verità preconfezionata.

C’è chi l’ha cercata nella nostra capacità di connettere quello che sentiamo con il mondo esterno, e chi nella forza della natura, che si adatta e resiste da milioni di anni. C'è chi ci ha ricordato che un essere umano non potrà mai essere ridotto a un calcolatore perfetto, e chi l'ha vista nella meraviglia di tutte le forme di vita e nell'immaginazione. E c'è chi, infine, ci ha spinti a guardare oltre la facciata, denunciando il potere economico che oggi si muove dietro la promessa dell’intelligenza artificiale.

Per cinque giorni alle Vecchie Segherie Mastrototaro siamo andati a caccia dell'intelligenza nei corpi, nelle relazioni, tra i banchi di scuola, negli animali, nei conflitti, nelle nuove tecnologie e nelle domande scomode delle TesteCalde. Non abbiamo trovato un'unica risposta, ed è la notizia migliore che potessimo darvi. Abbiamo trovato una comunità intera fatta di prospettive, incontri e possibilità.

Il VII Atto di 42Gradi si chiude qui.

Un grazie immenso a chi è salitə sul palco, a chi ha riempito ogni singola sedia, a chi ha lavorato nell'ombra dietro le quinte e a chiunque abbia accettato di tornare a casa con almeno una certezza in meno.

A presto!

26 luglio - Il gran finale di questa VII EdizioneL’ultima giornata di 42Gradi si è accesa, come di consueto, al CarrubaG...
27/07/2026

26 luglio - Il gran finale di questa VII Edizione

L’ultima giornata di 42Gradi si è accesa, come di consueto, al CarrubaGarden con Serena Mazzini e Bianca Peloso. Assieme a loro siamo andati a scavare in quel confine sottile e ambiguo in cui algoritmi e chatbot ci promettono vicinanza, mentre dietro le quinte monetizzano la nostra solitudine e trasformano la nostra attenzione in profitto.

Al tramonto, sulla Terrazza delle Vecchie Segherie Mastrototaro, Giorgio Volpi ci ha restituito un po' di necessaria umiltà: la natura non è uno sfondo muto o un magazzino da depredare, ma una rete di intelligenze vive che collaborano, si adattano e risolvono problemi da molto prima del nostro arrivo.

Poi l'atto finale si è consumato sui 42 Scalini con Juan Carlos De Martin, Telmo Pievani e Serena Mazzini che hanno intrecciato i fili tra evoluzione, tecnologia, etica e potere. Questo è stato uno dei momenti più belli di questa edizione perchè il palco è stato "invaso" dalle TesteCalde.

Dopo cinque giorni intensi di laboratori, scontri e discussioni, ragazze e ragazzi hanno preso il microfono per presentare il loro manifesto. Niente teorie astratte, ma una visione chiara e pretesa ad alta voce: come vogliono che l’intelligenza artificiale venga progettata, regolata e messa, finalmente, al servizio delle persone.

Il VII Atto si chiude così, assieme a una generazione che ha scelto di prendere parola per ridisegnare le regole del gioco.

Il festival finisce, ma le domande restano spalancate.

NON SI SA mAI.

Una cosa però la sappiamo: ci vedremo l’anno prossimo!

26/07/2026

Essere intelligenti non significa sempre andare dritti verso un obiettivo.
A volte significa fermarsi, osservare l’ostacolo e cercare un’altra strada.

Durante la quarta giornata di 42Gradi presso le Vecchie Segherie Mastrototaro abbiamo posto una domanda enorme a Emanuela Bandini, Franco Papagni, Giorgio Vallortigara, Christian Raimo e Lea Durante: cosa significa essere intelligenti?

Ognuno di loro ci ha spalancato delle finestre enormi. Ci hanno raccontato di una scuola capace di far fiorire nei ragazzi capacità che loro stessi non sapevano di possedere. Di come l'ascolto profondo sia una forma altissima di elasticità. Di come, davanti a un muro, il gesto più lucido sia spesso fare un passo indietro, allontanarsi per un momento dall'obiettivo e cercare un'altra strada.

E poi che la ricerca non è mai un esercizio solitario da laboratorio, ma un dialogo continuo tra il nostro sguardo e quello degli altri. Fino a fare la pace con una verità che spesso facciamo finta di non vedere, cioè che l'intelligenza non è una nostra proprietà esclusiva, ma un filo invisibile che attraversa tutto il mondo vivente.

Essere intelligenti potrebbe significare saper rallentare, cambiare rotta e fare spazio a punti di vista differenti.

NON SI SA mAI, perchè non ce la sentiamo di dare delle risposte definitive.

25 luglio - L’intelligenza, da sola, si spegne. Ha bisogno di aria, di regole, di relazioni.La quarta giornata delle Tes...
26/07/2026

25 luglio - L’intelligenza, da sola, si spegne. Ha bisogno di aria, di regole, di relazioni.

La quarta giornata delle TesteCalde è partita a Modugno, tra le pareti di Pop Space. Un luogo speciale in cui intelligenza artificiale, creatività e neurodivergenza non viaggiano su binari paralleli che non si incontrano mai, ma si mescolano per progettare ambienti e strumenti davvero accessibili a tutti.

Nel pomeriggio si è chiuso il percorso di laboratorio con Serena Mazzini. Dopo aver smontato le trappole dei social e ripercorso la storia del web, è arrivato il momento di passare all'azione: carta, penna e stesura collettiva di un vero e proprio manifesto. Per smettere di chiedersi passivamente "cosa possono fare" e iniziare a pretendere "come vogliamo che funzionino per noi".

Al tramonto siamo tornati sulla Terrazza delle Vecchie Segherie Mastrototaro, dove Emanuela Bandini e Franco Papagni hanno messo la scuola sotto la lente d'ingrandimento. Un confronto serrato su voti, prestazioni e su tutto ciò che le schede di valutazione non riescono a tracciare: gli errori, le intuizioni, i legami e i tempi umani.

A chiudere la serata sui 42 Scalini delle Vecchie Segherie Mastrototaro, Giorgio Vallortigara e Christian Raimo, guidati da Lea Durante, hanno fatto pace tra razionalità ed emozione. Scienza e letteratura si sono sedute allo stesso tavolo per dimostrarci che testa e cuore non sono rivali in lotta per il potere, ma alleati che devono imparare a collaborare.

Dagli spazi inclusivi ai banchi di scuola, fino alle scelte di ogni giorno, ieri ci siamo portati a casa una certezza: da sola, l'intelligenza non va da nessuna parte.

25/07/2026

Nutrire. Adattarsi. Collegare. Muoversi.

Quattro punti focali per interpretare la stessa domanda: che cos’è davvero l’intelligenza?

Per cercare di capirne i contorni lo abbiamo chiesto a Eliana Liotta, Stefano Vicari - Neuropsichiatra, Enrico Galiano e Antonia Chiara Scardicchio. Le loro risposte ci hanno portati ovunque: dal cibo che mangiamo alle relazioni che intrecciamo, dalla capacità di affrontare i problemi al valore inestimabile delle neurodivergenze. Abbiamo parlato di connessioni tra mondi apparentemente lontani e di quel coraggio necessario per uscire dal proprio punto di vista e immaginare ciò che ancora non esiste.

La cosa più bella? Nessuno di loro ha provato a inscatolare la risposta dentro una formula definitiva.

È proprio questo il filo rosso più prezioso della terza giornata di 42Gradi alle Vecchie Segherie Mastrototaro: l’intelligenza non è un blocco di marmo immobile. È un processo vivo che cambia, si nutre, crea legami inaspettati e impara ogni giorno a riconoscere possibilità diverse.

NON SI SA mAI, ormai per noi è un mantra.

24 luglio - L’intelligenza vista da vicino. Anzi, vicinissimo.La terza giornata delle TesteCalde è iniziata nei laborato...
25/07/2026

24 luglio - L’intelligenza vista da vicino. Anzi, vicinissimo.

La terza giornata delle TesteCalde è iniziata nei laboratori dell’ Università degli Studi di Bari Aldo Moro, insieme al professor Nicola Amoroso. Qui l’intelligenza artificiale non genera immagini ma scova nuovi farmaci, intercetta segnali di tossicità e impara a leggere ciò che a occhio n**o ci sfugge.

Nel pomeriggio, con Serena Mazzini, abbiamo fatto un salto indietro nel tempo fino alle origini di Internet. Siamo partiti dalle utopie iniziali di libertà e condivisione per arrivare ai giganti della Silicon Valley, analizzando le distorsioni nate quando il capitalismo si è preso la rete, trasformando il nostro tempo, i nostri dati e persino le nostre relazioni in moneta di scambio.

Al tramonto, sulla Terrazza delle Vecchie Segherie Mastrototaro, a partire dal libro "La mentre radiosa" di Eliana Liotta che ha dialogato con Nina Gigante, abbiamo parlato di cibo, sonno, abitudini e relazioni che condizionano direttamente il modo in cui pensiamo, ricordiamo e proviamo emozioni.

A chiudere la serata sui 42 Scalini, Stefano Vicari - Neuropsichiatra, Enrico Galiano e Antonia Chiara Scardicchio hanno demolito il mito della normalità. Il loro è stato un invito potente a guardare alle neurodivergenze senza l'ossessione delle etichette, per iniziare a costruire spazi capaci di far fiorire modi differenti di imparare e stare al mondo.

Dalle provette della ricerca scientifica alle nostre scelte a tavola, la giornata di ieri ci ha mostrato che è possibile riscontrare tracce di intelligenza in ogni cosa.

24/07/2026

Tre verbi a fare da bussola per questa seconda giornata: capire, esporsi, prevedere.
Più che una sintesi, una vera e propria mappa per orientarci nel presente.

Nel laboratorio con Serena Mazzini siamo passati all'azione con le TesteCalde, aprendo il cofano di social network e intelligenza artificiale per guardare gli ingranaggi da vicino.

Poi il festival si è infilato nei territori più caldi, quelli della frizione. Con Tony La Piccirella, Eddi Marcucci e Sara Suriano abbiamo toccato con mano cosa succede quando un'idea smette di essere un'opinione comoda e diventa presenza fisica, scelta di campo e rischio reale.

A chiudere il cerchio ci hanno pensato Mario Tozzi e Sabina Guzzanti, con i quali ci siamo fatti la domanda più scomoda: quanto può dirsi davvero "intelligente" una specie capace di plasmare l'intero pianeta, ma ancora drammaticamente incapace di prevedere l'impatto delle proprie azioni?

La seconda giornata alle Vecchie Segherie Mastrototaro va in archivio, ma il peso dei dubbi resta tutto lì.

🔥23 luglio - Le domande hanno smesso di galleggiare nell'aria e hanno iniziato a prendere posizione.La giornata delle Te...
24/07/2026

🔥23 luglio - Le domande hanno smesso di galleggiare nell'aria e hanno iniziato a prendere posizione.

La giornata delle TesteCalde si è aperta a colazione con Dario Aita. Tra un caffè e l'altro abbiamo parlato del mestiere dell'attore, di immaginazione e di quel curioso cortocircuito per cui, indossando la pelle di qualcun altro, finisci per capire qualcosa di più su te stesso.

Subito dopo siamo entrati nel vivo del laboratorio con Serena Mazzini. Social network, regole del digitale e intelligenza artificiale sono stati smontati e vivisezionati. Non una lezione frontale con argomenti da ascoltare passivamente, ma veri e propri ingranaggi da mettere apertamente in discussione.

Al tramonto ci siamo spostati sulla Terrazza delle Vecchie Segherie con Tony La Piccirella, Eddi Marcucci e Sara Suriano, con i quali ci siamo ricordati che "prendere posizione" non è uno slogan comodo: significa esporsi, metterci la faccia e accettare il peso delle conseguenze.

Subito dopo nemmeno la pioggia serale è riuscita a fermarci. Cambiamento di programma al volo: dai 42 Scalini ci siamo rifugiati all'interno delle Vecchie Segherie Mastrototaro con Mario Tozzi e Sabina Guzzanti. Il loro è stato un incrocio esplosivo tra rigore scientifico e satira, il ritratto di una specie capace di plasmare il pianeta e creare intelligenze artificiali, ma ancora tragicamente incapace di prevedere dove la porteranno le proprie scelte.

Nei taccuini delle TesteCalde c’è già un’altra pagina pienissima.

NON SI SA mAI.
Però ieri una cosa l'abbiamo capita chiaramente e cioè che restare a guardare non è più sufficiente.

23/07/2026

Il primo giorno non ci ha dato risposte definitive.
(E meno male).

NON SI SA mAI non è soltanto il titolo di questa edizione: è la bussola con cui abbiamo scelto di orientarci. Significa continuare a fare domande anche e soprattutto quando iniziano a farsi scomode.

Mercoledì è stata la giornata in cui le TesteCalde sono sbarcate a Bisceglie presso le Vecchie Segherie Mastrototaro. Con Memorie di pietra di Maria Antonietta Catella, assieme a Antonio Ottomanelli e a Mimma Gattulli, siamo andati a scavare tra le crepe della storia, per chiederci cosa resta davvero quando il passato viene colpito e chi decide quali tracce meritino di essere salvate dall'oblio.

Poi Juan Carlos De Martin ha dato la scossa inaugurale a questo VII Atto, prima di cedere il microfono ad Alessandra Tedesco, alle letture di Dario Aita e ai cinque finalisti del Premio Fondazione Megamark. Insieme a loro ci siamo ricordati che aprire un libro significa accettare di intrufolarsi nella testa di uno sconosciuto, senza la minima garanzia su come ne usciremo.

Se 42Gradi si spegnesse nel momento in cui troviamo una risposta preconfezionata, durerebbe lo spazio di un mattino. Per fortuna, le domande non fanno che moltiplicarsi.

Il programma di 42Gradi - Idee Sostenibili prosegue.

NON SI SA mAI.

Ma siamo davvero soltanto all'inizio.

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Via Porto 35
Bisceglie
76011

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